pubblicato venerdì, 4 Novembre 2016

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Elezioni Usa: solo un giornale sta con Donald Trump

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Elezioni Usa: solo un giornale sta con Donald Trump

Nella grafica del The Economist, realizzata in base ai dati raccolti dal data journalist Noah Veltman, la storia degli endorsement della stampa americana a partire dal 1988, quando il democratico Micheal Dukakis sfidò Bush padre, fino all’odierno confronto tra Donald Trump e Hillary Clinton. Come è facile intuire, guardando l’immagine sottostante, i giornali statunitensi hanno largamente boicottato il magnate newyorkese. Anche quelli che alle ultime 9 presidenziali non hanno mai mancato di appoggiare i candidati repubblicani – Columbus Dispatch, Arizona Republic, Richmond Times-Dispatch – si sono ufficialmente schierati con la Clinton. Solo un giornale, il Las Vegas Review-Journal, si è pronunciato a favore della nomination GOP.

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Elezioni Usa: solo un giornale sta con Donald Trump

Il dato che emerge dall’analisi di Veltman è ancora più significativo se si tiene conto che gli endorsement della stampa americana, di consueto, tendono a privilegiare il candidato del partito opposto a quello del Presidente in carica. Per esempio, nel 2008, Obama incassò il 71% degli endorsement a disposizione, quattro anni dopo, da inquilino della Casa Bianca, solo il 56% dei giornali statunitensi si dichiarò al suo fianco.

Adesso, la situazione alla vigilia del voto è quantomeno insolita: si diceva, solo un giornale ha pubblicato il proprio endorsement per il candidato del partito che non è “al potere”, tutti gli altri hanno scelto “in massa” la Clinton, anche se ciò determinerebbe altri 4 anni di amministrazione democratica, tre mandati consecutivi. Ci sono delle eccezioni, però. USA Today, che non si schiera da decenni, ha pubblicato un “anti-endorsement”, come per dire votate chiunque ma “not Trump”. Sulla stessa linea, più o meno, si è espresso anche il Washington Post. Ben 13 giornali, invece, si sono tirati fuori dalla mischia mentre altri 3 hanno optato, addirittura, per il candidato libertariano Gary Johnson, tanto per dire quanto i maggiori candidati alla Casa Bianca abbiano entusiasmato gli americani.

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