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pubblicato: venerdì, 8 agosto, 2014

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Daniela Fregosi: dalla lotta contro il cancro a quella per i diritti dei lavoratori autonomi

Si chiama Daniela Fregosi, ha 46 anni ed è di Grosseto. Nell’estate del 2013 ha scoperto di avere un cancro al seno e la sua vita è completamente cambiata. “Un carcinoma infiltrante alla mammella, il corpo che si trasforma, un compagno che sparisce, il lavoro ed il conto in banca che vanno in tilt.”

Sì, perché Daniela, che svolgeva incarichi di formazione aziendale dal ’92 come libera professionista, si è ritrovata in men che non si dica senza lavoro e senza tutele. Daniela ha cominciato a documentarsi, alla ricerca degli ammortizzatori sociali che le spettavano, ma nessuno sapeva dirle quali sono in questi casi i diritti di una lavoratrice autonoma. Si è rivolta ai patronati, “che fanno quello che possono con code interminabili di utenti in cerca di informazioni” e ai “call center Inps cui devi spiegare tu l’ultima circolare del maggio 2013 sui lavoratori autonomi”. Tutti le chiedevano se avesse un’assicurazione privata, che si ritiene scontata nel caso dei liberi professionisti, ma che è diventata estremamente proibitiva in termini economici.

 daniela fregosi la petizione su change.org a difesa dei diritti dei lavoratori autonomi

“Mi sono letta innumerevoli guide e libretti informativi per pazienti oncologici dove venivano descritti i diritti dei lavoratori”, racconta Daniela. “Tutte le informazioni riguardano i dipendenti: di noi neppure un cenno. Come se non esistessimo. Come se in Italia non ci fosse il popolo delle Partite Iva. Ma un paziente oncologico non è un paziente oncologico e basta? No, esistono malati di cancro di serie A e di serie B.”

Da allora la battaglia di Daniela contro il cancro, “che non è un nemico ma un evento da gestire”, è diventata la battaglia per i diritti dei lavoratori autonomi ad avere una malattia più dignitosa.

Daniela si è fatta promotrice, sulla piattaforma change.org, di una petizione che ad oggi conta 47.748 sostenitori, chiedendo il rispetto della Costituzione italiana che prevede la tutela in egual modo della salute di tutti i cittadini. La petizione, indirizzata al Presidente del Consiglio e al Ministro del Lavoro, mira a permettere ai lavoratori autonomi che si ammalano di continuare il loro percorso di cura – degenza ospedaliera, chemioterapia, ecc. – godendo di una adeguata copertura economica, ad oggi completamente assente.

Ma le iniziative di Afrodite K – questo lo pseudonimo usato da Daniela – non si fermano qui. Daniela ha aperto un blog che tiene costantemente aggiornato, in cui dà informazioni non solo sui diritti dei lavoratori autonomi, ma anche sulla malattia e gli aspetti ad essa inerenti. E, dopo essere stata una regolare contribuente per l’intero arco della sua vita lavorativa, ha deciso di intraprendere la disobbedienza fiscale e di sospendere il versamento di tasse e contributi.

La battaglia di Daniela, ormai, è diventata la battaglia di tutti. Perché se lo Stato fa differenza tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi, il cancro purtroppo non guarda in faccia a nessuno.

 Nadia Ruggiero

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3 Commenti

  1. Eric Penna Nera ha scritto:

    agli artigiani non è concesso neppure l’assegno di disoccupazione, nè rientrano nelle liste di quei lavoratori disoccupati che possono accedere a posti di lavoro messi a disposizione dai comuni per la durata di 12 mesi (infatti accedono a queste possibilità solo lavoratori dipendenti cassaintegrati o licenziati). Gli artigiani non hanno neppure diritto alle case popolari, credo che la discriminazione verso il mondo delle partite iva debba avere fine. Ma da chi ci governa oggi non mi aspetto niente in tal senso.

  2. RossanoCampinoti ha scritto:

    questa è una delle tante ingiustizie sociali solo ed escusivamente del paese Italia,in altri paesi non è cosi,non esistono sul diritto alle ass.sanitarie differenze.e questa è la cosa se vogliamo piu terribile ,perche l,europa dovrebbe essere su queste cose identica.la politica tutta non ha mai pensato a queste disuguaglianze,e sarebbe l,ora che lo facesse,e non a parole,ma nei fatti,perchè il diritto alla salute ,è una cosa sacrosanta per tutti indistintamente.provo un senso di vergogna e ribellione e basta,per non dire di peggio.

  3. Afrodite K Quando il tumore al seno colpisce una l ha scritto:

    Infatti, non è solo la mia storia ma quella di tante persone. Nel Blog ce ne sono anche altre: http://tumoreseno.blogspot.it/p/le-altre-storie.html

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