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pubblicato: domenica, 8 settembre, 2013

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Il premier Letta a Cernobbio: “Non intendo galleggiare”

Il premier Letta a Cernobbio: “Non intendo galleggiare” 

La grande cornice del lago di Como e l’incantevole location di Villa d’Este hanno ospitato, anche quest’anno – come da tradizione –, i lavori del Forum economico Ambrosetti di Cernobbio, appuntamento fisso della borghesia economica nostrana e internazionale.

Ma, nell’ultima giornata del Workshop, il mattatore è stato Enrico Letta, il quale ha rilanciato sulla tenuta del suo governo. Il presidente del Consiglio, infatti, ha ribadito che “c’è bisogno di una svolta, non siamo qui per galleggiare, ma per dare una svolta. Sono stradeterminato e concentrato: determinato a non farmi bloccare da veti e a non galleggiare”, nonostante i tentennamenti del vice Alfano e del capogruppo Pdl Brunetta, spina nel fianco della “strana maggiornaza”.

L’inquilino di Palazzo Chigi ha poi ricordato alla platea i trascorsi d’inizio legislatura: “Abbiamo capito quello che è successo tra febbraio e aprile o ancora siamo ciechi? Sono avvenuti due terremoti non paragonabili a nessuno dei terremoti della politica italiana: il risultato elettorale e l’implosione del Parlamento che non è riuscito a eleggere il presidente della Repubblica”. Un riferimento non troppo celato al boom grillino e al tradimento dei celebri 101 franchi tiratori anti-Prodi.

Enrico Letta

Non è mancato, però, il dibattito sul tema del lavoro – argomento chiave del Forum –, dopo le dichiarazioni dei ministri Saccomanni e Giovannini: “Il tema clou della legge di stabilità sarà quello di ridurre le tasse sul lavoro: devono essere abbassate in linea col lavoro che abbiamo fatto sul tema dei giovani”, anche se – come sembra – potrà essere fatto soltanto dal 2014.

Verso la conclusione dell’intervento, ecco l’altro affondo lettiano di giornata, dedicato alle politiche di genere: “In questa sala siamo tutti uomini e questo è insopportabile, perché questo Paese è fatto per metà di uomini e metà di donne e se le donne non sono in grado di avere la loro opportunità, ci perde il Paese”. In realtà il presidente dimentica che le donne sono un po’ più numerose degli uomini dal punto di vista demografico, non nei consigli d’amministrazione.

Letta si congeda dagli astanti comunicando il primo impegno del governo, di rientro dalle vacanze estive: “La settimana che si apre è quella in cui tutti noi abbiamo occhio al fatto che i nostri figli riprenderanno la scuola”, ha precisato il premier, tant’è che: “tornando a Roma, preparerò con Carrozza e gli altri ministri, il Consiglio che domattina si riunirà per alcune importanti iniziative a favore della scuola, i nostri figli sono lì. Vogliamo dare ai giovani le occasioni per fare ancora grande l’Italia”.

Quei giovani potrebbero essere il salvagente che permetterà a Letta di galleggiare ancora qualche mese. Lontano dalla (de)riva.

 

Fabrizio Neironi

 

 

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