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pubblicato: venerdì, 15 febbraio, 2013

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Ingroia propone un “Alto commissariato” per beni confiscabili

Ingroia in “Io non ho paura”. Colonna sonora oltre che vera e propria dichiarazione di intenti.

Ingroia ritornato dal Guatemala per buttarsi a capo fitto in politica, creando una lista elettorale completamente inedita, fa una scelta audace ma che sembra non essere troppo approvata dall’elettorato italiano. Negli ultimi sondaggi Rivoluzione civile è al limite: circa il 4% alla Camera mentre maggiori difficoltà si riscontrano al Senato, perché nella stragrande maggioranza delle regioni superare l’8% sarà un’impresa ardua.

[ad]Ma il magistrato, Ingroia, non perde le speranze e continua nel suo tour alla ricerca di sostenitori.

Il 12 febbraio, in una delle sue tappe prima delle elezioni, ha fatto scalo a Firenze, e nella cornice dell’Auditorium Flog ha cercato di conquistare gli ultimi indecisi.

Ha ribadito più volte il concetto di voto utile, ma in una veste nuova rispetto a quella che siamo abituati a sentire: “Da elettore – ha detto – rivendico il diritto di un voto che deve essere utile agli elettori, non agli eletti”.

Per convincere gli incerti Ingroia afferma che votare per Rivoluzione civile, a differenza di quanto ribadiscono gli esponenti delle due coalizioni maggiori, non equivale a sprecare il proprio voto, ma a dare la possibilità ad una nuova forza politica di portare avanti il proprio programma. Un programma che, come si legge nel materiale diffuso durante la serata, si rifà a quei valori costituzionali nati durante la resistenza: legalità, giustizia, lavoro, laicità, uguaglianza.

“Ci vuole coraggio per fare una rivoluzione civile – continua Ingroia – per abbattere quel fortino assediato che sembra inespugnabile. Quel sistema incapace di rinnovarsi”.

Più volte ribadisce che questa “rivoluzione” debba essere sì civile, ma assolutamente non “soft”. Una ribalta agguerrita perché “noi siamo, voi siete, indignati, arrabbiati, inferociti”.

Tra le proposte più originali del magistrato un “revival” della legge La Torre, attraverso l’istituzione di un Alto Commissariato con la funzione di condurre indagini di tipo patrimoniale contro corrotti e evasori. Le proprietà compromesse verranno così confiscate e passeranno allo Stato, che le gestirà in nome del bene comune.

Ingroia mostra dunque di non avere paura, proprio come canta Fiorella Mannoia nella canzone fatta bandiera da questo nuova lista politica, scesa in campo al “gong”, ma fortemente decisa ad accaparrarsi un posto in Parlamento.

Camilla Ferrandi

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