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pubblicato: lunedì, 28 luglio, 2014

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Riforma Pa, inizia la discussione in aula del decreto sui dirigenti pubblici

jobs act ministro pubblica amministrazione marianna madia

La gestazione della riforma della Pubblica amministrazione continua. Lunedì, a Montecitorio, comincia la discussione del testo del decreto legge sui dirigenti pubblici, su cui c’è stato l’ok della Commissione Affari Costituzionali sabato scorso. Soddisfatta il ministro Madia, che ha parlato di un decreto «molto migliorato» da parte della Commissione.

IN PENSIONE A 62 ANNI – Al centro della riforma c’è il pensionamento. Abolito il trattenimento di servizio, i dirigenti che hanno compiuto 62 anni potranno andare in pensione se hanno i requisiti necessari. Una novità, che anticipa l’età pensionabile della legge Fornero. La norma, però, non sarà valida per i magistrati, che potranno rimanere in servizio sino a 70 anni, per i medici e i docenti universitari, che potranno andare in pensione a 65. Un emendamento ha stabilito che il congedo avverrà con un preavviso di sei mesi.

NOVITÀ PER IL MONDO DELLA SCUOLA – Novità anche nel mondo della scuola. “Quota 96” consentirà ai 4.000 docenti in servizio che avevano già fatto richiesta di pensionamento prima della riforma Fornero di rimanere a casa già da settembre. L’unica condizione da accettare è il riscatto del Tfr nella data indicata dalla precedente normativa. Per facilitare il ricambio, è stato anticipato il termine del trattamento ad agosto. Sarà, poi, più facile intraprendere la carriera universitaria: oltre ai nuovi criteri di valutazione, ridotto a dieci il numero delle pubblicazioni per il “patentino”.

insegnanti

NUOVA MOBILITÀ E DEMANSIONAMENTO – Nuove misure anche per la mobilità. È previsto un turn over basato sul criterio della spesa, per cui ogni ente potrà assumere in funzione dei risparmi ottenuti dalle cessazioni dell’anno precedente. Maggiore libertà nella definizione di contratti a tempo determinato, poi, verrà concessa agli enti locali che rispettano i vincoli generali di spesa. È previsto, poi, un “demansionamento” dei dipendenti per un solo livello inferiore, così come una nuova disciplina della mobilità obbligatoria. Essa dovrà essere discussa con i sindacati qualora manchi il consenso dei dirigenti pubblici e avverrà in un raggio di 50 km. La norma sarà derogata nei confronti di chi ha figli disabili, con un’età inferiore ai tre anni e chi ha un congedo parentale. C’è il sì anche sull’assunzione di nuovi 1000 vigili del fuoco e ad una velocizzazione dello scorrimento delle graduatorie della Polizia di Stato.

NUOVI CRITERI DI NOMINA – Anche le nomine seguiranno nuovi criteri. Sarà possibile far nomi esterni per il CdA di aziende controllate dalla pubblica amministrazione, con una riduzione dei membri e del compenso. Misure più stringenti nell’ambito delle Authorities: ci vorranno cinque anni per essere nuovamente nominati, mentre gli  ex dirigenti di Bankitalia e Isvap dovranno aspettare due anni per consulenze e collaborazioni in società regolate dai due enti.

ANTICORRUZIONE, CAMERE DI COMMERCIO E TAR – Rafforzata la lotta alla corruzione con il commissariamento delle società appaltatrici coinvolte in inchieste per questo reato. Sono state salvate, poi, cinque sezioni del Tar e resi graduali i tagli sui diritti delle Camere di Commercio.

Alessandro De Luca


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