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pubblicato: martedì, 18 novembre, 2014

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Jobs Act, via libera alla Camera, Padoan “Sono ottimista”

Assunzioni Jobs Act

Jobs Act, si va verso il voto finale entro il 26 novembre. Il ministro dell’Interno Alfano conferma “Siamo vicinissimi all’accordo con il Pd sul lavoro: ho sentito stanotte il senatore Maurizio Sacconi e credo che ci siamo”.

Jobs Act, Via libera alla Camera, contrari Fi, M5S e Sel

Oggi è arrivato il via libera della Camera con 95 voti di scarto. Hanno votato contro l’anticipazione dell’esame della delega sul lavoro solo Fi, M5S e Sel. Già nel pomeriggio è annunciata la presentazione di un emendamento al testo della delega da parte del governo. Un emendamento che conterrà anche gli emendamenti già presentati in seguito all’accordo raggiunto nelle file del Pd sull’articolo 18.

Jobs Act, Il comma 7

L’emendamento incide sul comma sette del testo, quello che prevede l’introduzione del contratto a tutele crescenti. È il risultato dell’accordo raggiunto tra la maggioranza del Pd e l’ala sinistra del partito in merito ai licenziamenti disciplinari.

Jobs Act, Cosa vorrebbe Ncd

Ncd vorrebbe, in caso di licenziamenti ritenuti illegittimi, l’introduzione di un indennizzo economico con il mantenimento del reintegro solo nei licenziamenti figli di discriminazioni e in casi limitati di licenziamenti per motivi disciplinari. La Bellanova ha dichiarato: “Non c’è nessuna forzatura, siamo persone serie, non faccio il gioco delle tre carte, dobbiamo stare calmi e sereni. Per i licenziamenti disciplinari ingiustificati sarà previsto il reintegro ma le fattispecie le scriveremo nei decreti delegati”. Le modifiche chieste da Ncd sembrerebbero essere state accolte dal governo. Infatti in Commissione, l’esecutivo presenterà due emendamenti: per i licenziamenti economici viene esclusa la possibilità del reintegro nel posto di lavoro prevedendo “un indennizzo economico certo e crescente con l’anzianità di servizio”. Il diritto al reintegro nel posto di lavoro sarà limitato ai licenziamenti nulli e discriminatori e “a specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato”.

Jobs Act, Voto finale il 26 novembre

Intanto nella giornata di ieri sono stati esaminati i comma 3 e 4 che prevedono l’introduzione del divieto di cassa integrazione straordinaria solo per le aziende  con cessazione di attività “definitiva”. Oggi invece verranno votati i comma 5 e 6 che riguardano la semplificazione e la razionalizzazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese. Sempre nella giornata di oggi è atteso l’emendamento del Governo al comma sette. L’obiettivo è quello di chiudere l’esame in Commissione giovedì per andare in Aula già il 21. Il voto finale è previsto, come detto, per il 26 novembre.

Jobs Act, Padoan ottimista

“Sono ottimista, vedo che la determinazione del governo e del presidente del Consiglio di andare avanti è ferrea”. Lo dice il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan intervistato nel corso di un convegno organizzato da Telecom a proposito della possibilità di partire da gennaio con le nuove regole per il mercato del lavoro.


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  1. […] punto considerato dai deputati democratici è la decontribuzione del lavoro prevista dal Jobs Act. Per i firmatari degli emendamenti, infatti, i benefici che conseguono la decontribuzione […]

  2. […] L’intesa raggiunta sul Jobs Act tra minoranza Pd e Ncd è la principale notizia che occupa le prime pagine dei quotidiani. Repubblica parla di compromesso “inevitabile”. Per La Stampa “l’autunno italiano” rimarrà comunque “difficile”. Il Messaggero dà spazio alle parole di Renzi sulle modifiche al Jobs Act: “Non togliamo diritti ma alibi”. Giornale e Libero attaccano gli abusivi che occupano le case: “Sgomberiamoli subito” “Legalità e zero tolleranza di questo c’è bisogno”. Avvenire e Corriere della Sera aprono con la strage in una sinagoga di Israele ad opera di due terroristi islamici. […]