Per chi votano gli esperti della politica?

Pubblicato il 29 Dicembre 2015 alle 18:05 Autore: Alessandro De Luca
expert surveys

Noti per le analisi che fanno da contraltare alle istanze dei politici di professione durante i dibattiti, gli “esperti del mestiere” rappresentano il volto “scientifico” della politica italiana. Si tratta di intellettuali, che parlano sulla base di una assodata capacità di leggere tra le righe quanto accade nelle stanze governative, figure considerate indipendenti e di cui non si conoscono, spesso, le preferenze per uno specifico attore in campo.

Un’incognita, quella dell’orientamento di questi personaggi, che, come già accaduto nei confronti degli economisti, tenta di essere svelata da studi in materia, condotti dal professor Luigi Curini, docente di Scienza politica all’Università degli Studi di Milano.

Ricerca possibile grazie agli expert surveys

In un articolo comparso, ieri, sul blog lavoce.info, Curini tenta di rispondere al quesito, sulla scorta di quanto la letteratura e suoi precedenti studi sono stati in grado di produrre nel campo degli expert surveys. Questa tradizione, già molto considerata nel campo della scienza politica europea e non solo, si costruisce a partire da veri e propri questionari sottoposti ad influenti sociologi, accademici, scienziati della politica e giornalisti.

Molti potrebbero obiettare che misurare le opinioni di questi personaggi può essere problematico, perché ne potrebbe andare della loro obiettività. Per fugare ogni dubbio, quindi, Curini si richiama ad uno dei padri della sociologia e della scienza politica moderna, Max Weber, rimarcando la distinzione tra le opinione degli individui quali privati e l’obiettività con cui questi intellettuali analizzano la realtà politica.

expert surveys

Agli esperti, inizialmente, viene chiesto di definire la collocazione spaziale dei partiti in merito a determinate istanze, che spaziano da quella ideologica (il famoso asse sinistra-destra) sino a quella economica (la dicotomia intervento dello Stato-libero mercato). Quindi, definita la posizione del partito in relazione alla sua piattaforma, viene chiesto a questi intellettuali di definire la “sua” collocazione, indicando la sua prossimità ad una delle formazioni in campo.

Dai Ds al Pd: la continuità della collocazione degli “esperti”

Presentando la collocazione spaziale degli “esperti” per il 2013, Curini richiama anche gli esiti delle indagini da lui condotte per le tornate elettorali del 2001, 2006 e del 2008. I risultati dimostrano una perfetta continuità tra le quattro votazioni e le preferenze espresse dagli “esperti del mestiere”.

Nel 2001 e nel 2006, infatti, essi si sentono più vicini ai Democratici di Sinistra, mentre nel 2008 e nel 2013 si sono collocati in prossimità del Partito Democratico. Se, poi, c’è una nutrita schiera di esperti “centristi” nel 2006 e nel 2008, sono in pochi quelli che si sentono più vicini ai partiti di centro-destra.

Assodata una preponderante preferenza per la sinistra, dunque, Curini lancia una nuova domanda a cui rispondere in futuro: Cambierà qualcosa con lo spostamento verso il centro del Partito Democratico targato Matteo Renzi?

L'autore: Alessandro De Luca

Classe 1990. Laureato in Scienze politiche (indirizzo Scienze di governo e della Comunicazione Pubblica) alla Luiss Guido Carli di Roma. Giornalismo e politica, le mie passioni da sempre. Collabora con Termometro Politico da maggio 2014. Attualmente è membro di Giunta dell'Associazione Luca Coscioni.
    Tutti gli articoli di Alessandro De Luca →