•  
  •  
  •  
  •  
  •  

pubblicato: venerdì, 9 dicembre, 2011

articolo scritto da:

Il falso mito di Hugo Chavez

Chavez

Il continente sud-americano è senza dubbio la parte del globo che politicamente negli ultimi dieci anni ha stupito di più. Da un continente che, dopo il naufragio del sogno pan-ispanico bolivariano, era noto per le sue divisioni e la sua instabilità governativa (anche causata dalla politica estera americana, in particolare dal corollario di Theodore Roosevelt alla dottrina di Monroe) siamo passati ad un continente sempre diviso in molti stati ma con governi eletti democraticamente. E dove, se si esclude il caso colombiano e il nuovo corso cileno, vi è una forte affermazione delle forze politiche di sinistra (e con “sinistra” intendo considerare tutte le varianti sia riformiste sia radicali). Questo ha portato ad una maggiore concertazione tra gli stati del Sud America nonostante il presidente colombiano Santos sia costretto molto spesso a lamentarsi pur di non fare la foto di gruppo coi suoi partner che lo massacrano a tutte le riunioni dell’Unione delle Nazioni Sudamericane.
[ad]Continente che a differenza dei cugini del Nord America, è sempre stato diviso proprio per pressioni statunitensi, ha visto numerosi esempi di brutali dittature spesso anche ostili agli interessi e alla visione politica americana, ma che venivano sostenuti dai cugini a stelle e strisce in nome del rischio e del pericolo bolscevico. Questo essere in parte satelliti degli Stati Uniti ha portato gli stati sudamericani ad adottare in maniera compatta (se escludiamo una breve presenza direttoriale in Uruguay) forme di governo presidenziali (che sono spesso sfociati nel caudillismo) che di conseguenza legano l’immagine di un leader alla politica di un paese.

Il personaggio senza dubbio più discusso dell’area è il presidente venezuelano Hugo Chavez. Paladino della sinistra radicale anche in Italia, considerava Bush jr un diavolo tanti da farsi il segno della croce all’assemblea generale dell’Onu. Regala, giustamente, libri ad Obama sui guasti statunitensi nel Sud America e apre un canale privilegiato con Castro.
Nonostante qualche mio amico, commentando gli ultimi avvenimenti in Honduras, continuasse a pronunciare frasi del tipi “Spero che Chavez invada tutto e ristabilisca l’ordine”, mi permetto di dissentire da una logica di questo tipo.
Non perché provo antipatia per Chavez, ma perché non lo reputo un esempio. E sarò più esplicito: lo considero il personaggio forse meno interessante dell’area.
Il Venezuela è dopo l’Iraq il secondo paese per quantità di pozzi petroliferi, ed è quindi normale che si parli spesso del governo di Caracas. Ma ritengo che nonostante tutto Chavez rispetto ai leader degli agli altri paesi dell’area sia quello che meno ha percorso il tragitto del progresso democratico e del rafforzamento degli organismi di garanzia.
E vi dirò di più: Hugo Chavez deve la sua popolarità ad un leader europeo, perlopiù di destra. Il suo nome è Josè Maria Aznar.

Chavez

Nel marzo 2002 il nostro professore d’italiano alle scuole medie, allora frequentavo la seconda, ci faceva leggere il giornale e ci chiedeva come compito un riassunto di un articolo scelto da noi. In quel periodo allora mi occupai del fallito golpe contro Chavez, che vide per soli due giorni il potere venezuelano in mano al presidente degli industriali Carmona, salvo poi delinearsi il ritorno di Chavez in patria tra tripudi e bandiere. Tutto ciò fu anche a causa di una certa pressione ed una certa organizzazione dell’allora governo popolare spagnolo anche se la vicenda è ancora oggetto di disputa e il Re Juan Carlos di Borbone ha avuto anche occasioni di screzio con Chavez su questo fatto (“por què no te callas!”). Quindi se Chavez è cosi popolare si deve anche ad un errore esterno, perlopiù organizzato da uno dei principali leader della destra europea.

(per continuare la lettura cliccare su “2”)

Quanto conosci Donald Trump? Clicca sul suo volto e fai il quiz!

Quiz Donald Trump

Elezioni Francia

Elezioni Francia

Tutte le elezioni del 2017

Una grafica interattiva che mostra tutte le elezioni del mondo nel 2017

Termometro delle voluttà

Tutto secondo i piani

Tutto secondo i piani

Nipoti di Maritain

Nipoti di Maritain

articolo scritto da:

6 Commenti

  1. Carmine Paolo De Salvo ha scritto:

    Questo articolo e’ raccapricciante. Aldila’ della discutibile grammatica, ci sono varie imprecisioni (una macroscopica: Uribe non e’ piu’ presidente della Colombia da un bel pezzo!) e il livello generale dell’analisi e’ prossimo allo zero. Vi seguo spesso e trovo molti vostri interventi interessanti. Ma questo, davvero, non vi fa onore. Vi consiglio, semplicemente, di cancellarlo.

  2. Carlo Dovico ha scritto:

    Devo dire che dopo aver letto questo articolo non sono giunto ad una buona conclusione, non si capisce molto del pensiero dell’autore, ne del perchè citi gli stati come il Cile defindendolo con una buona classe dirigente. Cio mi ha sbalordito. Il Cile, dove c’è un governo appena eletto che ha riportato i militari in parlamento???.
    Oppura Moralez, che definte “Bravo perchè sostiene gli indigeni, come li sostiene abbattendo i loro villaggi e obbligandoli a vivere nelle baraccopoli di La Paz???? è questo sostenere??? E poi perchè non avete parlato del Perù, per anni di dittature e psico-democrazie, che ha avuto un Presidente Indios che governava bene, fatto fuori appunto per questo??? oppure del fatto che la figlia dell’EX-dittatore(tuttora in carcere: IL primo dittatore che è stato accusato di crimini contro l’umanità), che si è candidata alle presidenziale e le ha perse al secondo turno???, Perchè non dire che il colpo di stato fallito in Venezuela fu solo una sporco gioco guidato dagli U.S.A., per far fuori Chavez, del quale non condivido molte idee e principi e il pugno di ferro, ma che sta effettivamente lavorando per una ridistribuzione delle risorse???
    Concordo con @Carmine Paolo De Salvo, consiglio di cancellare questo articolo, che non è degno del termometro politico che tutti conosciamo.

  3. Termometro Politico ha scritto:

    Effettivamente sul presidente Uribe si è registrato un errore di battitura. E ovviamente ci si riferiva all’attuale presidente, ed ex ministro della difesa di Uribe, Santos. Sull’analisi prossima alla zero ahimè si entra nel campo dell’opinabile. Come in ogni articolo. In ogni caso il Tp è aperto ad un livello di analisi sempre più elevato. Quindi suppongo possiate collaborare al progetto se ciò è di vostro gradimento.

  4. Carmine Paolo De Salvo ha scritto:

    Benissimo. Lavoro sull’America Latina e in America Latina e sarei molto felice di collaborare con voi. Se mi mandate in privato un contatto piu’ diretto che possa utilizzare per comunicare con voi, ve ne sarei molto grato.

  5. Carmine Paolo De Salvo ha scritto:

    Benissimo. Lavoro per la Banca Mondiale sull’America Latina e in America Latina e sarei molto felice di collaborare con voi. Se mi mandate in privato un contatto piu’ diretto che possa utilizzare per comunicare con voi, ve ne sarei molto grato.

  6. Carlo Dovico ha scritto:

    Collaborerò volentieri conosco l’america latina li vivono mia zia e mio zio e ci ho abitato per più di un anno, quindi conosco abb bn la situazione politico-cultural-economica dell’America latina, aspetto un contatto, come Carmine.

Lascia un commento