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pubblicato: giovedì, 31 luglio, 2014

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La settimana della paura: il terrorismo islamico in Scandinavia

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Quella vissuta dalla Norvegia è stata una lunga settimana di tensione, nervosismo e paura dopo l’allarme diffuso dalla polizia giovedì scorso: possibile un attentato nel paese da parte di un gruppo estremista islamico.

Le misure di sicurezza sono state immediatamente innalzate. La polizia ha ottenuto dal governo l’autorizzazione a utilizzare unità e mezzi dell’esercito in caso di necessità. La premier Erna Solberg ha posticipato la partenza per le vacanze. Rafforzata la vigilanza alle frontiere. Allertata la polizia in tutto il paese. Chiusi nel week end i musei ebraici. Chiuso anche parte dello spazio aereo su Bergen, la seconda città della Norvegia: l’aeroporto ha però continuato a lavorare normalmente.

Poche, pochissime le informazioni diffuse: a minacciare la sicurezza del paese sarebbe un gruppo estremista islamico che di recente avrebbe lasciato la Siria. Pian piano sono emersi altri dettagli. Ad esempio la data del possibile attentato: lunedì 28 luglio, fine del Ramadan. La giornata è però passata senza alcun incidente. E l’allarme è lentamente rientrato, anche se l’attenzione delle forze dell’ordine resta alta.

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Photo by Sean Hayford O’LearyCC BY 2.0

La minaccia del terrorismo islamico non è una novità per Oslo. Già qualche mese fa l’intelligence del paese aveva ricordato che almeno una cinquantina di norvegesi sono volati in Siria per unirsi alla resistenza contro Bashar al-Assad, anche se alcuni analisti pensano che siano il doppio. In Medio Oriente potrebbero aver sviluppato competenze sufficienti a progettare attentati una volta tornati in Europa.

Non è solo un problema della Norvegia, ha sottolineato il Washington Post: una trentina di Svedesi sono volati in Siria per unirsi alla lotta contro il regime di Damasco. E poi almeno 700 francesi, 270 tedeschi, oltre 400 persone dalla Gran Bretagna, tanto per fare qualche esempio.

In Norvegia vivono circa 120.000 cittadini di origine araba. L’intelligence lo ripete da qualche tempo: gli estremisti in giro per il paese sono sempre più numerosi, sono sempre più bravi a stabilire contatti tra di loro e a occultare le proprie tracce. Dare numeri è difficile, ma un rapporto dei servizi qualche mese fa ha dichiarato che sarebbero circa duecento gli estremisti presenti in Norvegia.

Anche Danimarca e Finlandia sanno che alcuni loro cittadini sono andati a combattere in Siria: forse un centinaio di danesi e una trentina di finlandesi. Quel che in Danimarca sanno con certezza è che gli estremisti islamici presenti nel paese stanno stringendo legami con gli ambienti della criminalità organizzata.

Norvegia, Danimarca, Finlandia e Svezia sono consapevoli che esiste un pericolo per la sicurezza interna e che questo pericolo si chiama fondamentalismo islamico. Ma in tutta la Scandinavia i confini dell’estremismo restano sfocati.

Immagine in evidenza: photo by Egil Fujikawa NesCC BY 2.0


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