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pubblicato: giovedì, 12 febbraio, 2015

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Salvini “Con Lega meno tasse, meno debito e meno disoccupazione”

salvini sul centrodestra

Salvini, dieci punti dai quali partire. L’occasione gli è stata fornita da un’iniziativa de Il Foglio che ha chiesto a vari leader politici suggerimenti da attuare per approfittare dell’attuale congiunzione astrale. Una situazione che si basa su solide e fortunate basi. Il basso costo del petrolio, il valore dell’euro al ribasso e i bassi tassi di interesse, oltre che il Quantitative Easing di Mario Draghi. Un momento assolutamente da sfruttare. Il leader della Lega, Matteo Salvini è tra i primi a rispondere alla richiesta del giornale diretto da Claudio Cerasa. Le sue proposte confermano la posizione del Carroccio fermamente all’opposizione. Propone soluzioni alternative e opposte a quelle che il Governo di Matteo Renzi sta attuando o sta provando ad attuare.

La lettera si apre con la chiara dichiarazione di intenti di Salvini: “Il programma economico della Lega nord parte dal presupposto che tutta l’impostazione della politica economica italiana ed europea a partire dall’inizio della crisi greca si è rivelata fallimentare e pertanto propone soluzioni del tutto opposte”. Seguono i dieci provvedimenti che andrebbero attuati “con una certa urgenza” secondo il leader del Carroccio.

Matteo Renzi vuole cambiare l’Europa. Cambiarla dall’interno, rivoluzionando l’attuale concetto di Unione Europea. “Di Europa si deve parlare” recita lo spot televisivo e dell’Unione non si può fare meno. Di parere contrario Salvini che predica “Meno Europa” e spiega: “Nel nome del “Più Europa” si sono accettati provvedimenti che hanno messo in ginocchio la nostra economia. La distruzione della domanda interna attuata con tagli e tasse aveva un solo scopo: riequilibrare la bilancia commerciale che era in costante deficit per colpa di una moneta (l’euro) troppo forte per la nostra economia”. Quindi l’attacco al Pd: “L’obiettivo è stato raggiunto ma a costo di mettere in ginocchio il lavoro e la produzione. Il principio che è stato dispiegato con cinismo da un partito che osa dichiararsi di sinistra è che in mancanza di flessibilità di cambio la competitività può essere riconquistata solamente per mezzo dell’abbattimento dei costi di produzione, vale a dire con la compressione di stipendi e salari”. Il riequilibrio dovrebbe essere perseguito in “modo naturale” grazie ad un cambio flessibile: “La prova dell’importanza del cambio si è avuta con la rivalutazione del franco svizzero che, pur non essendo estrema come l’euro ha già messo in difficoltà anche un paese efficiente e organizzato come quello elvetico”.

Salvini “Fuori dall’euro il prima possibile”

E quindi il primo suggerimento: “Fuori dall’euro il prima possibile, possibilmente concordando l’uscita con i partner europei, per riequilibrare la nostra competitività e riconquistare per mezzo della sovranità monetaria l’autonomia di manovra per attuare politiche anticicliche”. Una mossa necessaria volta a recuperare “la nostra democrazia” riconquistando quella “autonomia legislativa” in grado di tutelare il lavoro e le imprese italiane. Un’uscita dall’euro che, come sottolinea Salvini, potrà avvenire solo grazie ad una iniziativa del Governo e che comporta una serie di problematiche. In merito a queste il leader del Carroccio aggiunge: “Stiamo da un anno informando capillarmente la popolazione con un manualetto distribuito in centinaia di migliaia di copie e scaricabile gratuitamente sul sito bastaeuro.org”.

La Lega punta sulle piccole imprese

Salvini fatica ad individuare segni di discontinuità dall’era Monti a quella di Renzi, passando per la parentesi Letta. Non a caso parla di Governo Monti-Letta-Renzi che “ha fatto solo l’interesse delle grandi imprese globalizzate e delocalizzate, di qui il plauso costante di Confindustria”. La Lega è invece pronta a puntare sulle piccole imprese e sulla produzione sul territorio nazionale: “La nostra politica economica sarà disegnata su di loro con interventi di forte detassazione e semplificazione normativa in modo che, insieme al recupero della sovranità monetaria, produrre in Italia diventi semplice e conveniente”. Il leader del Carroccio chiama gli imprenditori pronti a trasferirsi all’estero: “Se molti imprenditori italiani hanno deciso di delocalizzare salvando i propri profitti a scapito dei posti di lavoro si preparino a fare marcia indietro perché è nostra ferma intenzione costruire velocemente le condizioni per un percorso inverso”. Nella stessa direzione va la linea della Lega sulle banche popolari: “Il voto capitario, se pur strumento perfettibile, ha consentito la simbiosi banca-territorio necessaria per la prosperità di intere regioni”. Un modello che, secondo Salvini, potrebbe addirittura essere preso come esempio “per la futura Banca d’Italia statale e di proprietà popolare con un’azione dell’istituto di emissione inalienabile e assegnata per nascita a tutti i cittadini”.

salvini

 

La “terapia shock” della Flat Tax

Il terzo punto riguarda la lotta all’evasione fiscale. “Pagare meno (prima) per pagare tutti (dopo)” suggerisce la Lega e propone di farlo attraverso una “terapia shock” che coincide con il sistema della Flat Tax: “Un’unica aliquota molto bassa uguale per tutti, con una deduzione fissa su base familiare renderà dichiarare i propri redditi semplice e conveniente. Anche i controlli saranno semplificati e velocizzati consentendo una verifica a tappeto e di fatto debellando l’evasione e l’elusione, non più giustificata vista la ragionevolezza del tributo richiesto e il timore di sanzioni pesantissime”. E Salvini sottolinea ancora: “Anche qualora non si ottenga lo sperato recupero di elusione ed evasione l’impatto sul gettito sarebbe limitato, riportando semplicemente la pressione fiscale a livelli vicini a quelli della Germania con conseguente rilancio per l’economia e aumento delle entrate fiscali”.

“Spendere per produrre”

Per produrre occorre spendere, i tagli non hanno prodotto l’effetto desiderato. È questo il pensiero di Salvini e della Lega: “La politica dei tagli di spesa in recessione ha portato solo più disoccupazione e più recessione con la conseguenza di far crescere (invece che calare) i rapporti di debito e di deficit sul Pil, vanificando così ogni sforzo”. A tale fine il leader del Carroccio aggiunge: “Si potrebbero creare fabbriche e coltivazioni mirate alla produzioni di beni esclusivamente importati da paesi extra Ue. In quest’ottica rientrerà anche (come extrema ratio) l’eventuale nazionalizzazione di imprese strategiche e/o produttrici di beni richiesti dal mercato ma momentaneamente in crisi per colpa dell’Unione Europea”. E ancora: “La spesa necessaria alla riconversione delle imprese o, nel caso della produzione di beni abitualmente importati, alla copertura della realizzazione “sottocosto” di tali beni (se fosse conveniente produrre a prezzo pieno lo farebbero i privati) consentirà di rimettere in circolo denaro, contrastando al contempo lo squilibrio della bilancia commerciale perché si ridurrebbero le importazioni”. Poi una stoccata ai Governi passati. Prima quello Prodi “Il tutto ovviamente sotto ferreo controllo e trasparente rendicontazione accessibile a tutti per evitare che si ricreino centri di spesa slegati alla performance aziendale di prodiana memoria”. Poi alla più recente esperienza di Monti: “In pratica si otterrebbe creando lavoro quello che Monti ottenne distruggendolo”.

“Predominio necessità economiche dello Stato”

L’austerità in recessione non paga. La Lega propone di perseguire politiche anticicliche in contrapposizione rispetto a quelle pro cicliche attuate dai governi Monti, Letta e Renzi. “I trattati europei (Fiscal Compact in primis) devono essere subordinati alla sostenibilità economica e alla priorità della ricerca della massima occupazione”. A tal proposito, Salvini cita l’esempio della Federal Reserve la banca centrale degli Stati Uniti che opera in collaborazione con il Governo. Sottolinea: “Lo Stato deve pertanto essere in grado di poter avere flessibilità di bilancio (meno tasse o maggior deficit) qualora l’economia risulti in recessione e il tasso di disoccupazione sia superiore alla disoccupazione fisiologica”. E aggiunge che la Lega in merito ha già depositato “un emendamento alle leggi di modifica costituzionale attualmente in discussione perché sia sancito il predominio delle necessità economiche dello stato rispetto a qualsiasi trattato europeo”.

Salvini contro la legge Fornero

Salvini torna poi a puntare il dito contro la legge Fornero: “Un sistema previdenziale che diventa contributivo ma al contempo lascia i lavoratori privi di un lavoro e della pensione è assurdo, barbaro e deve essere abolito”. Di qui la sua proposta: “In ogni momento il cittadino deve essere libero di poter riavere i propri contributi scegliendo se ottenere un assegno basso ritirandosi dopo meno anni lavorativi oppure una pensione più elevata lavorando più a lungo”. Fa inoltre notare che “evitare il forzato mantenimento al lavoro di persone in avanzata età aiuterebbe anche il necessario ricambio generazionale”.

No al trattato di apertura transatlantica

Il leader del Carroccio conferma la netta opposizione del suo partito alla Ttip proprio mentre in Pd ha incaricato Gianni Pittella di accelerare le trattative per il trattato di apertura transatlantica: “Entrare in aree di libero scambio sempre più grandi, con lo svantaggio di una moneta artificialmente sopravvalutata per la nostra economia e, per di più, demandando ad altri le autorità di controllo e sorveglianza equivale a mettere a nuotare i nostri figli in una piscina piena di coccodrilli. Non lo permetteremo”. Salvini aggiunge: “Parimenti rimanderemo al mittente qualsiasi proposta di mutualizzazione del debito usando garanzie reali utili solo ai creditori esteri secondo lo schema previsto dall’European Redemption Fund”.

Valorizzazione diversità e controllo frontiere

L’ottavo punto proposto da Salvini mira alla valorizzazione delle diversità da accompagnare al controllo delle frontiere: “Siamo convinti che il “frullato” di culture e sapori faccia comodo solo a pochi e che invece nella diversità, nelle tradizioni e nelle autonomie locali vi sia la vera ricchezza”. E quindi aggiunge: Siamo per uno stop all’immigrazione incontrollata in assenza di domanda di lavoro e per la valorizzazione e la responsabilizzazione degli enti locali e delle autonomie come strumento di conservazione e tutela delle diversità del nostro territorio e delle nostre culture e tradizioni che saranno la nostra ricchezza una volta ristabilita la normale competitività delle diverse valute”.

salvini m5s corrao

“Non può esserci tassa senza reddito”

Nel nono punto il leader del Carroccio torna sul tema delle tasse: “Non può esserci tassa in assenza di reddito. Pertanto cercheremo metodi per superare tutte le imposte (tranne quelle sul consumo) che possano gravare anche su chi non ha redditi quali ad esempio: Irap, bollo sui risparmi, studi di settore, Imu prima casa (Tasi), acconti Iva ecc. ecc.”. E precisa: “Anche in questo caso occorrerà ribadire i principi costituzionali di tutela del risparmio e di tassazione legata alla capacità contributiva di ciascuno, intesa giocoforza come esistenza di reddito tassabile”.

L’attacco al “sistema Tsipras”

Segue la critica al neoletto in Grecia Tsipras e a quanti guardano con ammirazione alle sue proposte. Salvini mette in guardia: “Il “sistema Tsipras” prevede che l’Italia si ritrovi nella paradossale situazione di essere uno stato in crisi e danneggiato dall’euro e dall’Europa ma, nonostante ciò, essere finanziatore di altri stati e dei loro creditori privati”. Quindi avanza la proposta della Lega: “Noi proponiamo un sistema dove nessuno debba pagare per altri e dove ognuno possa essere competitivo con le proprie forze con sistemi di aggiustamento diversi dalla disoccupazione e dalla miseria”. Ed ecco la linea da seguire: “Dopo un iniziale ritorno allo status quo pre-euro, necessario per rimettere in piedi il tessuto industriale del nord Italia con l’aiuto di una valuta più leggera, occorrerà pensare a meccanismi di flessibilità (come ad esempio due monete) per riequilibrare la competitività del sud esattamente nello stesso modo in cui si cerca il recupero della competitività italiana verso la Germania”.

salvini sul centrodestra

“Con Pd più tasse, più debito e più disoccupazione”

La Lega si conferma all’opposizione. Gli spunti proposti da Matteo Salvini ne sono, qualora ce ne fosse ancora bisogno, l’ulteriore conferma. Il leader del Carroccio è sicuro: “Le nostre proposte sono esattamente opposte a quelle applicate dal Pd e anche opposti saranno i risultati”. E avverte: “Con Pd più tasse, più debito e più disoccupazione: con la Lega Nord meno tasse, meno debito e meno disoccupazione”.


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