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pubblicato: giovedì, 13 novembre, 2014

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Civati, “Se il PD diventa un partito di centro io andrò via”

pippo civati, comunali roma, magi

Quando interviene Civati lo spettro scissione Pd si ricarica. Giuseppe Civati, intervistato da Repubblica ha parlato ancora una volta, con toni non certo conciliatori, della situazione all’interno del Partito Democratico e dell’evidente scontro che c’è tra Renzi e l’opposizione dem.

Civati contrario alle modifiche all’Italicum

Nelle dichiarazioni rilasciate al quotidiano, infatti, Civati attacca Renzi anche dopo la modifica dell’Italicum che, a quanto pare, coinvolgerà NCD e Forza Italia ma tiene poco conto delle voci che arrivano dalle voci della minoranza Pd come lo stesso Civati, Cuperlo, Bersani, D’Alema e altri.

 giuseppe pippo civati

Civati: da ‘Italicum’ ad ‘Unicum’

L’Italicum – spiega Civati – rischia di diventare l’unicum: così nasce il partito unico di centro, una grande forza che domina il sistema. Attorno c’è una destra anti-euro e antitutto. E una sinistra che viene schiacciata e rinuncia ai tratti riformisti“.

Il progetto alla base della nuova legge elettorale, quindi, è quello della ricreazione del famoso ‘Big Tent’, una sorta di nuovo, gigantesco partito Democristiano che raggruppi l’area liberale del PD, escludendone l’opposizione, e l’area moderata rappresentata da Forza Italia e Alfano.

Civati contro il partito unico del centro

“Ecco il quadro – prosegue: – Renzi in mezzo diventa un leader nazionalpopolare, senza ideologie, che picchia sempre più spesso sulla sinistra. È un crescendo contro i sindacati, gli intellettuali, la vecchia guardia. Un continuo martellare”.

civati via da un partito di centro

Civati non è affatto contento nemmeno della metodologia della costruzione delle liste. Come spiega il deputato democratico, infatti, la nuova impostazione dell’Italicum definisce un’elezione indiretta, aldilà dell’apparenza che dà la scelta delle preferenze.

“Sono liste bloccate, si tratta di fatto di un’elezione indiretta. Senza contare che un capolista può esserlo in dieci collegi: così, alla fine, la segreteria di partito può decidere anche per i secondi classificati”.

Civati non abbandona l’ipotesi scissione

Sullo sfondo dell’intervista c’è lo spettro della scissione, non è per niente esclusa dal deputato. Civati, infatti racconta di essere “passato alla riunione di D’Alema e Bersani, situazione difficile, ormai siamo sul filo”, e che “dai prossimi passaggi, legge elettorale, riforme, Jobs Act, manovra, si capirà tutto. Certo, se passa il progetto del partito unico di centro, la risposta su cosa faremo purtroppo già c’è”.

Francesco Di Matteo

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