Economia Ucraina, debito in scadenza: Putin è pronto a citare Kiev in giudizio

Pubblicato il 10 Dicembre 2015 alle 14:08
Aggiornato il: 12 Dicembre 2015 alle 17:52
Autore: Emanuele Vena
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Economia Ucraina: Putin pronto a citare in giudizio Kiev

La pazienza ha un limite. Questo sembra il succo delle ultime mosse del presidente russo Vladimir Putin a proposito della situazione debitoria dell’Ucraina, con particolare riferimento al prestito da 3 miliardi di dollari fornito da Mosca a Kiev ed in scadenza entro fine 2015. Secondo le ultime informazioni che arrivano dal Cremlino, infatti, il presidente russo ha ordinato ai membri del governo di essere pronti a citare in giudizio l’Ucraina in caso di mancato pagamento delle cedole in scadenza.

Il casus belli che ha generato l’ultima puntata di una vicenda che va avanti da mesi è stata la decisione del Fondo Monetario Internazionale (FMI) di voler modificare alcune regole che sino ad ora vietavano all’Istituto di continuare a finanziare Paesi che non riescono a rimborsare i propri creditori. Una decisione “storica” per Natalia Yaresko – Ministro delle Finanze ucraino – mentre Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, ha parlato di “precedente pericoloso”.

Economia Ucraina: Putin fa sul serio

Ciò che è certo è che la mossa che ha mandato su tutte le furie Putin, che ha dato mandato al proprio Ministro delle Finanze, Anton Siluanov, di “portare in tribunale” Kiev.

Il prestito di 3 miliardi di Eurobond – con scadenza biennale – al centro della vicenda risale alla fine del 2013, cioè pochi mesi prima della fuga del presidente filo-russo Viktor Yanukovich. Nelle ultime settimane la Russia sembrava aver ammorbidito la propria posizione, aprendo ad una possibile rinegoziazione del debito ucraino, scaglionandolo in 3 rate annuali da 1 miliardo da pagare tra il 2016 ed il 2018, a patto di ottenere solide garanzie da Stati Uniti ed Unione Europea sulla restituzione.

Le proposte provenienti dal Cremlino sono state però rigettate da Kiev. Come spiegato dal premier ucraino Arsenij Yatseniuk, la Russia “non può ricevere termini di ristrutturazione diversi da quelli garantiti agli altri creditori”, aggiungendo che il suo Paese è pronto ad affrontare un’eventuale citazione in giudizio.

L'autore: Emanuele Vena

Lucano, classe ’84, laureato in Relazioni Internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna e specializzato in Politica Internazionale e Diplomazia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova. Appassionato di storia, politica e giornalismo, trascorre il tempo libero percuotendo amabilmente la sua batteria. Collabora con il Termometro Politico dal 2013. Durante il 2015 è stato anche redattore di politica estera presso IBTimes Italia. Su Twitter è @EmanueleVena
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