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pubblicato: mercoledì, 1 ottobre, 2014

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La Francia si ribella: “Deficit oltre il 3%, rientreremo solo nel 2017”

La situazione economica del Paese è più importante dei parametri. Questo è il forte messaggio lanciato dalla Francia che, sfidando l’Unione Europea, dichiara di non voler adottare nuovi tagli per centrare gli obiettivi fissati in sede comunitaria.

RIENTRO TRA TRE ANNI – Nella legge di bilancio per il 2015 il governo transalpino prevede un deficit 2014 al -4.4%, con una leggera riduzione per il 2015 (-4.3%), leggermente più marcata per l’anno successivo (-3.8%). Il rientro nei parametri comunitari dovrebbe avvenire solo nel 2017, con un deficit previsto al -2.8%. Una strategia completamente diversa rispetto ai precedenti impegni con cui Parigi prometteva di scendere sotto il 3% già a partire da quest’anno. Tempi lunghi anche per il pareggio di bilancio, inizialmente previsto per il 2017 ed ora slittato al 2019.

SITUAZIONE ECONOMICA – La spiegazione arriva direttamente dal ministro delle Finanze francese, Michel Sapin: “”Abbiamo preso la decisione di adattare il passo di riduzione del deficit alla situazione economica del paese”. Ma aggiunge: “La nostra politica economica non sta cambiando, ma il deficit sarà ridotto più lentamente del previsto a causa delle circostanze economiche”.

michel sapin

Il ministro delle Finanze francese Michel Sapin

SFORZI – Nel comunicato Sapin sottolinea anche che “nessun ulteriore sforzo sarà richiesto alla Francia, perché il governo – assumendosi la responsabilità di bilancio di rimettere sulla giusta strada il paese – respinge l’austerità”. D’altronde lo stesso ministro aveva già preannunciato l’impossibilità di centrare l’obiettivo del 3% da subito, anche in virtù di una crescita lenta, prevista all’1% per il prossimo anno. Sapin inoltre rilancia, ricordando lo sforzo senza precedenti attuato dal governo, con un taglio della spesa pubblica di 50 miliardi entro il 2017.

DEBITO – La Francia ha appena superato il tetto dei 2 mila miliardi di debito, con un rapporto sul pil pari al 95.1%, con un aumento previsto al 98% per il 2016, prima di iniziare a scendere. Il taglio della spesa procederà nel 2015 con altri 7.7 miliardi di risparmio, con un calo dello 0.4% in rapporto al Pil, con un altro 1.6% di calo previsto nel biennio successivo, passando dall’attuale 56.5% al 54.5%.

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  1. Anonimo ha detto:

    […] 54.5%. Scritto da: Emanuele Vena —————————————————————- |Clicca qui per leggere l'articolo| —————————————————————- |Clicca qui per leggere gli […]

  2. […] La Francia dice basta all’austerity imposto dall’Europa per “rimettere il Paese sulla strada giusta” e fa sapere che non rispetterà gli obiettivi sul deficit fino al 2017; allo stesso modo l’Italia annuncia lo slittamento del pareggio di bilancio sempre al 2017. […]

  3. […] La decisione della Francia di non rispettare i vincoli europei sul deficit è la notizia d’apertura su tutti i quotidiani di oggi. La Stampa titola: “Austerità, l’Europa si spacca”. Per il Corriere della Sera “la decisione della Francia di voler ritardare di altri due anni il rientro del suo deficit pubblico nei limiti stabiliti è un passaggio destinato a testare la solidarietà europea tra i 18 partner dell’eurozona”. Repubblica rivela: “Bruxelles all’Italia: riforme in due mesi”. Per il Sole 24 Ore “ora la partita si sposta a Roma”. Il Giornale “La Francia si ribella all’austerity: Non rispetteremo patti suicidi. Merkel furente, ma il varco è aperto”. Libero titola: “Tra Francia e Germania in Italia non si magna. Noi per paura del debito ci sottomettiamo e annaspiamo tra sprechi e mezze riforme. Senza vedere che l’Ue è già morta”. Il Secolo XIX commenta: “Parigi ci fa rischiare una cura da cavallo”. Per Europa “Parigi cambia verso”. […]

  4. […] la strategia sarebbe una sorta di pressing, volto anche a far smarcare l’Italia dalla delicata situazione registrata sul deficit da parte della Francia. Su questo, eloquente è stato il presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem, […]