Regno Unito: l’aspirina può curare il cancro?

Pubblicato il 22 Ottobre 2015 alle 14:26 Autore: Guglielmo Sano
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Regno Unito: sta per cominciare una delle più grandi sperimentazioni cliniche mai realizzate, il suo obiettivo sarà quello di capire se l’aspirina può impedire, o meno, il ripresentarsi del cancro nei soggetti in remissione. Per lo studio, finanziato dal Cancer Research UK e dall’Istituto Nazionale per la Ricerca Sanitaria britannico, verranno reclutati circa 11mila pazienti – provenienti da 100 ospedali diversi – che di recente hanno subito cure per il trattamento di tumori allo stomaco, all’intestino, all’esofago, al seno e alla prostata. Per 12 anni verranno confrontate le reazioni di chi assume 300mg di aspirina al giorno (per 5 anni) con quelli di chi ne assume 100mg; è previsto anche un gruppo di controllo formato da pazienti che assumeranno un “placebo”. In generale, si vuole dimostrare che l’assunzione giornaliera di aspirina può fermare o ritardare il ripresentarsi del cancro in soggetti che hanno cominciato a curarsi sin dai primi stadi della malattia.

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Regno Unito: aspirina, farmaco del secolo?

Secondo Ruth Langley, una delle responsabili del progetto, diverse ricerche hanno mostrato che l’aspirina effettivamente potrebbe essere utile nell’impedire il riacutizzarsi della malattia, ma – sottolineando l’importanza di condurre uno studio approfondito – tali risultati sono ancora troppo “casuali”, al momento, per essere definiti come “certi”. D’altra parte, la Dottoressa Fiona Reddington, ha evidenziato un altro importante aspetto della ricerca: provare che l’aspirina è in grado di fermare o ritardare il ripresentarsi del cancro cambierebbe totalmente la vita dei malati, offrendo la possibilità di curarsi in modo semplice ed economico.

Uno studio dell’anno scorso, realizzato sempre dal Cancer Research Uk, ha stimato che l’assunzione di aspirina in chiave “prevenzione” potrebbe salvare la vita di più di 6500 persone all’anno nel Regno Unito, anche se si verificherebbero quasi 900 morti a causa di infarti e ulcere allo stomaco. Tuttavia, gli autori del rapporto hanno precisato che queste morti potrebbero essere imputate a fattori genetici, che imporrebbero un dosaggio di volta in volta “calibrato” per il soggetto, dunque, potrebbero essere notevolmente ridotte dopo ulteriori esami.

In realtà, sottolineano dal Centro di Ricerca, un altro studio realizzato negli Usa e pubblicato dalla rivista Annals of Oncology avrebbe mostrato che l’assunzione giornaliera di aspirina riduce sia il rischio di infarti sia quello di ictus. Inoltre, l’assunzione di un quarto circa di una normale compressa di aspirina (80mg), secondo un esperimento realizzato sempre negli Usa, potrebbe aumentare la fertilità delle donne, anche di quelle che hanno avuto un aborto spontaneo, oltre a proteggere la mamma dalla preeclampsia, se assunta a basso dosaggio giornaliero dopo lo scoccare del terzo trimestre di gravidanza. L’opinione di molti è che l’assunzione di aspirina sia il modo migliore di prevenire il cancro dopo smettere di fumare e ridurre il sovrappeso ma, finché non arriveranno studi completi sugli effetti della sostanza, meglio non rischiare e per qualsiasi domanda contattare il proprio medico, raccomandano dal Regno Unito.

L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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