Azzolini: la Cassazione annulla l’arresto e Renzi esulta

Pubblicato il 20 Novembre 2015 alle 10:43 Autore: Redazione
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Azzolini: la Corte di Cassazione ieri ha annullato la richiesta di arresto per Antonio Azzolini, il senatore Ncd è stato indagato dalla Procura di Trani per bancarotta fraudolenta, imponendo al Tribunale del riesame di Bari di pronunciarsi nuovamente sul caso.  A dare la notizia a Reuters è stato lo stesso Azzolini che nei mesi scorsi si era dimesso da Presidente della Commissione Bilancio del Senato in seguito alla formulazione delle accuse. Il caso giudiziario è scoppiato nel giugno scorso: vennero arrestate una decina di persone per la bancarotta della casa di cura “Divina Provvidenza” di Bisceglie. In tutto sono stati indagati 25 tra professionisti, ex amministratori e politici locali. Già a luglio il Senato rifiutò di autorizzare l’arresto di Azzolini.

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 Azzolini: la Cassazione annulla l’arresto e Renzi esulta

In quel caso furono fondamentali i voti del Pd. Su 302 voti, 189 contrari, 96 favorevoli, oltre a 17 astenuti. Mettendo insieme i voti a disposizione di Area Popolare (Ncd-Udc), Forza Italia, Gal, partiti che avevano anticipato l’intenzione di votare contro l’arresto Azzollini, si raggiunge quota 128, dunque, almeno 60 senatori del Pd, la metà del gruppo parlamentare democratico, ha votato contro la richiesta d’arresto. Luigi Zanda, il capogruppo dem al Senato, aveva invitato i suoi a votare secondo coscienza.

Anche se il Tribunale del Riesame di Bari dovrà pronunciarsi nuovamente sul caso, il premier Renzi non ha rinunciato a mostrare la sua soddisfazione: “allora dicevo: il Parlamento non è il passacarte della procura di Trani – si può leggere su enews – ci furono reazioni spigolose e qualcuno disse che noi difendevamo la casta. Ieri abbiamo scoperto che la Cassazione ha addirittura annullato quell’arresto”.

“Il tempo in cui in Italia bastava un avviso di garanzia per condannare qualcuno è finito – ha proseguito il Presidente del Consiglio – ci vuole più rispetto per la presunzione di innocenza. Il tutto accompagnato da una semplificazione e velocizzazione del processo, da una stretta sulla prescrizione e dalla certezza della pena: finché non ti condannano, sei innocente. Quando ti condannano, paghi sul serio. Solo così smetteremo di essere succubi del populismo”.

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