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pubblicato: mercoledì, 29 luglio, 2015

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Verdini presenta Ala, il nuovo gruppo: “Niente approdo nel PD”

Verdini

“Nessuno di noi ha il desiderio, la voglia di iscriversi al PD”. Denis Verdini rassicura la sinistra dem e contestualmente presenta Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (Ala), il suo nuovo gruppo parlamentare al Senato. E contrattacca nei confronti di Roberto Speranza, che lo aveva accusato di essere un simbolo del trasformismo dell’attuale politica italiana: “Ricordi di essere stato il macchinista, l’operatore degli ultimi film dell’orrore”. E ancora, a proposito del Patto del Nazareno: “Lui ha fatto tutte le trattative, senza scandali”.

Denis Verdini e Matteo Renzi

Verdini: gli obiettivi di Ala

Tra gli obiettivi dichiarati del nuovo gruppo parlamentare, c’è quello di condurre in porto le riforme costituzionali: “Il ddl Boschi va approvato così com’è e se non venisse approvato si rivà nel pantano”. E ricorda: “Nella nostra componente c’è chi ha votato le riforme e c’è chi non lo ha fatto ed è libero di mantenere questa posizione. La gran parte però le hanno votate dall’inizio sia in Senato che alla Camera”. Riguardo all’Italicum: “va bene, perché contiene in sé una grande modernità”, tuttavia “può essere modificato una volta che sarà approvato il ddl Boschi”, a partire dal “premio alla lista da assegnare invece alla coalizione, perché c’è ora una incongruenza tra il premio di maggioranza alla lista e gli sbarramenti”.

Sullo strappo con Forza Italia, Verdini ribadisce: “È uno strappo e come tutti gli strappi addolora e fa male. Quando non ci sono identità di vedute nessuno finisce o muore, uno vede le cose in maniera diversa. Ho una grandissima lealtà che mi lega a Berlusconi, ma vediamo le cose in maniera diversa”.

Sono 9 gli elementi presenti nel gruppo, oltre a Verdini: Lucio Barani (che ne è anche il presidente), Riccardo Mazzoni, Eva Longo, Giuseppe Compagnone, Vincenzo D’Anna, Ciro Falanga, Riccardo Conti, Pietro Langella, Antonio Scavone. Oltre al gruppo è stata costituita anche un’associazione, presieduta dallo stesso Verdini. E alla Camera? Verdini non si sbottona – “Non lo so, vedremo a settembre” – anche se Barani non esclude la possibilità (remota, vista la probabile assenza del numero minimo di 20 deputati) che si possa partire già dalla prossima settimana.

Nella conferenza stampa di presentazione, Verdini spiega di voler “portare a termine la legislatura costituente”. E per il dopo? “C’è una prospettiva politica che è nelle nelle cose e che ritiene che l’area moderata sia il centro del Paese. Il centro determina sempre la vittoria dell’una o dell’altra parta ma per determinarla deve avere la libertà di potersi muovere senza pregiudizi e realizzare le riforme con una maggioranza allargata significa dare stabilità agli elettori”.

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