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pubblicato: mercoledì, 21 gennaio, 2015

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Italicum, le reazioni politiche sul voto odierno Calderoli: “Certificata nuova maggioranza” Bersani: “Renzi ci rispetti o finisce qui”

italicum romani

Il dibattito politico si infiamma, dopo l’approvazione dell’emendamento Esposito che funge da “maxi-canguro”, spazzando via ben 35 mila dei 47 mila emendamenti presentati all’Italicum, la bozza di legge elettorale stilata dal premier Matteo Renzi con la collaborazione del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi.

Immediata l’analisi politica del forzista Paolo Romani, che taglia corto: “Cambia il quadro politico italiano. Renzi non puó più fare a meno di noi”. E snocciola i dati: “La maggioranza non è più autosufficiente senza di noi: contro Gotor hanno votato solo 71 Pd su 108”. Il collega di partito Lucio Malan va oltre, pubblicato sul proprio profilo twitter la lista dei votanti sul primo emendamento Gotor.

Dopo l’Italicum: la maggioranza pronta a cambiare forma?

Forza Italia nella maggioranza? Renata Polverini, intervistata dal TG3, resta prudente: “Se al Senato i 29 dissidenti del Pd non voteranno le riforme sicuramente ci dovremmo interrogare su quello che potrebbe essere il nuovo scenario”. Ma spiega: “Non so se questo voglia dire in prospettiva un nostro eventuale ingresso in maggioranza, ma è certamente un tema sul quale lo stesso Renzi dovrà in quale modo porsi delle domande”.

Ma c’è chi in Forza Italia non ci sta. “Oggi 15 senatori eletti di Forza Italia si sono espressi con forza contro il suicidio organizzato di Fi e del centrodestra contenuto nel tristemente famoso emendamento Esposito”. A parlare è la senatrice forzista Cinzia Bonfrisco. Di chi le colpe? “Non imputiamo questa linea al presidente Berlusconi ma ad un gruppo dirigente”.

Arriva anche l’analisi anche del vicepresidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli: “Matteo Renzi ha pochi motivi per stare sereno e soprattutto ne hanno pochi gli italiani perché oggi, con una truffa, non è stato approvato un emendamento alla legge elettorale, ma è stato approvato per legge il patto del Nazareno”. E aggiunge: “Con i 30 voti di esponenti del Pd contrari o non partecipanti al voto e con i 41 voti a favore di Forza Italia si è certificata la nascita di una nuova maggioranza di governo e il ritorno, a pieno titolo, al governo del Paese di Silvio Berlusconi, che usa Renzi come terminale delle volontà sue e di Verdini”.

Durissima la reazione del Movimento Cinque Stelle, tramite una nota del gruppo al Senato: “Oggi abbiamo avuto l’ennesima prova che questo è un Parlamento ricattato e piegato al volere del duo Berlusconi-Renzi. L’Aula del Senato ha approvato l’emendamento Esposito, di fatto un pizzino che contiene un referendum sul patto del Nazareno: ‘volete ubbidire, volete abbassare la testa?’. E l’Aula alla fine ha ceduto al ricatto, approvando un emendamento che in un colpo solo mette fine a una discussione già monca e toglie ogni possibilità di modificare questa legge elettorale”. E ancora: “Il Paese sappia che oggi nasce una nuova maggioranza, con Forza Italia che diventa indispensabile alla sopravvivenza del governo. Il Patto del Nazareno è ormai un partito politico, Silvio Berlusconi ne è il leader, di fatto riabilitato nonostante la condanna, e oggi governa nuovamente il Paese. È una pagina vergognosa, un colpo di mano che toglie ai cittadini la possibilità di avere una legge elettorale con le preferenze e di potersi scegliere i propri rappresentanti, come la Consulta ha invitato a fare”.

Promuove invece l’emendamento l’esponente di NCD Maurizio Sacconi: “Con il voto all’emendamento anti-ostruzionistico del senatore Esposito sono stati approvati i contenuti dell’accordo di maggioranza. Sono cambiati significativamente i termini della legge elettorale e poichè a questo punto la legge è fatta si deve avviare una riflessione politica sulle prospettive che si aprono con il premio di lista”. Spiega l’ex ministro: “Questo darà ragionevolmente luogo, come si è verificato in altri paesi quali la Francia, a processi non di fusione ma di raggruppamento tra forze omogenee”.

L’ira della minoranza Pd

Ma segnali di guerra arrivano dal fronte dei dissidenti Pd. L’ex segretario, Pier Luigi Bersani, ha riunito 140 deputati e senatori della minoranza. E insorge contro l’epiteto rivolto da Esposito alla fronda interna: “Dare del parassita a Corsini, Gotor, Mucchetti, è pericoloso. E’ gente per bene che non chiede niente e va trattata con rispetto. Se viene meno il rispetto è finita”. E paventa il rischio di una frattura insanabile: “Renzi sa benissimo che sulla legge elettorale c’era una possibile mediazione e non ha voluto mediare. Ora spetta a lui dire se si deve partire dall’unità del Pd”.

Italicum, i numeri del voto odierno

Come si evince dal tweet di Malan, sono 26 i dissidenti che hanno votato a favore dell’emendamento Gotor. Astenuta invece Josefa Idem, mentre gli altri due dissidenti – Felice Casson e Rosaria Capacchione – non hanno partecipato al voto. Dieci i forzisti a favore – tra cui spicca Augusto Minzolini – 8 gli esponenti di GaL. A favore anche la Lega, contrari invece i Popolari per l’Italia. Sono invece 175 i “sì” con cui è passato l’emendamento Esposito, a fronte di 110 “no” – di cui 22 dem – e 2 astenuti.

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