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pubblicato: martedì, 4 dicembre, 2012

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Renzi, il Pd e quel 40% che rischia di volare via

Matteo Renzi

[ad]Due sono i dati certi, ora che le primarie di centrosinistra hanno di fatto un vincitore, ovvero il segretario Pd, Pier Luigi Bersani. Il primo, qualunque sia la legge elettorale futura, indica nella persona di Bersani il candidato premier del centrosinistra alle Politiche del 2013. Il secondo, invece, riguarda il patrimonio di elettori che al ballottaggio ha votato per il sindaco di Firenze, Matteo Renzi. Una fetta importante (circa il 40 per cento) da non disperdere. Bersani, che è anche un abile politico, lo sa. Infatti ha ringraziato Renzi per il contributo di vivacità che “ha fatto crescere il Pd” e lo ha “invitato” a far parte dello “squadrone” del centrosinistra. Una mossa resasi necessaria per evitare che quel 40 per cento di elettorato se ne vada via approdando a lidi più amici.

Matteo Renzi

 

Non è un caso infatti che, dopo la sconfitta di Renzi al ballottaggio, molti politici abbiano lanciato messaggi e abboccamenti al milione di voti che sono andati al sindaco di Firenze. Dapprima ci ha pensato Matteo Salvini, segretario della Lega Nord in Lombardia: “Parlo direttamente con molti elettori di Renzi: in Lega c’è tanta voglia di cambiare, sarei lieto di costruire qualcosa insieme”. Lunedì invece è stata la volta del movimento di Oscar Giannino, Fermare il declino. Un appello formalizzato da un esplicito invito scritto dall’economista Luigi Zingales: “Se hai votato Renzi, vieni con noi”.

Tanto basta a far drizzare le antenne a Bersani. Il segretario, infatti, deve ponderare bene il peso di Renzi all’interno della coalizione di centrosinistra. Stando alla legge dei grandi numeri il 40 per cento di Renzi pesa molto di più rispetto al 16 racimolato da Vendola. Eppure in gioco ci sono anche altre componenti da non dimenticare. Una di queste riguarda la Cgil sempre più spostata su posizioni radicali vicine al leader di Sel. Inoltre alcune personalità forti del partito democratico non celano la loro indolenza nell’assorbire l’elettorato renziano. Tra queste, il presidente del Pd, Rosy Bindi che, in un’intervista a Repubblica, ha dichiarato, parafrasando lo stesso Renzi, “adesso il programma che ha vinto fa l’unità del partito e del centrosinistra. Bersani è una persona inclusiva, ma tra i due programmi c’erano grandi differenze”. Una presa di posizione netta che lascia intendere una distanza di vedute tra due modelli di pensiero molto diversi. Eppure Bersani dovrà almeno fare sue alcune delle proposte di Renzi. Se ciò non avvenisse gran parte di quel 40% volerà via, rendendo la vittoria alle prossime elezioni più difficile.


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