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pubblicato: sabato, 25 ottobre, 2014

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Pd diviso tra la piazza della Cgil e la Leopolda 5

Sfida a distanza tra Roma e Firenze: la piazza della Cgil contrapposta alla Leopolda 5 capitanata dal premier e segretario del Pd Renzi.

Dalla manifestazione della Cgil in piazza a Roma per protestare contro il Jobs Act del Governo Renzi si registrano toni molto polemici nei confronti della Leopolda, iniziativa di stampo renziano giunta alla sua quinta edizione. Ad attaccare la Leopolda gli esponenti della minoranza Pd.

Matteo Renzi e Gianni Cuperlo

L’ex sfidante di Renzi alle primarie per la segreteria del Pd Gianni Cuperlo afferma: “Io la Leopolda non ho ancora capito che cosa sia, ho provato a chiedere al segretario del partito, ma non ho avuto risposte. Ho chiesto se il Pd stesse diventando un partito confederale fatto di diverse piazze o se fosse ancora un unico partito”. Queste le parole di Gianni Cuperlo, a margine della manifestazione della Cgil a piazza San Giovanni. Alla domanda se stesse nascendo un nuovo partito esterno al Pd, Cuperlo ha risposto “non voglio neanche sentire parlare di queste cose”.

 bindi contro la leopolda di renzi

LEOPOLDA, BINDI “È ‘CONTRO-MANIFESTAZIONE’ IMBARAZZANTE” – “Penso che più imbarazzante della contro manifestazione della Leopolda non ci sia niente”. Lo sottolinea Rosy Bindi, a margine della manifestazione della Cgil, a chi gli chiede se la partecipazione della minoranza Dem al corteo possa imbarazzare il Pd. «Spero che Renzi ascolti questa piazza», aggiunge.

boschi carne di cavallo polemica animalisti

Toni più concilianti giungono invece da Firenze dove il verbo renziano nei confronti di chi manifesta con la Cgil è meno agguerrito. “Rispettiamo la piazza: sono contenta che stia andando molto bene anche la manifestazione a Roma, spero che finisca nel migliore dei modi, così com’è cominciata”. Queste le parole di Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme. “Noi qui rispondiamo con il lavoro dei gruppi di discussione – ha aggiunto Boschi – stiamo sui temi, stiamo dialogando direttamente con i cittadini”.

E intanto Renzi annuncia, parlando in diretta al TG3 della sera: “Quando ci sono manifestazioni come queste non c’è da dire nulla ma ascoltare una piazza bella, importante. Ci confronteremo, ma poi andremo avanti, non è pensabile che una piazza blocchi il paese“. E aggiunge, a proposito delle due anime del PD: “Sono due anime diverse ma rispettabili, un grande partito ha il dovere di avere opinioni diverse. Io sono stata minoranza e non sono scappato e poi quando ho vinto il congresso le parti si sono invertite”.

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  1. […] La lite in diretta tv tra Serracchiani e Bindi, le parole del finanziere Davide Serra alla Leopolda, il botta e risposta a distanza tra Camusso e Renzi. Ieri il Pd si è diviso in due. Da una parte, alla stazione di Firenze, la corrente governativa e renziana del partito, dall’altra, a Roma, la minoranza Dem in piazza con la Cgil. Il giorno dopo si tenta di ricucire. “Spero in un dialogo da parte del premier – spiega Stefano Fassina, tra i partecipanti alla manifestazione sindacale –  altrimenti dimostrerebbe di avere un progetto di collocazione del Pd su un ambito moderato. Cambia la piattaforma politica per occupare uno spazio libero a destra”. Sulle due piazze, quella della Cgil e quella della Leopolda, Fassina avverte: “Chi ha le maggiori responsabilità deve evitare che le due piazze siano contraddittorie. Se invece questa piazza viene assunta come un rito burocratico a cui si contrappone il giovanilismo e i fuochi d’artificio dei finanzieri d’assalto, o degli imprenditori alla moda, diventa complicato”. […]

  2. […] Bindi è più che battagliera che mai. Lo ha dimostrato ieri nel battibecco tutto televisivo con Deborah Serracchiani, esponente di punta del nuovo corso renziano nel Pd. In un’intervista a Libero, l’ex […]

  3. […] Dovesse essere un uomo, non sarebbe da escludere nemmeno il nome di Enzo Amendola, deputato della sinistra democratica. Ha ricoperto in passato il ruolo di capogruppo in commissione esteri e quello di responsabile esteri del Pd. È un nome che proviene dall’opposizione interna a Renzi, ma potrebbe essere l’occasione, per il premier, di ricucire lo strappo post Leopolda. […]