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pubblicato: giovedì, 29 maggio, 2014

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Riforme: perché al Pd conviene approvare l’Italicum

Legge elettorale, manca il testo primo rinvio in Commissione per l'Italicum

Dopo la vittoria della competizione europea, il Partito Democratico ragiona sulla pesante eredità consegnata dalle urne. Il 40% dei consensi pesa e rappresenta una base di riflessione fondamentale anche per l’agenda del governo. Diversi gli scenari che le elezioni hanno prospettato ai parlamentari dem, con il cantiere delle riforme istituzionali aperto e, su tutte, la riforma della legge elettorale che, dopo l’approvazione alla Camera aspetta di incassare l’ok del Senato. L’ampio consenso conquistato dal Pd alle europee mette in discussione, di fatto, anche il cammino dell’Italicum. A Palazzo Chigi e al Largo del Nazareno si ragiona sul da farsi, nell’eventualità che, a urne anticipate, il peso del Pd potrebbe avere un valore diverso a seconda della legge elettorale con cui gli Italiani sarebbero chiamati a votare. Andare a elezioni con l’Italicum o con il Consultellum (la bozza di legge ipotizzata dalla sentenza della Consulta che ha bocciato il Porcellum, preferendo il proporzionale puro con soglia di sbarramento al 4%) virtualmente cambierebbe molto lo scenario per il partito di Renzi e consentirebbe una governabilità diversa. Ecco perché, da una simulazione fatta dal Corriere della Sera, a conti fatti, il premier nelle prossime settimane deve spingere per l’approvazione dell’Italicum.

Il testo di legge, frutto del patto del Nazareno con Berlusconi, garantirebbe al Pd una sicura governabilità. Se, in un’ipotetica consultazione, il partito del premier dovesse bissare il risultato di domenica scorsa o riportare comunque una percentuale tra il 37% e il 40%, ai democratici spetterebbero 340 seggi su un totale di 630, grazie al premio di maggioranza del 15% fissato per chi supera il 37% delle preferenze. Fuori i piccoli partiti, con la soglia di sbarramento fissata al 4,5% e nessuna necessità di alleanze, né con Sel né con gli eventuali esuli grillini. Un partito con una sicura “vocazione maggioritaria”, rafforzata da un Senato trasformato in Camera delle autonomie, così come prevede la bozza Boschi.

Se, invece, il cammino dell’Italicum dovesse interrompersi,  ritornando al voto con la legge ipotizzata dalla Consulta (da rendere comunque attuativa) al Pd non basterebbe l’attuale 40%. Nuove “larghe intese” per i democratici, che non riuscirebbero a racimolare più di 270 deputati. La maggioranza sarebbe garantita solo con un nuovo accordo con Ncd e con Sel che, di fatto, respingono l’idea di una coalizione insieme. Scenari da evitare per il Pd, che si ritroverebbe di nuovo in Parlamento i piccoli partiti. Vita dura comunque per le formazioni che si presentano in coalizione (per loro la soglia è fissata al 2%): a trarre giovamento da questa situazione sarebbero solo i Fratelli d’Italia di Meloni, La Russa e Crosetto.

camera discussione quote rosa

Una situazione, questa ipotizzata dal Consultellum, verso cui spingono da sempre i deputati pentastellati, unico gruppo ad entrare alla Camera insieme a Pd, Forza Italia e Lega. A destra, ai partiti ma soprattutto a Forza Italia converrebbe presentarsi in coalizione visto che il premio di maggioranza viene assegnato tenendo conto anche dei partiti che non hanno superato la soglia di sbarramento. Scenari apocalittici, che preoccupano non poco in casa dem e che, in queste ultime ore, hanno convinto Renzi a proseguire sulla strada delle riforme.

Carmela Adinolfi


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9 comments
Alberto Palazzi
Alberto Palazzi

Che sia necessaria la governabilità , pochi negano. Il problema è che non c'è nessuna necessità di ottenerla con un sistema a liste bloccate, che comporterebbe la trasformazione della classe politica in una pura accolta di portaborse.

Adriano Bacherini
Adriano Bacherini

proporzionale è democrazia i maggioritari sono sinonimo di dittaturelle specie in un paese a scarsa informazione come l'italietta degli italioti

Giampiero Censorii
Giampiero Censorii

... con lo sbarramento al 4/5% avere il 40% dei voti potrebbe voler dire di avere il 51% dei seggi, e nel caso non li abbia, vuol dire che il popolo non gli ha voluto dare la maggioranza...

Nicola Berardi
Nicola Berardi

E una volta che il Pd ha il 40%, il M5S il 25% e così via, chi Governa? Chi arriva al 51%?

Matteo Raffo
Matteo Raffo

Il proporzionale puro porta alle larghe intese

Giampiero Censorii
Giampiero Censorii

... non conviene al PD.... ma ai soliti noti, che riescono a governare solo con larghe maggioranze.. torniamo al proporzionale puro...

Francesco Avati
Francesco Avati

è ovvio che approvano... vogliono continuare lo schifo tra PD e FI (pdl).