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pubblicato: lunedì, 20 aprile, 2015

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Elezioni regionali, Renzi e il Pd puntano al 7 a 0

In vista delle elezioni regionali fissate per Domenica 31 Maggio in cui sette regioni italiane saranno chiamate a rinnovare presidente e consiglio regionali il Partito Democratico ed il premier Renzi puntano al cappotto elettorale. Le sfide saranno nelle seguenti regioni: Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Umbria, Campania e Puglia.

Il Pd renziano che anche nella composizione delle liste sembra molto ispirato all’idea del Partito-della-nazione evocato in più occasioni da Renzi ed aspira ad una vittoria schiacciante grazie alla quale pianificare il lavoro al Governo sino alla scadenza naturale della legislatura del 2018.

Regionali e rapporti di forza politici nazionali ricorrono spesso nei ragionamenti del premier-segretario che non perde occasione per ricordare agli uomini a cui ha affidato la gestione del Pd (Guerini e Lotti su tutti) la “dimensione politica nazionale” della sfida di fine maggio. Il centrosinistra, secondo molti osservatori, non dovrebbe avere sorprese in Toscana, Marche, Umbria e Puglia. Tutte da decifrare le altre tre sfide dove la partita, al momento, sembra apertissima.

In Veneto è ricandidato il presidente della regione uscente Luca Zaia sostenuto da Lega e Forza Italia. Il centrosinistra schiera Alessandra Moretti. Il terzo incomodo è Flavio Tosi, sindaco di Verona fuoriuscito dalla Lega. Il centrosinistra dopo aver scelto, tramite primarie, e con largo anticipo la sua punta di diamante Moretti spera sempre più nell’effetto Tosi per indebolire la compagine di centrodestra guidata Zaia. Il Veneto è forse la Regione più significativa anche per l’investimento politico del segretario federale della Lega Salvini che ha voluto puntare tutto su Zaia anche a costo della rottura con Tosi. Servirà inoltre al centrodestra per testare l’asse Salvini-Berlusconi.

Secondo livello di difficoltà per il centrosinistra in Liguria e Campania dove sono rispettivamente schierati i candidati alla presidenza Raffaella Paita e Vincenzo De Luca. La strada di entrambi i candidati è disseminata da molte polemiche che riguardano l’indagine a carico della candidata ligure e l’applicazione della legge Severino, in caso di elezione a presidente, per l’ex sindaco di Salerno De Luca. Il centrodestra è rappresentato in Liguria da Giovanni Toti, l’uomo nuovo di Forza Italia su cui converge anche la Lega, e in Campania dal presidente della regione uscente Stefano Caldoro che conta sul sostegno di una parte dei voti dei centristi.

elezioni regionali renzi e pd puntano a cappotto elettorale sette a zero

Strategia, bivio elezioni regionali per Renzi

Renzi dovrà decidere la strategia da adottare nelle prossime ore. Ha davanti a se’ due strade: schierare il Partito ed i suoi uomini più importanti (compresi i ministri del suo governo?) nelle regioni dove la sfida sembra più difficile oppure separare i due piani in modo da evitare ricadute sul Governo in base all’esito del voto. Perché se anziché l’auspicato 7 a 0 dovesse trovarsi alle prese con un 4 a 3 dall’1 Giugno avrà di fronte un Salvini molto più agguerrito contro il Governo e la sua leadership.

Altre possibili conseguenze del voto

Il voto avrà inevitabili conseguenze anche nei rapporti interni sia al Pd che al centrodestra. Infatti un’affermazione netta del Pd nelle singole regioni rappresenterebbe un deterrente o almeno un freno alla volontà di quanti, da sinistra, guardano con attenzione alla coalizione sociale di Landini e sarebbero tentati da ipotesi di scissione. Se il voto (in questo senso test interessanti ci saranno in Liguria e Toscana vista la presenza di candidati a sinistra del Pd) dimostrerà una scarsa attenzione da parte dell’elettorato democratico, Renzi avrà da festeggiare ancora di più.

Lo stesso vale nel centrodestra dove l’esito del voto potrà o meno incoraggiare i più insofferenti a lasciare il partito di Berlusconi con spazi di autonomia anche in Parlamento. Può accadere anche il contrario: qui molto dipenderà dai risultati di Tosi in Veneto e della coalizione a cui lavora Fitto in Puglia che dovrebbe candidare Schittulli contro la candidata del centrodestra Poli Bortone sostenuta da Forza Italia e’Noi con Salvini’.

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19 Commenti

  1. Giampiero Censorii ha scritto:

    sognare non costa niente…

  2. Marco Camilleri ha scritto:

    secondo me ce la fanno, troppo pecore gli italiani…

  3. Pietro Berardi ha scritto:

    Agli avversari nemmeno le briciole? Almeno un 6-1, va’

  4. Ferruccio Gasparotto ha scritto:

    bo

  5. Lidia Mora ha scritto:

    si può fare non molliamo

  6. Tonino Facciolo ha scritto:

    Certo…è a portata di mano.

  7. Fabio Nardaggio ha scritto:

    Secondo me finisce 5-2… Campania e Veneto la vedo molto difficile

  8. Renato Occhiuzzi ha scritto:

    Spero proprio di no… inoltre alcuni dei loro candidati sono da nascondere…

  9. Piero Corallo ha scritto:

    Curioso di vedere il 41% di Renzino il bravo bambino!!

  10. Antonio Piarulli ha scritto:

    anche di più,ormai hanno capito come si bara ,non li ferma nessuno.

  11. Compagno Igor Stefano Turconi ha scritto:

    In Liguria vince Pastorino

  12. Stefano Ravasi ha scritto:

    Speriamo di no. Gia’ sono esaltati…

  13. Adolfo Valenti ha scritto:

    Solo 4…troppi scandali…anche se la squadra di governo paga errori di altri..tutti in toto.

  14. Adolfo Valenti ha scritto:

    Nel Veneto Lega…Liguria e Campania dura…Umbria chissà

  15. Demetrio Morello ha scritto:

    Si e dimenticato di prendere le medicine, ci colpa Napolitano!

  16. Renato Silva ha scritto:

    Speriamo di no

  17. Pingback: Election day 2015: ponte 2 giugno e rischio astensionismo per elezioni regionali e comunali | infosannio

  18. Fe Fabrilo ha scritto:

    5/3 per PD

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