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Un pò di bufale sulla Brexit smentite

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Un pò di bufale sulla Brexit smentite

Qualche giorno fa il comico John Oliver ha dedicato una puntata del suo show Last week tonight alle “bufale” della campagna a favore della Brexit.

1) Il Regno Unito invia 350 milioni di sterline all’Ue ogni settimana

In realtà, sono circa 190 milioni a settimana, cifra che in parte viene restituita. La precisazione è d’obbligo visto che la campagna pro Leave ha puntato forte su questo argomento: Boris Johnson ha attraversato la Gran Bretagna su un autobus che aveva lo “slogan” stampato a caratteri cubitali sulle fiancata

2) Regolamentazione Ue pesante

Forse è anche vero, in molti casi lo è di certo. Tuttavia, la campagna pro Leave ha ingigantito il problema. Oliver chiama in causa a tal proposito il documentario intitolato “Brexit – The Movie” in cui si afferma che ci sarebbero addirittura 109 diverse norme europee con oggetto l’interno dei cuscini. D’altra parte, gli autori di Last Week Tonight si sono accorti di un piccolo particolare. Molte delle leggi Ue citate non si occupano di regolamentare l’oggetto sul quale generalmente si poggia la testa quando si va a letto, come vorrebbe fare intendere il docufilm. In realtà, contengono solo la parola “cuscino”, niente più.

Un pò di bufale sulla Brexit smentite

3) «La gente ne ha abbastanza degli esperti»

Molte organizzazioni, centri studi, osservatori socio-economici, fondazioni, istituti etc. hanno prodotto degli studi sulle conseguenze negative che una Brexit potrebbe avere sull’economia e, in particolare, sul Pil britannico. Ci sono anche molti studi in senso contrario, tuttavia, è un fatto che la campagna pro Leave sia stata volutamente giocata sull’ideologia e spesso ha mancato di entrare nel merito della questione.

4) Brexit uguale meno “immigrati” e “rischio si attentati”

Sì, il Regno Unito potrebbe “chiudere” i propri confini ma solo “staccandosi” definitivamente dall’Europa. Se Londra intende restare nel mercato Ue, però, deve anche mantenere la libera circolazione, se non altro perché intrattenere un rapporto con i paesi membri significa anche rispettarne le leggi.

ultima modifica: sabato, 25 Giugno 2016