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pubblicato: mercoledì, 21 agosto, 2013

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Un Meeting di larghe intese

In questi giorni si sta svolgendo, a Rimini, il Meeting di Comunione e Liberazione. Giunto ormai alla 34esima edizione, l’evento rappresenta un appuntamento fisso di agosto e da anni è diventato un’immancabile passerella estiva della politica italiana.

L’appuntamento clou dei primi tre giorni di manifestazione è stato l’intervento del Presidente del Consiglio Enrico Letta, seguito dal messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, apprezzato dai ciellini “nonostante” il suo passato comunista.

A differenza delle scorse edizioni, quest’anno il king maker del Meeting è il ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi, legato al mondo di Cl da un sodalizio che risale alla fine degli anni ’80: ha suggerito lui agli organizzatori di invitare molti esponenti politici del Pdl e del Pd, in modo da imprimere una connotazione piuttosto filogovernativa alla kermesse.

Maurizio Lupi Ballarò

Ritenuto una delle colombe del Pdl, Lupi mostra un intento chiaro: celebrare le larghe intese, a maggior ragione in queste turbolente settimane che seguono la condanna definitiva di Silvio Berlusconi, con evidenti ripercussioni negative sulla stabilità dell’esecutivo.

Gli eredi di don Giussani, dunque, puntano forte sul governo Letta, la cui ossatura è, in effetti, formata da quattro ex democristiani come Letta, Alfano, Lupi e Franceschini, definiti da Matteo Renzi (anch’egli con una militanza diccì alle spalle), con ironia non proprio benevola, “i quattro dell’avemaria”.

Il clima bipartisan si respira anche per quanto riguarda gli ospiti non prettamente politici: ieri sera hanno partecipato ad un dibattito i direttori dell’Unità Claudio Sardo, dell’Espresso Bruno Manfellotto e di Tgcom24 Alessandro Banfi.

formigoni2

Menzione particolare va riservata a colui che, fino allo scorso anno, era il vero dominus di Comunione e liberazione e del suo braccio economico, la Compagnia delle Opere. Si tratta, ovviamente, dell’ex governatore lombardo Roberto Formigoni, oggi senatore Pdl.

Implicato in più scandali giudiziari, Formigoni, per la prima volta, non ha partecipato e non parteciperà a nessun dibattito: ciò, tuttavia, non gli impedisce di essere presente e di commentare le vicende politiche di questi giorni, riservando anche qualche stilettata allo stesso movimento a lui tanto caro.

Parte di Cl ha ceduto alla deriva giustizialista decidendo di non invitarmi ad alcun dibattito, ai miei tempi non sarebbe accaduto” ha dichiarato, facendo inoltre capire che, sebbene la gran parte dei ciellini sia da sempre vicina al centrodestra, non è escluso che qualche aderente “vada alla primarie del Pd a votare Renzi o Letta”. Infine, una battuta sull’attuale premier: “non ha mai fatto mistero della sua identità cattolica ma ha scelto di militare da una parte che a me sembra non pienamente consona con i principi della dottrina sociale cristiana”.

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