Corbyn: la “gente comune” batte Cameron

Pubblicato il 16 Settembre 2015 alle 14:58 Autore: Guglielmo Sano

Corbyn: il neo-segretario laburista non canta l’inno alla commemorazione della Battle of Britain e infuria la polemica. Oggi prima “vittoria” contro Cameron.

Corbyn: vicolo cieco

Prima di affrontare la polemica che ha letteralmente investito Jeremy Corbyn – non ha cantato “God Save the Queen” durante le commemorazioni per i piloti caduti durante la Battle of Britain – bisogna chiarire una cosa: il neo segretario laburista non ha mai nascosto le sue simpatie repubblicane (naturalmente i repubblicani americani non c’entrano niente con i repubblicani britannici e nord-irlandesi). Ora, è facile capire cosa sarebbe successo ai titoli degli organi di stampa se Corbyn avesse intonato l’inno britannico: “Corbyn snobba la regina” sarebbe stato sostituito da “Crobyn ipocrita”.

Tuttavia, Corbyn non è più un semplice parlamentare, adesso, è il segretario di uno dei due principali partiti  del Regno Unito, la cui “lealtà” nei confronti dell’istituzione monarchica non si può mettere in discussione (d’altra parte, non si vede perché, appurato che tra i punti del suo programma la questione della “repubblica” non compare, non dovrebbe essere considerato, al pari di altri, se non un cittadino, un politico “leale”, almeno un “patriota”).

Per rilevare un qualche tipo di “scorrettezza” da parte sua è veramente troppo presto. I 4 giorni successivi alla sua elezione sono stati a dir poco “difficili”, innanzitutto, dal punto di vista della “comunicazione”. I giornali hanno cominciato a criticarlo quasi subito per la sua ritrosia nel rispondere alle domane, è facile immaginare cosa è successo quando, davanti casa sua, un autista del partito (che poi si è scoperto essere un’autista del governo) ha colpito un cameraman della Bbc. Per questo molti analisti hanno cercato di sottrarsi alla polemica da “tabloid” (persino piccoli dettagli del suo abbigliamento e della capigliatura sono stati analizzati al millimetro) facendo notare che “ha partecipato con un rispetto silenzio”.

Insomma, allarme rientrato? La questione non è così semplice: incalzato dalle domande di Sky News, Corbyn proprio non ce l’ha fatta a promettere di cantare l’inno in futuro. Ha detto che, naturalmente, parteciperà con rispetto alle molte commemorazioni alle quali sicuramente verrà chiamato a partecipare, inoltre, se non ha cantato l’inno in occasione di quest’ultima cerimonia è solo perché pensava alla sua famiglia, era assorto nel ricordo di suo padre e sua madre sotto le bombe naziste. Nel frattempo, però, su Twitter, circolavano indiscrezioni provenienti certamente dall’establishment laburista: il segretario parteciperà pienamente alle prossime commemorazioni “che comprendono il canto dell’inno”.

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Corbyn: chi ha bisogno di uno “spin doctor”?

Anche un giornale filo-repubblicano come il The Indipendent ha sottolineato una mancanza di furbizia “politica” da parte di Corbyn. Se dalle colonne del quotidiano non hanno criticato la sua scelta di rimanere in silenzio durante l’esecuzione dell’inno, ironicamente, una domanda si è voluta comunque porre al segretario laburista: “c’è uno spin doctor in casa?”. Lo “spin doctor” è solitamente un assistente particolare di un politico che ha il compito di organizzare in maniera efficace la sua campagna elettorale (è ovvio che Corbyn ne abbia almeno uno). Alla domanda, Corbyn ha risposto subito, gli è bastato il primo question time con Cameron. Un question time che sostanzialmente ha “vinto”.

Lo stile pacato con cui Corbyn ha posto alcune delle 40mila domande inviate da comuni cittadini al suo ufficio non solo non ha permesso all’attuale premier di giocare sulle risposte brevi e passivo-aggressive per cui è noto, ma ha anche disinnescato le critiche degli altri deputati conservatori pronti a notare che un leader dell’opposizione dovrebbe sapere cosa vogliono i cittadini, senza aver bisogno di chiederlo.

Edilizia pubblica, tasse, tagli al welfare, sanità etc. – Cameron stesso ha detto di aver apprezzato un question time “cerebrale” come questo. D’altra parte, quando si è provato ad attaccare Corbyn, non c’è stata risposta alle provocazioni. Per non apparire “isterici”, i conservatori sono dovuti sembrare “consensuali”. Ancora bisogna analizzare adeguatamente la reazione degli elettori, il sospetto è che alla “gente comune” sia piaciuto il primo assaggio di questa “new kind of politics”

L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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