Chi ha ragione tra D’Alema e Repubblica

Pubblicato il 16 Giugno 2016 alle 10:35 Autore: Redazione
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Continua a tenere banco sui giornali la presunta dichiarazione pro Raggi di Massimo D’Alema, riportata da Repubblica, ma smentita dal diretto interessato. In un colloquio con La Stampa l’ex premier ha ribadito di non aver mai pronunciato la frase “Al ballottaggio voterò Raggi” e ha definito l’indiscrezione “pura spazzatura da parte di un house organ del partito del Nazareno”.

D’Alema è furioso: “Si tratta di una vera e propria montatura contro di me frutto del fatto che stanno cercando un capro espiatorio perché temono, domenica, risultati molto deludenti rispetto alle attese. E’ una palese manovra da parte di quello che è in realtà un house organ del Partito del Nazareno”.
“La vicenda – continua – dimostra e conferma il livello di degrado del giornalismo italiano. De Marchis, l’autore dell’articolo su “Repubblica”, non mi ha mai chiamato: ha telefonato a Massimo Bray, che gli ha detto in maniera inequivocabile che le frasi attribuitemi non erano vere. Scriverle lo stesso è stata dunque una menzogna che ha come mandanti chi mi vuole adoperare come caprio espiatorio”.

D’Alema, la ricostruzione di Repubblica

Dalle colonne di Repubblica Goffredo De Marchis, autore dell’articolo incriminato, non arretra, anzi, contrattacca confermando quanto riportato nel suo articolo. “L’ex premier parla di ‘ricostruzione falsa, frutto della fantasia del cronista e della volontà dei suoi mandanti. D’altronde non si precisa né dove, né quando, né con chi sarebbero state dette le frasi virgolettate. Le riunioni di cui si parla non si sono mai tenute’. Repubblica invece è in grado di confermare interamente il contenuto dell’articolo e di precisare nel dettaglio e in maniera più ampia come si sono svolti i fatti, che nella strategia dell’ex segretario dei Ds, servirebbero a provocare la caduta del governo Renzi. Abbiamo ricostruito tre diverse riunioni in cui sono state pronunciate quelle parole, testimoniate da diverse fonti. Una a Bari, una con i socialisti dissidenti e una, lunedì scorso, alla fondazione Italianieuropei. Aggiungendo anche nuovi particolari che mettono in luce l’attivismo pro 5Stelle dell’ex segretario Ds”.

De Marchis elenca punto per punto le tre riunioni durante le quali D’Alema avrebbe pronunciato l’endorsement alla Raggi

1) Ha spiegato di aver scelto di dare vita a comitati per il No occupando un proprio spazio autonomo e di sinistra all’interno del fronte trasversale che si oppone alla legge costituzionale voluta da Renzi e sulla quale gli italiani si esprimeranno nel referendum di ottobre. Questo suo progetto si è manifestato la prima volta in una riunione riservata tenutasi a Bari con i suoi fedelissimi. Intenzione nuovamente confermata tre giorni fa alla Fondazione.

2) A Bari D’Alema ha organizzato, nelle ultime settimane, un incontro con i fedelissimi che in Puglia sono ancora numerosi. L’obiettivo era preparare il terreno per dare battaglia sul referendum perché, come ha detto, «dobbiamo organizzarci sul territorio, così come faceva il Pci negli anni ‘50». Durante quell’appuntamento D’Alema ha più volte ripetuto che bisogna «far cadere Renzi a qualunque costo perché la riforma è un pasticcio, è un presidenzialismo mascherato e senza alcun contrappeso ».

3) Le stesse parole le ha usate anche lunedì scorso a Roma nel suo ufficio di Piazza Farnese, rincarando la dose e sottolineando «il dilettantismo con cui Renzi ha immaginato la regola del limite dei due mandati a Palazzo Chigi. Confonde premierato e sistema presidenziale». Che la macchina dalemiana si sia già messa in moto lo conferma anche un’intesa con gli esponenti di Area socialista, la componente del Psi che fa capo a Bobo Craxi, per preparare il comitato per il No.

De Marchis infine parla di un ultimo incontro, questa volta nella sede di Italianieuropei. In quell’occasione D’Alema avrebbe incontrato il senatore di Quagliariello al quale avrebbe confermato il fatto di voler votare Raggi al ballottaggio.

L'autore: Redazione

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