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pubblicato: giovedì, 19 dicembre, 2013

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Matteo Renzi: le riflessioni del filosofo Diego Fusaro

renzi e mike

Matteo Renzi: le riflessioni del filosofo Diego Fusaro.

La figura di Matteo Renzi, il rottamatore, si sa, non mette tutti d’accordo, neppure chi di ‘sinistra’ lo è. E’ da sinistra che infatti provengono le più dure critiche al neoeletto segretario Pd; dal giorno del suo insediamento non tutte le voci si sono unite al coro dei complimenti e dei facili entusiasmi. E’ il caso, ad esempio, del filosofo Diego Fusaro, docente di filosofia della storia presso l’Università di Milano e autore di diversi saggi filosofici di successo come ‘Minima Mercatalia‘, edito nel 2012, o ‘Bentornato Marx. Rinascita di un pensiero rivoluzionario‘, pubblicato nel 2010, e conosciuto ai più anche per le sue apparizioni in trasmissioni televisive di successo come ‘La Gabbia’ di La7, ‘Virus, il contaggio delle idee’ di RAI2.

Ciò che contesta il giovane filosofo, cresciuto sotto l’attenta guida di Costanzo Preve, filosofo della storia scomparso solo di recente, non è tanto la nomina in sé di Renzi a segretario del più grande partito di sinistra italiano, quanto la strada che le cd. forze progressiste hanno tracciato negli ultimi trent’anni, un sentiero che ha lasciato dietro di sé ogni termine, ma anche ogni valore e principio, dell’antica dialettica marxista, che contrapponeva al potere del ‘Capitale’ l’unità delle classi operaie, per ‘corrompersi’ dell’etica del più selvaggio neoliberismo contemporaneo con il quale anche l’economia perde ogni contatto con la realtà per divenire pura astrazione finanziaria.

Renzi

Diego Fusaro, e prima di lui Preve ed altri, vede nella parabola del trasformismo della sinistra, che negli ultimi decenni ha cambiato pelle, dapprima con lo storico passaggio dal PCI al PDS, e poi ancora in DS ed infine PD, una tragica o ‘tragicomica’ involuzione, che anziché rispondere alle istanze delle classi di cui è rappresentante in Parlamento, si è autolimitata ad essere solo una sterile, e forse compiacente, forza di opposizione al cd. berlusconismo. Sotto questa luce la dichiarazione che il neosegretario Pd ha rilasciato il giorno della sua nomina, ‘Non cambiamo campo, ma solo i giocatori’ risuona alle orecchie del giovane filosofo più che come il classico ‘excusatio non petita‘, come la più assoluta verità.

Ciò perchè agli occhi di Fusaro le parole e le posizioni di Renzi rimangono perfettamente in linea con la parabola discendente della sinistra italiana degli ultimi trent’anni: i vari segretari che si sono avvicendati in questi decenni, sono per il filosofo, per dirla come Marx, solo delle ‘maschere di carattere‘ che giocano, in un mondo ormai come quello attuale unito dalla comunicazione universale, al cd. gioco del ‘politicamente corretto‘. Nella realtà, tuttavia, al di là di ogni retorica di ciò che correttamente si deve dire, le forze della sinistra nella pratica sono state negli ultimi decenni in antitesi con quelli che dovrebbero essere i valori e le lotte di una vera forza progressista.

Non stupisce più di tanto quindi a Fusaro che oggi Renzi sieda alla guida del Pd; differentemente dai suoi predecessori il sindaco di Firenze, agli occhi del filosofo, si è tolto persino la maschera per assumere un linguaggio ormai apertamente neoliberale, a braccetto dunque con la più classica, ed assuefatta, etica dei mercati. Come dice lo stesso Fusaro in un suo articolo, “di diritti sociali, tutela per gli esclusi, difesa del lavoro non v’è nemmeno più traccia verbale nei discorsi di Renzi. È il discorso del capitalista che ormai apertamente si esibisce anche a sinistra, rivelando l’ormai avvenuta colonizzazione dell’immaginario da parte del capitale”

Non a caso in termini filosofici Fusaro paragona la dialettica di Renzi alla “vuota profondità” che fu di Hegel. Per Fusaro è ora necessario ed indispensabile, prima di un’ulteriore deriva dell’etica neoliberale e di un accrescimento del potere finanziario sulla dimensione dell’economia reale, valutare serenamente dove si è storicamente partiti e dove si è attualmente giunti. Che cosa infatti, si chiede, lega tra loro la nobile figura di Antonio Gramsci con il profilo da copertina di “Vanity Fair” di Matteo Renzi?


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34 comments
adriespo
adriespo

Dio santo, finché ci saranno in Italia dinosauri come Fusaro non usciremo mai dal disastro.

Riccardo Bellandi
Riccardo Bellandi

Ma sai che assomiglia a quello che rompeva i coglioni durante le riprese televisive e che è stato arrestato per pedofilia?

Alessio Caddeo
Alessio Caddeo

Ovviamente il filosofo è un grande esperto di economia.

Gianni Buglio
Gianni Buglio

neoliberista è un eufemismo per dire democristiano?

Adriano Buoso
Adriano Buoso

Viviamo in una economia di mercato. Una sinistra archeologica antagonista v. bene per il museo delle cere!

Lanfranco Minnozzi
Lanfranco Minnozzi

Ho visto come si può conquistare il potere, diminuendo l'accise sui carburanti per i camionisti per far fallire la pretesta e caricare sulle spalle dei cittadini altre tasse. Non credo che questo si chiama progressismo, oppure capitalismo.

Emilia Polcaro
Emilia Polcaro

avrà pure ragione fusaro, ma obietterei che intanto renzi è stato votato da circa 3 milioni di italiani e che quindi non solo sono cambiate le linee guida della sinistra, ma anche quelle degli italioti. Hanno dato più voti al nano che ad altro politico mai, per non parlare di quanti hanno votato e continuano a votare lega nord! Ma quali valori di sinistra esprimono coloro che per 20'nni ha votato sta gentaglia? La CLASSE DIRIGENTE è lo specchio del popolo che l'ha votata, credo lo pensasse anche Gramsci

Francesco Esperti
Francesco Esperti

E NON E' UNA COSA BUONA ?????? SE FA' LA SINISTRA COMUNISTA O SOCIALDEMOCRATICA NON LA VOTANO NEANCHE I PARENTI DEI LEADERS. ALMENO COSI' HA QUALCHE CHANCE.....e poi la socialdemocrazia è finita, è anacronistica. Dai.....cmq, se volete si può veramente aprire un dibattito politologico...

Gabriele Zanella
Gabriele Zanella

..macchè si sbaglia in pieno!!!!! vedrete che passata la ..sbornia dell'entusiamo , lui sarà considerato di dx e i voti andranno da che storicamente votavePCI, ai partiti agli estremi dellasx. lui stà rifacendo la vera DC.....

Stefano Zappa
Stefano Zappa

ascolta coglione.......quando penso alle ideologie mi vengono in mente persone come te....che ragionano con il paraocchi.."se è di sx è una brava persona......se è di dx è una cattiva persona".....moralisti da 4soldi

Eschimo Quaranta
Eschimo Quaranta

E bravo qualunquista. La difficoltà del pensare ti esaurisce l'unico neurone che ancora ti funziona....

Roberto Losio
Roberto Losio

me pareva non del tutto normale gia' a quei tempi mania di protagonismo altrimenti uno normale non va a queste trasmissioni di merda

Sciltian Gastaldi
Sciltian Gastaldi

Peccato solo che Renzi abbia nominato un responsabile economico che non è per niente neoliberista.

Stefano Zappa
Stefano Zappa

mi basta guardare al resto del mondo per constatare quanto sei conservatore... rosiconi eternamente all opposizione

Alessandro Nizzoli
Alessandro Nizzoli

Basta andare a vedere i cda delle multiutilities per comprendere che il PD non è un partito ma un intreccio di interessi economici che mirano al controllo totale dei monopoli dei servizi. PD SPA

Paolo Graziani
Paolo Graziani

tu sei contento, buon per te, visto che sei di destra. Io sono di sinistra.

Stefano Zappa
Stefano Zappa

dipende cosa intendi per sinistra.......se è quella che è capace solo di protestare, dire di no a tutto e trovare un collante solo nell antiberlusconismo.....grazie a dio con renzi si è dissolta

Stefano Zappa
Stefano Zappa

le ideologie: fascismo, comunismo, liberismo, liberalismo.....servono solo a confondere le idee

Riccardo Bottegal
Riccardo Bottegal

sarebbe ora che la sinistra imparasse a liberarsi dei dogmi del passato e ad aprirsi al mercato... tutto questo senza stimare renzi più di tanti altri politici italiani...

Paolo Graziani
Paolo Graziani

cribbio, questi filosofi italiani che vedono Hegel ovunque. Noiosissima spiegazione filosofica. Semplicemente, in Italia si è dissolta POLITICAMENTE la sinistra. E' una questione storica, politica, economica, non filosofica.