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pubblicato: lunedì, 25 novembre, 2013

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Pd, il rischio interno e quello esterno per Renzi

Pd, il rischio interno e quello esterno per Renzi

Pd, il rischio interno e quello esterno per Renzi. Se escludiamo il grande tema della partecipazione alle primarie (i sondaggi più attendibili parlano di un’affluenza inferiore ai due milioni) la partita della segreteria Pd è già bella e chiusa: Matteo Renzi segretario nazionale. E senza alcun dubbio con oltre il 50% dei consensi.

Nonostante tutto per Renzi segretario potrebbero profilarsi dei rischi legati sopratutto al rapporto col governo Letta. In primo luogo occorre segnalare come le primarie dell’8 dicembre si terranno qualche giorno dopo l’approvazione della Legge di Stabilità e il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Insomma: al 90% Renzi si troverà a svolgere il ruolo di segretario col vero king-maker della politica nostrana degli ultimi vent’anni (Silvio Berlusconi) all’opposizione.

Renzi e l’analogia con Veltroni segretario del Pd nel 2007 – In questo schema Matteo Renzi si troverebbe in una situazione non molto dissimile da quella di Walter Veltroni nel 2007. Segretario di partito, sindaco e sostenitore di un governo che vede Berlusconi all’opposizione. Il tutto in uno schema in cui rischia di rieditarsi un dualismo governo-partito (ergo Letta vs Renzi) ancora tutto da definire.

La scadenza variabile del Governo Letta – Senz’altro la scadenza del 2014 è qualcosa di molto importante: per gran parte dell’arco parlamentare la scadenza del governo Letta non può che avvenire nel 2015, in primo luogo per il semestre europeo. Ma in questo schema rischia di delinearsi uno scenario in cui Berlusconi piccona il governo, Renzi difende (qualcosa che purtroppo un giorno potrebbe diventare indifendibile) perdendo quota. Si tratta di una minaccia “esterna” che può portare al rischio logoramento una personalità politica ultra popolare per la stragrande maggioranza dei cittadini.

Pd, il rischio interno e quello esterno per Renzi

Se vincerà Renzi i sostenitori di Cuperlo lo sosterranno? – In secondo luogo per Renzi c’è una minaccia “interna” inerente sempre il rischio di logorarsi: se la fine della segreteria Veltroni (nel 2007 considerato, non in maniera del tutto diversa da Renzi, come una personalità politica dotato di qualità salvifiche) è stato frutto anche di una campagna di logoramento interno improntata al successo, non è escluso che gli attuali sostenitori di Cuperlo vogliano portare avanti una strategia di logoramento della segreteria Renzi nei prossimi mesi. Alcuni elementi, come la volontà della componente “Left Wing” (sinistra del partito) di aprire una campagna di tesseramento sulla falsariga della dalemiana “Red” nel 2008, ci sono tutti. Ma soprattutto Cuperlo, e i suoi sostenitori, dispongono di un’arma che non avevano contro Veltroni: il fatto che, primarie a parte, si è votato pure nei circoli. E che quindi Cuperlo potrà pure prendere il 20% alle primarie…ma tra gli iscritti la “sinistra” è al 38% e soprattutto Renzi non arriva al 50%.

Ecco perché Renzi si ricandida sindaco di Firenze – Due tentativi di logoramento che possono, come spesso accade in politica, essere letali e che hanno, come abbiamo visto, un risvolto esterno ed interno al Partito Democratico. Da queste considerazioni nasce la volontà, sbagliata per molti, da parte di Renzi di ricandidarsi a sindaco di Firenze. Mantenendo quell’incarico Renzi è come se “bypassasse” il fatto di essere un leader di partito. Della serie: “io resto sempre lo stesso. Il fiorentino che rottama. Se poi mi sono candidato alla segreteria del Pd, è solo per essere già ai nastri di partenza in caso di elezioni anticipate…”.

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