Pensioni 2023: bonus per chi resta a lavoro. Proposta del Governo

Pubblicato il 14 Novembre 2022 alle 11:27 Autore: Guglielmo Sano
Pensioni 2023: bonus per chi resta a lavoro. La proposta del Governo

Pensioni 2023: bonus per chi resta a lavoro. Proposta del Governo

Pensioni 2023: in vista della Legge di Bilancio per il prossimo anno torna a scaldarsi il dibattito sulla riforma del sistema previdenziale. Allo studio del governo una misura che possa rientrare in Finanziaria così da evitare il ritorno della Legge Fornero. Ecco quali sono le ipotesi sul tavolo dell’esecutivo.

Pensioni 2023: a fine anno scade Quota 102

Pensioni 2023: in cima alle priorità del Governo Meloni il contrasto al caro-bollette ma in vista della Legge di Bilancio per il prossimo anno anche la riforma del sistema previdenziale torna ad essere un tema particolarmente caldo. A fine dicembre, infatti, scadono Quota 102 (si va in pensione a 64 anni di età se si sono maturati almeno 38 anni di contributi) ma anche Ape Sociale e Opzione Donna (modalità di pensionamento anticipato riservate ad alcune categorie di lavoratori), senza sovrapporre delle misure simili di pensionamento anticipato, in pratica, si riattiverebbe il meccanismo previsto dalla Legge Fornero, un vero e proprio spauracchio per alcune anime della maggioranza, tra cui spicca la Lega.

Ora, per Ape Sociale e Opzione Donna dovrebbe essere previsto un rinnovo secco, bisogna ragionare invece su una nuova “Quota” che di certo dovrà essere il meno onerosa possibile per le casse dello Stato. Le ipotesi allo studio su questo versante sarebbero diverse: una Quota 102 modificata che permetterebbe di andare in pensione a 61 anni di età con 41 anni di contributi, una Quota 104 per cui il requisito anagrafico salirebbe a 63 anni. Si parla anche di una Quota 102-103 elastica: si va in pensione con 61 o 62 anni in relazione agli anni di contribuzione, 41 o 40.

Bonus in busta paga per chi resta a lavoro

Pensioni 2023: secondo le ultime indiscrezioni all’interno dell’esecutivo si sta imponendo l’ipotesi di un restyling di Quota 103 (62-63 anni per uscire dal lavoro se si hanno 40 o 41 anni di contributi) come soluzione di compromesso. Una specie di Quota 41 light in attesa di introdurre la stessa modalità di pre-pensionamento senza vincolo anagrafico per tutti.

Nel frattempo, si studia la possibilità di prevedere degli incentivi per quei lavoratori che scelgono di rimanere a lavoro fino alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia. Sarebbero in particolare i tecnici del MEF guidati dal Ministro Giorgetti a studiare un Bonus in busta paga per quei lavoratori che pur potendo usufruire del pensionamento anticipato scelgono di non smettere di lavorare: lo schema preliminare della misura consisterebbe nello stop al versamento dei contributi da parte del datore di lavoro così come del lavoratore al momento della maturazione dei requisiti per uscire anticipatamente dal lavoro. Il lavoratore, d’altra parte, vedrebbe aumentare la propria busta paga del 10%.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità
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