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pubblicato: giovedì, 3 aprile, 2014

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Berlusconi da Napolitano al Colle: “Senza di me salta tutto”, Verdini incontra Renzi

Berlusconi dopo l'uscita di Napolitano

Incontro Berlusconi Napolitano. Un salvacondotto per gli eventuali arresti domiciliari o i servizi sociali in cambio dell’appoggio di Forza Italia sulle riforme. Questa, in sostanza, la proposta bocciata ieri dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e presentata da Silvio Berlusconi.

Il 10 Aprile, data in cui i giudici del Tribunale di Sorveglianza si pronunceranno sulla pena accessoria e sulla richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali, presentata dai legali dell’ex Premier all’indomani della condanna a quattro anni di reclusione (tre dei quali coperti da indulto) per frode fiscale nel processo Mediaset, si avvicina. La preoccupazione di perdere l’agibilità politica, soprattutto in vista delle europee del prossimo 25 Maggio, ha condotto Berlusconi al gesto estremo: chiedere un incontro a Napolitano per tentare il tutto per tutto.

Berlusconi e Napolitano 

Già da tempo gli attacchi  dei falchi e delle colombe di Forza Italia al Capo dello Stato si sono fatti sempre più sporadici. Un ammorbidimento delle posizioni per placare gli animi e giocarsi la carta dell’appoggio alle riforme costituzionali a cui  tanto tiene il Presidente della Repubblica, al punto da legarvi  in parte anche il destino del suo mandato, sin dal varo del governo Letta e dalla sua rielezione per un altro settennato.

Una trattativa finita nel peggiore dei modi per l’ex Cavaliere, ricevuto ieri alle 18 al Quirinale per una cena informale, richiesta non più di 24 ore prima dallo stesso leader di Forza Italia. Gelo da parte del Colle, che non sembra voler cedere a nessuna ingerenza nelle vicende processuali di Berlusconi.

Il leader di Forza Italia sa che il suo appoggio, in termini di numeri tanto alla Camera quanto soprattutto al Senato, è indispensabile per il progetto di riforma costituzionale concordato con il governo Renzi (riforma del Titolo V, Senato e legge elettorale). D’altronde Berlusconi non ha mai nascosto le sue preferenze per l’abolizione del bicameralismo perfetto, pur non avendo mai formalmente presentato nessun disegno di legge durante i governi da lui presieduti in veste di Primo Ministro.

Il tempo è poco e tutti i tentativi per evitare la pena devono essere fatti. Si fa strada anche l’ipotesi di una richiesta di grazia da parte della famiglia dell’ex premier ma, al momento, gli eredi Berlusconi sembrano essere più interessati a risolvere le beghe interne, con posizioni contrapposte sull’eventuale discesa in campo per le europee della terzogenita Barbara, dopo il no di Marina e Pier Silvio Berlusconi. Intanto il Cavaliere ha mandato in avanscoperta il fido Denis Verdini che oggi è stato ricevuto da Matteo Renzi per sapere le sue intenzioni.

La partita è delicata e l’ex Premier non vuole perdere lo status di padre della patria qualora il pacchetto delle riforme costituzionali andasse in porto. “Senza di me rischia di saltare tutto – avverte Berlusconi- sono l’unico che può garantire per Forza Italia” paventando la possibile scissione del partito e la rottura da parte dei peones di Fi del patto con Renzi. Ancora una volta il destino del governo e delle riforme è legato a quello personale dell’ex Cavaliere di Arcore. Su tutto l’ombra dei patti europei a cui Renzi, durante il tour dei giorni scorsi con la Merkel, Hollande e Cameron, ha vincolato l’azione del suo governo e il futuro dell’Italia.

Fronda nel Pd – Intanto in casa Pd Vannino Chiti mette assieme 22 senatori dem e sfida il presidente del Consiglio sul campo delle riforme, presentando a Palazzo Madama un ddl costituzionale di riforma del Senato che lo mantiene come Camera elettiva. Perché Renzi non è “il verbo” – dicono a una voce – e questi non sono “gli infedeli”. Per ora le firme sono 22, tutte di senatori eletti con il Partito democratico. Oltre a quella di Chiti, primo firmatario, ci sono Albano, Amati, Buemi, Broglia, Capacchione, Casson, Corsini, Cucca, D’adda, Dirindin, Gatti, Giacobbe, Lo Giudice, Micheloni, Mineo, Mucchetti, Ricchiuti, Silvestro, Spilabotte, Tocci, Turano. Ma le intenzioni dei frondisti dem vengono subito stoppate dal ministro per i rapporto con il Parlamento Maria Elena Boschi “Nessuna apertura perché è uno degli elementi che è stato discusso nell’accordo con le varie forze politiche”.


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29 comments
Giuseppe Orlando
Giuseppe Orlando

ma si vergongni presidente di ricevere al quirinale un condannato

Vito Bartalesi
Vito Bartalesi

Esagera un po, ma ha sempre esagerato! La stampella dell'Italia quindi ha 78 anni schioccati!

Anna Rosaria Erriquez
Anna Rosaria Erriquez

ancora non ha capito che nessuno è indispensabile!..... lui è proprio inutile anzi dannoso!

Uraul Met
Uraul Met

Ma muoia Sansone e filistei..il maiale..coi porci.!!

Giò Morra
Giò Morra

speriamo che gli onesti del pd...facciano saltare il banco...

Giò Morra
Giò Morra

Voto di scambio, Camera cambia ddl: pene più basse L'Aula approva le modifiche al testo licenziato dal Senato lo scorso gennaio: tra le più rilevanti la riduzione del carcere che passa da un minimo di 4 a un massimo di 10 anni. Eliminato anche il principio della punibilità del politico che collabora con organizzazioni mafiose...L'Aula della Camera ha approvato (con 293 sì, 83 no e 2 astenuti) l'ultimo emendamento del relatore Davide Mattiello (Pd) che modifica il ddl sul voto di scambio politico-mafioso uscito dal Senato lo scorso gennaio, tra le proteste di Forza Italia. Con questo voto il carcere, per il reato punito dall'articolo 416 ter del Codice civile, diventa minimo 4 anni massimo 10 anni (prima la pena prevista era minimo 7, massimo 12). L'emendamento è stato approvato con il parere favorevole del governo. Precedentemente l'Aula aveva respinto un subemendameno M5s, votato anche dalla Lega, che chiedeva di riportare le pene da 7 a 12 anni come aveva deciso il Senato (le stesse previste dall'artciolo 416 bis del codice penale - Associazione di tipo mafioso). Viene poi eliminato il principio della punibilità del politico "che si mette a disposizione" dell'organizzazione mafiosa. Ora il testo passa di nuovo al Senato. La nuova formulazione dell'art. 416 del codice penale sul voto di scambio politico-mafioso entrerà in vigore immediatamente dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale: lo prevede un emendamento della commissione al testo approvato dall'Aula della Camera. Le reazioni. "Un politico può essere a disposizione della mafia: non è reato. Renzi e Verdini hanno ammazzato il 416 ter. Dopo una lunga e dura battaglia il governo delle larghe intese sulla mafia, previo incontro tra capi, ha deciso che lo scambio politico mafioso non deve essere punito. Questo è tutto il punto e non ci resta che appellarci ai cittadini e lanciare il grido d'allarme su quanto sta succedendo". Così i membri delle commissioni Giustizia e Antimafia del M5S di Camera e Senato esprimono "il loro pieno sconcerto e la profonda preoccupazione" per le decisioni della Camera sul voto di scambio. Visione completamente diversa è quella di Donatella Ferranti (Pd), presidente della commissione Giustizia alla Camera, il testo sul voto di scambio "è norma di grande rigore, che permetterà di stroncare qualunque patto tra politica e mafia" e le modifiche approvate "tengono conto delle criticità segnalate dall'Anm e da diversi pm antimafia per arrivare a una norma il più possibile chiara ed efficace". https://www.facebook.com/Repubblica/posts/10152331880176151

Francesco Silvano
Francesco Silvano

che vergogna...colui che voleva salvare I ITALIA...si prostra (prostituisce) per salvare se stesso!!!!

Antonio Crobe
Antonio Crobe

ha sempre messo in primis i caz..i suoi, dell'Italia non gliene frega un ca...o-

Orlando Cervoni
Orlando Cervoni

Alla fine, tutte le volpi in pellicceria. Ha rovinato gli operai ed il ceto medio. Politicamente morto (anche se gli auguro di vivere a lungo), alla fine lascia solo macerie.

Vito Martinelli
Vito Martinelli

Quando una persona è ricattabile e ricattatore l tempo stesso decreta la fine delle istituzioni ma moralmente resta uno squallido pezzente

Franco Glerean
Franco Glerean

napolitano vatteneeeeeeeeeeeeeeeee destina il tuo appannaggio hai poveri italianiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii vecchio merdosoooooooooooooooooo

Luisa Bacocchia
Luisa Bacocchia

in esilio questo corruttore che ha rovinato 2 generazioni scorrazzando per 20 lunghi anni

Vittorio Cobianchi
Vittorio Cobianchi

Ho aperto i commenti giusto per vedere i cani di Pavlov che usano i termini "pregiudicato" e "galera".

Euno Diciannove
Euno Diciannove

se salta tutto è meglio.....esploderà una montagna di fango per troppo tempo nascosta....

Adriano Calvo
Adriano Calvo

un pregiudicato e uno che dovrebbe essere in pensione,questi sono quelli a cui sta a cuore il futuro degli italiani,al peggio non c'è mai fine

Massimo Siliato
Massimo Siliato

Il Condannato elemosinante ed il Savoiardo Rosso . Bella coppia di stronzi .

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