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pubblicato: mercoledì, 15 gennaio, 2014

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L’attacco del senatore Esposito: “Ecco chi sono i mandanti morali delle molotov”

Passata la paura, il senatore piemontese del Partito Democratico Stefano Esposito cerca – a suo modo – di reagire alle ultime minacce subite qualche giorno fa. Le tre molotov ritrovate sul pianerottolo di casa non l’hanno fatto recedere dalla sua battaglia politica in difesa della costruzione dell’Alta velocità Torino-Lione, almeno per il momento. Lo scontro con il movimento No Tav, presunto esecutore dell’azione intimidatoria, va avanti e anzi Esposito si è sfogato a La Zanzara, rispondendo alle domande del duo Cruciani-Parenzo: “Facile individuare i mandanti morali delle molotov, basta leggere i tanti libri scritti contro la Torino-Lione. Per esempio Livio Pepino, ex capo di Magistratura Democratica, che invece di prendere le distanze attacca Caselli che reprime questi fenomeni. Penso anche a quegli artisti che sventolano le bandiere contro la Tav, Fiorella Mannoia, Caparezza. Non sanno di che parlano. Non sanno un cazzo, non sanno niente”.

esposito

Le accuse di Esposito sono durissime e probabilmente mancano di lucidità, ma sono le parole di un uomo impaurito e stanco delle minacce subite negli ultimi anni. E infatti le enormi spese sostenute per l’impianto di sicurezza della sua abitazione dimostrano che i timori del senatore sono accresciuti: “Casa mia è come Fort Knox. Ho messo 6 telecamere, ho l’antifurto, sono collegato alla centrale di sicurezza. Ho pagato tutto io. Mi è costato più di 10mila euro”. Poi ha aggiunto: “Dopo il danno anche la beffa: sui siti No Tav si può addirittura leggere che le molotov davanti alla porta me le sono messe da solo, molti fanno paragoni tra quegli ordigni e quelle della Diaz di Genova”.

Tuttavia Esposito, dopo l’iniziale arrabbiatura, ha subito corretto il tiro: “Più che i mandanti io voglio denunciare quella che a mio parere è una zona grigia, l’acqua dove nuota, accanto alla legittima protesta contro l’Alta Velocità, anche la frangia eversiva”, ha detto a Cruciani e ha accostato il movimento della Val Susa al famoso marchio Lacoste: “Credo che il marchio No Tav sia diventato di modo come un tempo erano di moda le magliette Lacoste. Ecco oggi si esibisce il logo No Tav come un tempo si esibiva il coccodrillo della Lacoste”.

Immediate le reazioni dei diretti interessati. La cantante Fiorella Mannoia ha fatto sapere che non sporgerà querela, “perché è un padre di famiglia impaurito da ciò che gli è capitato. Non fosse stato così, avrei sicuramente scritto al mio avvocato perché l’accusa che mi ha rivolto è di una gravità inaudita”. Si comporterà diversamente il magistrato Livio Pepino, che ha annunciato di voler querelare Esposito per la seconda volta: “Ci sono le sedi adatte per rispondere a quello che ha affermato in più occasioni il senatore Esposito e ci sono giudici che sapranno valutare se ha ragione o meno”.

Infine Esposito ha terminato la sua chiacchierata a La Zanzara con una stoccata a Pippo Civati: “Lui sulla Val Susa si è fatto la campagna congressuale. Lui dice di essere contro la violenza, però aggiunge un ‘ma’. No, ‘ma’ un cazzo”.

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