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pubblicato: lunedì, 10 marzo, 2014

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L’offensiva trasversale al Governo Renzi: Scalfari e Feltri all’attacco

renzi a treviso per la prima visita da premier

Eugenio Scalfari e Vittorio Feltri. Due personaggi diversi ma accomunati da un pensiero comune: la critica al neo Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi. Tra ieri ed oggi lo storico fondatore di Repubblica e la famosa firma de Il Giornale hanno lanciato due editoriali nei quali si sono scagliati – chi più, chi meno fortemente – contro l’ex sindaco di Firenze. Partiamo da Scalfari: l’occhio dell’editorialista del quotidiano più letto negli ultimi dieci anni in Italia nota, nelle politiche di Renzi, una somiglianza, anzi una scopiazzatura delle iniziative dell’ex premier Enrico Letta.

Scalfari vede Enrico Letta, lo interroga. Da questa conversazione estrapola nove punti ritenuti innovativi, futuristici, riformatori. Iniziative che Renzi avrebbe tirato su da sé. Ma, in verità, si capisce che così non è: il taglio dell’Irpef era già previsto dall’esecutivo precedente, diviso in due scaglioni (2014 e 2015). Riguardo il pagamento della Pubblica Amministrazione ci avevano già pensato Letta e Saccomanni (sbloccati 20 miliardi). La stessa sinfonia per una serie importante di investimenti pubblici e di privatizzazioni. Sull’andamento dello spread Letta aveva inciso positivamente, non c’è che dire. Poi altri quattro nodi, di cui semestre italiano a Bruxelles, banca centrale, ammortizzatori sociali, il rapporto deficit-pil e lo scambio euro-dollaro.

“Questo – sostiene Scalfari – è quanto il governo Letta ha avviato e in gran parte messo in opera e queste sono le prospettive che avrebbe fatto valere nel corso del semestre europeo”. Ed aggiunge: “Difficilmente Renzi potrà fare di più e di diverso”. Renzi insegue Letta, giura la firma di Repubblica: “Di fatto questo sta già avvenendo ma – sempre che gli elementi informativi che riferiti corrispondano interamente alla verità dei fatti – Renzi ci sta rivendendo come suo proprio il programma già contabilizzato e in piena esecuzione dal suo predecessore”.

scalfari

Fa eco a Scalfari, con toni più cupi, Vittorio Feltri. Dalle colonne de Il Giornale l’editoriale del giornalista bergamasco non risparmia nemmeno una bordata. “Sei un chiacchierone di talento, questo sì, bisogna riconoscerlo. Ma quando hai finito di parlare sei talmente soddisfatto di te da non avere più energie per nient’altro. E non fai un tubo. I tuoi ministri ti assomigliano: belle statuine, ragazzi illusi che sia sufficiente essere investiti di una carica per dimostrare di meritarla. Finora tu e i tuoi boyscout vi siete distinti solo per la vostra assenza. Non ci siete, e se ci siete dormite. Non avete firmato un solo provvedimento di nota. Ma tu Matteo, sei un politico, uno statista, un pubblicitario o un uomo marketing?”.

Nessuna pietà. Niente sconti: “Caro Matteo, non dirci qualcosa di sinistra e neppure di destra”, scrive Feltri. Poi l’affondo sull’immobilismo che il giornalista vede in Renzi. Un immobilismo totalmente ossimorico con l’ideale di ‘rottamatore’: “Se ti dovessimo giudicare per quanto non hai fatto al tuo esordio a capo dell’esecutivo, dovremmo dire che al tuo confronto Giulio Andreotti era un rivoluzionario e Arnaldo Forlani un sovversivo. Non possiamo affermare che la tua leadership ci faccia pena. Questo no. Però ci preoccupa. Fa sorgere il sospetto che tu sia uno zero. Ma uno zero così tondo da apparire sciocco come la luna”.





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13 comments
GiulioGiliberti
GiulioGiliberti

Impietoso, oltre che offensiva e forse anche non corrispondente del tutto l'analisi del Direttore Feltri a Matteo Renzi. E non mi meraviglia delle trovate dei Feltri anche per ottenere ancora visibiulità. Viceversa mi sconcerta l'analisi che ne fa il Fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari. Caro Dott. Scalfaro, avrà anche scopiazzato, avrà anche seguito la scia di Letta. Però Matteo è da ammirare e forse anche da sostenere per il coraggio, la determinazione, la tenacia e la vitalità che sta dimostrndo. Tutte prerogative che il buon uomo e pacato Letta non aveva. Diamogli un pò di fiducia e seguiamo senza rancori il suo passo.

gilbtg

Osvaldo Cardillo
Osvaldo Cardillo

E' ora che cambino i pannoloni : l'umidita' fa molto male alla testa.

Renato Visentin
Renato Visentin

se e ataccato da feltri e scalfari e buon segno per l italia e gli italiani

Carlo Alibrandi
Carlo Alibrandi

Se lo attaccano i due vecchi saloni allora sta preparando cose giuste. Via i sussidi all editoria Renzi. Levagli i soldi.

Melina Pitari
Melina Pitari

Capiamoci:Non Se Ne Vogliono Andare Faranno di tutto per far affondare la zattera Italia forza Matteo

Lamberto Giusti
Lamberto Giusti

Na figata... Non diamo neppure il tempo a un governo di afre qualcosa che già gli sparano tutti addosso iniziando da quelli del Pd, proseguendo con i sindacati e ora le due icone (trash) del veterogiornalismo.. E tra quote rosa e cazzate varie la crisi è sempre ben viva, come le sanzioni europee sono in agguato...

Nicola Berardi
Nicola Berardi

Se lo attaccano entrambi, potrebbe essere un bene.