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pubblicato: domenica, 18 agosto, 2013

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Letta avvisa Berlusconi “Gli italiani puniranno chi anteporrà gli interessi personali all’uscita della crisi”

 Letta avvisa Berlusconi “Gli italiani puniranno chi anteporrà gli interessi personali all’uscita della crisi”

Gli italiani puniranno chi anteporrà gli interessi personali e di parte all’uscita della crisi”. Dal palco del meeting di Comunione e Liberazione, il premier Enrico Letta lancia un avviso ai picconatori del governo delle larghe intese. Destinatari principali del messaggio: Berlusconi e i falchi del Pdl. “Non voglio che nessuno interrompa un percorso di speranza che abbiamo iniziato” afferma il presidente del Consiglio raccogliendo l’applauso della platea.

“In questi due anni un percorso doloroso e faticoso è stato compiuto” ma “non hanno funzionato né la politica né le regole istituzionali” spiega Letta. “Non hanno funzionato le regole che abbiamo. Abbiamo un sistema che non funziona, di regole per la politica e per le istituzioni e allora io penso che se dobbiamo parlare del linguaggio della verità dobbiamo dire che adesso abbiamo una grande occasione”. E la prima occasione per cambiare lo stato delle cose passa attraverso la riforma del Porcellum. “Dal 1 settembre si deve cominciare a discutere in Commissione quello che è il cambiamento più urgente: la legge elettorale. E poi c’è bisogno delle riforme della politica: il finanziamento pubblico dei partiti. Il cambiamento che porti ai cittadini il potere di dare privatamente, con un incentivo pubblico le risorse ai partiti”.

Letta invita poi il sistema politico italiano a respingere “l’ideologia del conflitto permanente” e di accogliere “a forza fecondatrice dell’incontro”. Promette “che non ci saranno nuovi debiti”. Per fare ciò “bisogna rimettere la finanza al proprio posto, perché la crisi è nata perché la finanza è uscita dal proprio ruolo ed è diventata il centro di tutto”. Sul futuro il premier è fiducioso “L’uscita dalla crisi è a portata di mano, è possibile, a seconda di cosa facciamo noi. Se guardiamo al futuro usciremo dalla crisi; se ci fermiamo con la testa sempre rivolta al nostro passato non usciremo dalla crisi”.

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