Inchiesta Why Not, assolto De Magistris

Pubblicato il 22 Ottobre 2015 alle 10:55 Autore: Redazione
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Assolto De Magistris: il caso riguardava l’accusa di abuso di ufficio nell’inchiesta Why Not. La notizia arriva proprio nella settimana in cui il sindaco di Napoli ed il Presidente della Regione Vincenzo De Luca erano nuovamente sottoposti al rischio della sospensione in base alla Legge Severino giudicata legittima dalla Consulta solo pochi giorni fa. Oltre al sindaco di Napoli l’assoluzione arriva anche per il consulente Gioacchino Genchi in relazione alla vicenda dell’acquisizione di tabulati telefoni di politici. De Magistris e Genchi erano stati condannati, in primo grado, a un anno e tre mesi di reclusione per l’acquisizione illegittima dei tabulati telefonici di alcuni parlamentari senza la necessaria autorizzazione delle Camere di appartenenza.

il sindaco di napoli e dietro lo stemma della città di napoli con la scritta

De Magistris: “Sono molto contento”

Indetta per stamattina una conferenza stampa del sindaco di Napoli che ieri subito dopo aver appreso la notizia dell’assoluzione ha commentato cosi: “Sono molto contento, finalmente è stata fatta giustizia”. “Per me – ha aggiunto il sindaco di Napoli De Magistris – finisce un incubo. E’ stata una vicenda che mi ha procurato molta sofferenza. L’assoluzione è motivo di grande soddisfazione. Sono convinto di avere svolto il mio mestiere di magistrato nel pieno rispetto della Costituzione e della legge”.

E per quanto riguarda la legge Severino? Questa la dichiarazione del sindaco partenopeo: “La legge Severino è una legge sbagliata. Se un anno fa io, eletto dal popolo, mi fossi dimesso oggi, con questa assoluzione, non sarei potuto tornare a fare il sindaco. Che vulnus democratico ci sarebbe stato? Ecco perchè ci vuole una riflessione nazionale, serena, pacata, franca, onesta.”

Il difensore di De Magistris

Il commento dell’avvocato Ciardullo: “Finalmente è stata fatta giustizia. La sentenza di primo grado era stata profondamente ingiusta perché si era conclusa con la condanna di un pm che nell’esercizio delle sue funzioni aveva perseguito il primario interesse della giustizia conducendo un’indagine certamente legittima”.

L'autore: Redazione

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