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pubblicato: giovedì, 21 agosto, 2014

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Riforma giustizia, M5S: “E’ la riforma di Berlusconi”

premier e ministro giustizia corruzione

Il cammino per il varo della riforma della giustizia sembra ancora lungo e tortuoso. Se l’incontro avuto tra Orlando e Napolitano ed ancora tra lo stesso Guardasigilli e i partiti della maggioranza, sembrano siano andati bene, il meeting con l’opposizione non ha avuto un esito completamente positivo. Di fatto solo Forza Italia ha partecipato all’incontro con Andrea Orlando.

Una diserzione quasi totale quella registrata quest’oggi al Ministero della Giustizia. Gli assenti sono stati i rappresentanti di Sinistra Ecologia e Libertà, Movimento 5 Stelle e Lega Nord. I pentastellati sono i più critici e lo dimostrano per mezzo di un post su beppegrillo.it . Orlando è reo di non aver risposto ad una loro e-mail nella quale pretendevano di sapere “prima dell’incontro, di conoscere più dettagliatamente i contenuti dello stesso, giacché non siamo disponibili a una chiacchierata ferragostana sul più ed il meno”, come riporta il post.

Le priorità dei 5 Stelle sono una “legge anticorruzione, una norma che riveda il sistema della prescrizione penale, una seria riforma della giustizia civile” ed infine la riorganizzazione del lavoro nei tribunali. Senza garanzie la riforma Orlando resterà per i grillini sempre e solo “la riforma della giustizia di Berlusconi”, come si intitola il post. “E’ evidente a tutti che, dopo il Patto del Nazareno, la lotta alla criminalità e, più in generale, la giustizia penale, siano scivolate all’ultimo posto delle priorità del governo. Si parla di responsabilità dei giudici, ma non crede che in Italia dovremmo cominciare a sanzionare seriamente le responsabilità dei criminali, anche se politici?”, si chiede retoricamente lo staff M5S in Commissioni Giustizia presso la Camera ed il Senato.

orlando 3

Dall’altra parte il Pd risponde per mezzo di Matteo Orfini, presidente del partito, affermando come “i grillini rifiutino il confronto sulla riforma della giustizia. Coi terroristi bisogna interloquire, ma guai a farlo col governo” ed attraverso lo stesso Orlando che conferma “non si tratta di fare accordi più o meno segreti con nessuno”, ma di dare una nuova giustizia al paese.

 

Tuttavia anche Forza Italia, unica compagine politica ad aver accettato l’invito, usa toni alti. Lo fa attraverso il capogruppo alla Camera, Renato Brunetta: “noi lo abbiamo detto con molta chiarezza, siamo totalmente diversi dalla sinistra che nel 2011 giocò al tanto peggio tanto meglio. Ci ricordiamo tutti con la vicenda dello spread. Noi non faremo lo stesso errore della sinistra di allora, se ci sarà la necessità di prendere provvedimenti per la salvezza del Paese noi daremo una mano, che Renzi lo voglia o no”. L’ex Ministro della Pubblica Amministrazione ha concluso sostenendo come: “in primis, prima di tutto, viene l’Italia, altro che tanto peggio tanto meglio”.

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