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pubblicato: domenica, 28 dicembre, 2014

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Renzi va avanti: “Sul Jobs Act non temo minacce”

jobs act renzi

Il Jobs Act continua ad essere al centro del dibattito politico italiano. I ministri Poletti e Madia hanno ribadito che le nuove regole sul lavoro non si applicheranno agli statali. “Secondo noi, e secondo i tecnici del governo, la norma, tutta impostata sul lavoro privato, è scritta in modo per cui è pacifico che le nuove regole non si applichino ai dipendenti pubblici” ha affermato in un’intervista alla Stampa il ministro per la pubblica amministrazione. Ma se i due ministri chiudono ad eventuali modifiche, il premier Matteo Renzi, in un colloquio con il Qn, tiene aperto uno spiraglio per possibili modifiche. “Sarà il Parlamento a pronunciarsi sulla licenziabilità o meno degli statali. Esiste giurisprudenza nell’uno e nell’altro senso. Ma non sarà il governo a decidere. A febbraio, quando il provvedimento sul pubblico impiego firmato da Marianna Madia verrà discusso in Parlamento, saranno le Camere a scegliere. Non mancherà il dibattito, certo”.

Il premier difende la portata del Jobs act e delle sue leggi in materia di lavoro, “innovative e capaci di dare più libertà agli imprenditori, ma anche assicurare più tutele a tutti i lavoratori”. Ma il Jobs Act, dice ancora Renzi, “è anche la diminuzione delle tasse partendo da Irap e 80 euro, è la soluzione alle tante crisi aziendali, è la lotta alla burocrazia e per una giustizia civile più efficiente”. La Cgil si dice “pronta a tutto” per bloccare la riforma? “Ho il massimo rispetto per il sindacato, e lo dico senza polemiche nè ipocrisie o ironie – assicura Renzi – ma non sono il tipo che si lascia impressionare dalle minacce. Meno che mai della Cgil. Che ha manifestato, scioperato, e avversato in ogni modo le nostre riforme. Se ha altri modi per dire no, lo spiegherà di fronte al Paese, ci trova al solito posto, a Palazzo Chigi a provare a cambiare l’Italia”. Il premier spiega poi che per vedere i primi risultati saranno brevi: “i primi effetti si vedranno già dal 2015, ne sono convinto, a condizione però di non mollare e continuare sulla strada delle riforme”. Le cose che “abbiamo promesso, stiamo facendo – aggiunge Renzi – Non pretendo che chi per professione si lamenta, improvvisamente cambi mestiere: mi basta che non alteri la realtà. È in atto una rivoluzione copernicana e siamo solo agli inizi. Niente sarà più come prima in Italia. Ce ne daranno atto anche i più critici, vedrà”.

renzi

Il capo del governo, nell’intervista a Qn, ha parlato anche di Italicum. “Non abbiamo problemi a scrivere nero su bianco che la data di entrata in vigore della legge elettorale non sarà immediata. Noi non torneremo a votare fino a febbraio 2018. Ma prima di parlare di quella clausola – su cui siamo disponibili – voglio vedere il testo finale della legge. Abbiamo chiuso un accordo sull’Italicum 2.0 e a me pare un’ottima legge elettorale. Si voti la legge elettorale subito e non avremo problemi a inserire la clausola sui tempi di entrata in vigore”.

QUIRINALE: SERVE NOME CHE UNISCA CON AMPIO CONSENSO – “Non mi presto al gioco dell’Indovina chi sul Quirinale. Dove c’è un uomo, Giorgio Napolitano, al quale tutti quanti gli italiani devono riconoscenza e rispetto per come ha interpretato in tutti questi anni la sua responsabilità alla guida dello Stato” afferma Renzi. “Penso solo – spiega – che per il Quirinale sia sempre importante che si arrivi a un nome in grado di unire, di trovare la più ampia condivisione possibile tra le forze politiche e nel Paese”. Quanto alla possibilità che su Prodi anche Berlusconi possa far cadere il suo veto, Renzi replica: “Non mi occupo dei veti di questo o quel partito. Se e quando sarà il momento saranno i Grandi elettori a verificare la capacità di trovare consenso di questo o quel nome. Gettare nomi importanti come quello di Romano Prodi nel tritacarne dei retroscena serve solo ad alimentare una chiacchiera che non accenna a diminuire nei mesi che ci attendono”.

UCRAINA, ISOLAMENTO RANCOROSO RUSSO DANNEGGIA TUTTI – “Ho detto in tempi non sospetti a livello internazionale che ritenevo un controsenso porre nuove sanzioni mentre si chiedeva il cessate il fuoco. Ma facciamo parte del G7, siamo un grande Paese con grandi responsabilità, non è mancato e non mancherà il nostro contributo nella comunità internazionale. Penso tuttavia che, a fianco alla doverosa uscita dall’Ucraina delle milizie filorusse e del passo indietro della Russia rispetto alla integrità territoriale ucraina, vada anche il recupero della Russia sulla scena globale, dove crisi come quella siriana, e non solo, richiedono il ritorno di quel Paese nel gruppo di testa, e non un rancoroso isolamento che danneggia tutti quanti, Russia in testa”.

SUI MARO’ EREDITATO ERRORI IMPRESSIONANTI, ORA SOLUZIONE – Sui marò “abbiamo ereditato una situazione diplomatica e giudiziaria difficilissima, frutto di una serie di errori impressionanti. Oggi lavoriamo con il governo indiano, che è il governo di un grande Paese ricco di storia, amico e alleato dell’Italia, per trovare una soluzione. Ogni parola in più sarebbe di troppo. La mia non è reticenza, Direttore, ma senso di responsabilità”.

NOMINA BOERI NON PRESUPPONE INTERVENTO SU PENSIONI – La nomina di Boeri alla presidenza Inps presuppone un nuovo intervento sulle pensioni? “No, presuppone il fatto che questo governo non chiama gli amici, ma le persone più stimate e apprezzate, anche se hanno opinioni e giudizi spesso critici nei nostri confronti. Boeri è un economista intelligente, che sono sicuro farà un grande lavoro all’Inps”.


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14 comments
Sergio Bacchiocchi
Sergio Bacchiocchi

parla sempre con toni apocalittici ! Non è la voce di colui che risolve problemi ed in effetti li sta creando: il nano sta alla finestra, pronto, disgraziatamente, a risorgere..........................

Giommaria Derudas
Giommaria Derudas

Quando i veri interessati al progetto Renzi entreranno nel merito allora prepariamoci al peggio, il fuoco sotto la cenere sta covando.

Antonio Rossi
Antonio Rossi

Il vero problema ora non sono le regole più o meno bestiali, ma la mancanza di lavoro, quando si avrà la piena occupazione le regole-disastro- le si potrà cambiare facilmente.

Antonio Rossi
Antonio Rossi

Se anche i semi analfabeti come me sapessero cos'è il mostro---Jobs Act--non saerebbe male.

Marco Corvi
Marco Corvi

Quando tutti si renderanno conto delle follia di questo esaltato sarà troppo tardi, saremo già in mano della TROIKA! Questo è restato all'impero romano "dividi e impera" ma la gente è stanca.......

Giommaria Derudas
Giommaria Derudas

La legge Fornero è stata un disastro, il job act è peggiore, gli interessati non hanno realizzato ancora quanto male farà loro

Donato Fioretti
Donato Fioretti

"I soldi bisogna prenderli ai poveri: non ne hanno tanti, ma sono in molti"

Trackbacks

  1. […] Il punto ha fatto discutere parecchio negli ultimi giorni, con l’intervento dei ministri Giuliano Poletti e Marianna Madia – rispettivamente responsabili dei dicasteri del Lavoro e della Pubblica Amministrazione – i quali hanno escluso l’applicabilità del provvedimento agli statali. Alla discussione si è aggiunto il premier Matteo Renzi, che ha spiegato che sarà il Parlamento a pronunciarsi sul punto. […]