Pubblicato il 14/06/2016

Bosnia: l’omaggio alle vittime serbe

autore: Guglielmo Sano
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Bosnia: l’omaggio alle vittime serbe

La Bosnia ed Herzegovina ha ben 3 presidenti – “a rotazione” esercitano la propria carica 8 mesi alla volta – che rappresentano i 3 «popoli costituenti», cioè i bosgnacchi, i serbi e i croati. Attualmente, il leader del paese si chiama Bakir Izetbegović ed è un bosgnacco. I circa 3 milioni di bosgnacchi che abitano la Bosnia ed Herzegovina sono in prevalenza musulmani sunniti. Questa introduzione è d’obbligo per dimostrare la portata del gesto del presidente Izetbegović che ieri ha reso omaggio ai 30 civili di etnia serba uccisi nel 1993 da paramilitari bosniaci a Kazani, piccolo centro situato sul monte Trebević, nei pressi della capitale Sarajevo.

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Bosnia: l’omaggio alle vittime serbe

Si stima che i paramilitari serbo-ortodossi della Republika Srpska (Esercito serbo-bosniaco), nel corso dell’assedio di Sarajevo, abbiano fatto 11mila vittime (causarono la morte anche di circa 900 persone di nazionalità serba). Durato per 4 anni, dal 5 febbraio 1992 al 29 febbraio 1996, l’assedio di Sarajevo – il più lungo della storia moderna – è solo uno dei “crimini contro l’umanità” condotti da forze armate serbe contro bosniaci e croati nel contesto della sanguinosa Guerra di Bosnia (oltre 100mila le vittime in totale).

Alla luce di questi dolorosi ricordi, ancora vividi, pur criticabile, rimane – pragmaticamente parlando – comprensibile il fatto che, ancora oggi, una larga fetta dell’opinione pubblica bosniaca covi un risentimento verso i “serbi”. A volte però il passato, anche in regioni così martoriate, riesce a passare. Poggiando una corona di fiori vicino al monumento che li commemora, “sento di avere un debito con loro” ha detto Izetbegović – tra l’altro figlio di Alija Izetbegović, presidente bosniaco e poi membro della presidenza ininterrottamente dal 1990 al 2000  – riferendosi ai morti di Kazani, uccisi dalla 10ma brigata di montagna guidata da Mušan “Caco” Topalović.

Quest’ultimo è tuttora considerato un’«eroe di guerra» – fu proprio il padre dell’attuale presidente a riconoscergli tutti gli onori – mentre è la prima volta che dei leader politici musulmani bosgnacchi – era presente anche il primo ministro Denis Zvizdic – omaggiano i morti di Kazani. Non sarà l’ultima.

Autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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