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pubblicato: lunedì, 19 gennaio, 2015

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Moscovici: “Sì a flessibilità, ma l’Italia continui a impegnarsi”

Sì alla flessibilità purché l’Italia continui a impegnarsi nelle riforme e a rispettare gli impegni presi. A dirlo è Pierre Moscovici, attuale commissario europeo agli Affari economici e monetari che, questa mattina, ha incontrato la stampa italiana.

La riduzione deficit/Pil scende allo 0,25%

“Lo sforzo richiesto”, alludendo alla riduzione del rapporto deficit/Pil per l’anno 2015, “passa da 0,5 a 0,25 che è già un progresso”, ha affermato l’ex ministro delle finanze francese, che ha, comunque, sottolineato come questo impegno dovrà essere necessariamente rispettato dal nostro Paese.

In cambio di questa ridimensionata riduzione del rapporto deficit/Pil, che ammonta a circa 4 miliardi, l’Italia potrà contare già da quest’anno sulle tre clausole di flessibilità, previste dal Patto di Stabilità e Crescita e che riguardano riforme, investimenti e aggiustamento del ciclo economico. “La comunicazione sulla flessibilità delle regole sui bilanci viene applicata subito”, ha affermato Moscovici, che ha promosso l’operato di Roma, che ha dimostrato, in questi mesi, “una vera volontà di riforma” che la “Commissione europea vuole sostenere”.

 

L’Italia continui a impegnarsi

Quanto fatto fino ad adesso, però, da solo non basta. Il commissario francese, infatti, ha ribadito come gli sforzi vadano “proseguiti, intensificati” e che “le riforme vanno completate sapendo che la messa in opera rapida ed efficace è essenziale perché diano benefici”. Detto altrimenti, l’impegno deve continuare attraverso la piena attuazione delle riforme economiche.

Se ciò non avvenisse e l’Italia sforasse la riduzione deficit/Pil, Moscovici non esclude la possibilità di applicare sanzioni. Caso che, comunque, secondo il commissario europeo, equivarrebbe a “uno scacco, un fallimento della pedagogia delle finanze pubbliche disciplinate”. “Le sanzioni esistono e sono lì ed è possibile ricorrervi” ha spiegato l’ex ministro francese ai giornalisti italiani, pur sostenendo che “è meglio però trovare un buon accordo” con gli interessati.

Il 5 febbraio le nuove stime economiche

Moscovici ha, poi, ricordato come la Commissione, attualmente, stia lavorando alle nuove stime economiche, che dovrebbero essere rese note a febbraio. “Entro questa settimana dobbiamo ricevere da parte del governo italiano le informazioni sull’analisi della situazione economica e gli impegni sulle riforme” ha affermato l’ex ministro francese, ribadendo che a fine mese ci sarà una “nuova missione tecnica della Commissione a Roma”. “Il dialogo con il governo italiano continua” ha assicurato Moscovici, che ha anche sottolineato come “il nostro approccio è costruttivo”.

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