Quanto conoscono il Corano i Foreign Fighters?

Pubblicato il 27 Luglio 2016 alle 14:07 Autore: Guglielmo Sano
foreign fighters, attentato francia, isis

Quanto conoscono il Corano i Foreign Fighters?

Si chiamava Adel Kermiche uno dei due terroristi che ieri ha fatto irruzione in una chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, un paesino nei pressi di Rouen, nord della Francia. Kermiche, di appena 19 anni, aveva tentato di unirsi all’Isis già due volte lo scorso anno, venendo arrestato prima di fare ingresso in Siria. Una ricerca del think tank statunitense New America Fondation, affidata a Nate Rosenblatt, esperto indipendente di Medioriente e Maghreb,  tenta di spiegare perché in molti optano per la stessa scelta del giovane terrorista francese. Il rapporto si intitola All Jihad is Local e si basa su oltre 3500 moduli compilati da reclute dello Stato islamico al confine con la Turchia tra il 2013 e il 2014. Sono state rubate da un disertore e portate lontano dal Califfato nel 2016.

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Quanto conoscono il Corano i Foreign Fighters?

La mappa (sopra) e la tabella (sotto) realizzate da Rosenblatt mostrano la percentuale di aderenti all’Isis “provincia per provincia”. In base ai dati in suo possesso lo studioso ha tentato un’ipotesi: la scelta di partecipare al Jihad, soprattutto dei più giovani, fa perno più sulla “materialità” della situazione politica locale che sulla “religione”. Dall’indagine è emerso, infatti, come sia in termini di combattenti sul totale degli appartenenti della comunità musulmana sia in quelli di combattenti sul totale della popolazione a spiccare siano due regioni non solo tradizionalmente povere ma anche avverse all’autorità del potere “centrale”. Nello specifico si tratta della provincia di Derna in Libia, dove già sul finire degli anni 90 il radicalismo islamico diede filo da torcere a Gheddafi, e di quella cinese delle Xinjang, dove l’etnia al potere, quella Han, da sempre osteggia la maggioranza musulmana di etnia Uygur.

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Stando al rapporto di Rosenblatt la maggior parte dei foreign fighter ha un’istruzione di base, fa un lavoro “pratico” (blue collar) e ha visto ben poco oltre al proprio paese.

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Ma il dato che colpisce di più, seguendo la linea tracciata dal rapporto, è sicuramente quello sulla confidenza dei foreign fighters con i testi sacri dell’Islam. Solo il 5% afferma di conoscere la propria religione in maniera approfondita.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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