Pubblicato il 04/12/2016 Ultimo aggiornamento: 21 Dicembre 2018 alle 14:06

Diretta referendum costituzionale: ha vinto il No, Renzi si dimette

autore: Redazione
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La diretta sul referendum costituzionale di Termometro Politico

Il gran giorno è arrivato. Oggi 46 milioni di italiani saranno chiamati alle urne per approvare o respingere la riforma costituzionale approvata in doppia lettura dal governo Renzi. Non c’è un quorum per questo referendum: chi prende anche un voto più dell’altro schieramento, vince. I seggi rimarranno aperti dalle 7 alle 23. Il Ministero dell’Interno alle 12 e alle 19 fornirà i dati sull’affluenza alle urne. Negli ultimi due referendum costituzionali – 2001 e 2005 – votarono rispettivamente il 34,1 e il 52,5% degli elettori. Qui sotto trovate tutti gli aggiornamenti, in tempo reale.

01.50 Il No ha trionfato, Matteo Renzi ha comunicato di essere pronto a fare un passo indietro. All’orizzonte non sembrano esserci delle elezioni politiche, almeno non nell’immediato. Lo stesso fronte dei contrari alla riforma costituzionale è spaccato tra chi vorrebbe andare subito al voto (m5s e Lega) e chi, invece, chiede al Pd di prendersi nuovamente la responsabilità di governare il paese (centrodestra). Detto ciò, si aspetta ancora il pronunciamento della Corte Costituzionale sull’Italicum. La situazione si evolverà in fretta, già a partire da domani – quando il premier dovrebbe salire al Colle per rimettere l’incarico al Presidente della Repubblica – sapremo di più. Nell’augurarvi la buon notte, ringraziandovi per l’attenzione dedicata alla nostra diretta, vi ricordiamo che circolano i nomi di Pietro Grasso e Pier Carlo Padoan per l’incarico di prossimo Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana. 

01.30 Dati reali, difficilmente, lo spoglio dei voti cambierà direzione

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01.20 Il dato sull’affluenza, ormai, definitivo

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01.00 Articolo apparso su Termometro Politico giorno 17 novembre

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01.00 La delegazione M5S alla Camera Di Battista, Giulia Grillo, Di Maio, Toninelli, Crimi: “Momento storico per questo Paese. Vittoria collettiva contro poteri forti. Bisogna andare alle elezioni subito con legge elettorale vigente. Nessuno pensi di vivacchiare fino al raggiungimento del vitalizio”

00.55 Il commento di Beppe Grillo

00.41 Dati del Viminale quasi al 50%

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00.40 Matteo Salvini: “Noi siamo pronti. Siamo alternativa seria e credibile”

00.38 Non c’è molto altro da aggiungere

00.35 Il Sì ha vinto solo in Trentino Alto Adige

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00.30 La mappa del voto (ancora in corso di completamento)

 

00.20 Gli exit poll vanno a braccetto con i dati reali

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00.10 Terza proiezione Termometro Politico: Sì 40%, No 60%

00.08 Tweet di Matteo Renzi

00.06 Dati sull’affluenza ore 23 quasi definitivi

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00.05 Quinto exit poll Ipr/Piepoli per Rai ponderato con primi dati spoglio: Sì al 40,9% e No al 59,1%

00.00 Proiezione EMG La7: Si 40,5%, No 59,5%

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23.56 Seconda proiezione Termometro Politico: No 69%, Sì 31%

23.52 RenatoBrunetta a La7: “PD governi, ha la maggioranza, può essere Padoan o Grasso, e si faccia una nuova legge elettorale”. Il capogruppo di Forza Italia alla Camera si pronuncia contrario a nuove elezioni

23.50 “Eravamo nel giusto. Oggi si è scritta una bellissima pagina di partecipazione democratica. L’Italia ha dimostrato ancora una volta di essere un grande Paese. Nel campo del No c’è stato un pezzo irrinunciabile del centrosinistra. Noi lo abbiamo rappresentato dentro il Pd. Il risultato che si preannuncia dimostra che eravamo nel giusto a difendere le convinzioni nostre e di molti militanti e cittadini del centrosinistra”. Lo afferma Roberto Speranza, che guida l’area di minoranza Pd Sinistra riformista.

23.48 “Martedi alle 11 abbiamo convocato i gruppi parlamentari di Area popolare di Camera e Senato, mentre mercoledì abbiamo convocato la direzione nazionale di Ncd per valutare l’esito del voto. Abbiamo sempre detto che dopo il referendum sarebbe stata necessaria una verifica”. Così il capogruppo di Area popolare, Maurizio Lupi commenta i dati nella sede del partito.

23.45 Ignazio Marino su Twitter

23.44 Proiezioni EMG La7: No al 59,2% Si al 40,8%

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23.40 Prima proiezione Termometro Politico: No 59% Si 41%

23.35 Exit poll Tecné per Mediaset, Si 40-44%, No 56-60%

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23.30 Exit poll ponderato IPR/PIEPOLI per Porta a Porta, copertura campione 10%: sì dal 40 al 44%, no dal 56 al 60%

23.25 Dati sull’affluenza ore 23 in continuo aggiornamento

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23.19 Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera: “sconfitta dei poteri forti e delle burocrazie della confindustria che hanno fatto una scelta sulla pelle degli italiani”

23.17 Le parole di Lorenzo Guerini, vicesegretario e portavoce del Pd: “Attendere dati reali. Presidente del Consiglio parlerà tra un’ora. Noi come Pd convocheremo gli organi del partito nel giro di pochi giorni per valutazione dell’esito referendario”

23.14 Il primo leader a parlare è Matteo Salvini della Lega Nord: “sfidiamo la scaramanzia, sarà vittoria di popolo contro i poteri forti. Sono stati sconfitti i gufi sull’affluenza. Se fossero confermati i dati sarebbe una grande vittoria dei cittadini italiani e Renzi dovrebbe dimettersi nei prossimi minuti per tornare a votare subito. Sarebbe una sconfitta di Renzi e di tutti i suoi tirapiedi”

23.13 +++ EXIT POLL+++ Tecné Mediaset Sì al 41-45%, No al 55-59%

23.12 Primi dati sull’affluenza ore 23

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23.10 VOTO ESTERO: HANNO VOTATO 1 MILIONE 251 MILA PERSONE (31,33%)

23.05 +++EXIT POLL +++ IPR Rai1 (copertura 80%) vantaggio NO 58-54. SI 46-42

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23.00 +++ EXIT POLL +++ EMG LA7 (COPERTURA 80%). VANTAGGIO NO 55/59. SI 41/45

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22.35 “Secondo me può finire così. Sì 56, No 44. Conta solo estero ora”. Lo scrive su Twitter l’esponente Pd, Stefano Pedica.

22.25 “Di fronte alla pessima figura di oggi pomeriggio nell’organizzazione dei seggi per il voto agli italiani all’estero presso Castelnuovo di Porto, è evidente che non sono sufficienti le argomentazioni burocratiche della Corte d’Appello, che dovrà spiegare pure i cartellini ‘comitato per il sì’ per tutti i rappresentanti. Nelle prossime ore sarà nostra cura presentare in Parlamento interrogazioni perché vogliamo andare fino in fondo in questa vicenda kafkiana”. Lo affermano i capigruppo di Sinistra italiana Arturo Scotto e Loredana de Petris.

21.25 Secondo fonti di Palazzo Chigi il presidente del Consiglio Matteo Renzi parlerà intorno alla mezzanotte nella sala dei Galeoni di Palazzo Chigi.

21.15 Affluenza più bassa in provincia di Crotone (39,25%), seguono 3 province siciliane Agrigento, Caltanissetta ed Enna (rispettivamente 40,22%, 40,57% e 41,62%)

20.55 La più alta affluenza ore 19 in provincia di Vicenza (67,86%) seguono Bergamo (67,71%), Firenze (67,45%), Forlì-Cesena (67,23%) e Bologna (67,02%)

20.30 Calabria “maglia nera” per affluenza, in provincia di Crotone sotto il 40%

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20.20 Emilia Romagna e Veneto le regioni con l’affluenza alle urne più alta, sotto la mappa con i dati aggiornati alle ore 19


20.00 Dati definitivi sull’affluenza ore 19

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19.45 Dati sull’affluenza ore 19 quasi completi

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19.10 Arrivano i primi dati sull’affluenza alle ore 19

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18.30 Aspettando il dato sull’affluenza delle 19, ricordiamo per chi fosse interessato l’orario di inizio delle principali trasmissioni televisive sul referendum. Lo Speciale del TgLa7 con Enrico Mentana apre le danze alle 22.20. Bruno Vespa su Rai Uno partirà alle 22.50, lo speciale di SkyTg24, invece, inizierà 20 minuti prima di Porta a Porta

18.10 In Provincia di Firenze, da soli i comuni di Firenze e Pontassieve (dove Renzi ha la residenza) superano il 26%.

Qui sotto la mappa dell’affluenza (dato ore ore 12)

 

17.45 parla Anna Falcone, Vicepresidente del Comitato del No sul caso delle #matitecancellabili :

“Ho parlato col Ministero dell’Interno. Le matite dovrebbero essere fatte in maniera che sulla scheda, a meno che il tratto sia leggerissimo, nel caso si tenti una cancellazione risulterebbe un solco e delle macchie di vari colori. È possibile ovviamente che alcune matite siano imperfette (le matite vengono acquistate con una gara e ovviamente non le provano tutte). Pur tuttavia ammettendo che in alcuni seggi le matite non siano perfettamente indelebili la presenza dei rappresentanti degli scrutatori e di Presidenti responsabili dovrebbe garantire che nessuno si metta a manomettere le schede. Sarebbe utile vigilare senza accrescere il caos. La possibilità remota che la matita non sia perfettamente indelebile non è una prova automatica di Broglio. Peraltro eccessivamente macchinoso nel caso. Pregherei tutti di mantenere la calma e limitarsi a vigilare responsabilmente. Facendo mettere a verbale eventuali anomalie”.

15.49 Leggiamo alcuni dati sull’affluenza. In media, si rileva un incremento della partecipazione al Nord. La “maglia nera” per l’affluenza è Agrigento, con una partecipazione al 10,7%. Per le regioni, miglior risultato per l’Emilia (quasi 26% di partecipazione) con Bologna e Ferrara che spingono oltre il 27%. Male la Calabria: appena 13,02%. La provincia che più si avvicina al risultato nazionale è quello di Latina (Lazio): alle 12 l’affluenza si assesetava al 20,12% (a fronte del dato nazionale al 20,14%)

13.36 Il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, al seggio elettorale

13.34 Alle 12, affluenza molto più alta a Roma dove rispetto alle europee del 2014 hanno votato il 6% in più. Alle 15 è in programma il derby della Capitale

13.24 Rispetto alle 12 delle europee 2014, il maggiora balzo nell’affluenza si è registrato in Valle d’Aosta (+8%), Trentino Alto Adige (+7%), Friuli Venezia Giulia (+6%), Lazio (+5%) e Sardegna (+7%)

13.20 Il Sindaco di Firenze, Dario Nardella, al seggio

13.17 Ha votato anche la Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia , Debora Serracchiani

13.13 La Regione in cui si è votato di più alle 12 è l’Emilia Romagna (25,96%) e quella in cui si è votato di meno è la Calabria (13,02%).

12.59 Un’infografica sull’affluenza comune per comune delle europee 2014. In quell’occasione alle 12 l’affluenza si era attestata al 16,67%, parecchio più bassa di quella attuale. I periodi dell’anno però sono diversi e oggi i cittadini potrebbero aver scelto di andare a votare la mattina invece che la sera per le condizioni metereologiche.

12.51 Affluenza definitiva alle ore 12 sopra il 20%. Il doppio del 2006 (anche se in quell’occasione si votava in 2 giorni) e quasi il triplo del 2001.

referendum affl

12.20 Su più di metà dei seggi, secondo i dati del Ministero dell’Interno, l’affluenza si avvicina al 20% alle ore 12

affluenza referendum ore 12

12.04 Il tweet di Matteo Salvini nel suo seggio di via Ruffini a Milano.

11.59 Il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al seggio. Uno dei volti più importanti della minoranza dem aveva annunciato il suo “No” definendo la riforma costituzionale “pessima e invotabile”.

11.56 Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha votato insieme alla moglie Agnese nel suo seggio della scuola De Amicis di Pontassieve. Simpatico siparietto con gli scrutatori in quanto il premier si è presentato al seggio non munito di documento di identità.

11.46 I principali leader politici ad aver votato sono: Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini

11.03 Tra i primi a votare anche il Presidente del Senato, Pietro Grasso

11.00 Alessandro Di Battista al seggio elettorale

10.58 Nonostante il silenzio elettorale, circolano sul web molti appelli finali al voto

10.56 Il Ministero dell’Interno fornirà i dati sull’affluenza alle 12, alle 19 e ovviamente alle 23.

10.53 Buongiorno a tutti. I seggi sono aperti dalle ore 7 e chiuderanno alle 23. Sono chiamati alle urne 46.714.950 elettori, di cui 22.465.280 maschi e 24.249.670 femmine. A questi vanno aggiunti i 3.995.042 elettori aventi diritto al voto per corrispondenza all’estero, di cui 2.077.455 maschi e 1.917.587 femmine. Le schede dei votanti all’estero sono state trasportate nella giornata di ieri a Castelnuovo del Porto (sulla Flaminia) e saranno spogliate insieme a tutte le altre. Secondo Repubblica l’affluenza all’estero sarebbe stato del 40% (1.600.000 voti), molto più alta rispetto alle ultime consultazioni.

Diretta Referendum Costituzionale: quando si vota

Inizialmente previsto per la fase iniziale dell’autunno, il referendum ha subito diversi slittamenti. La data definitiva ed ufficiale è il 4 dicembre, come annunciato dal premier Matteo Renzi durante il Consiglio dei Ministri del 26 settembre.

Diretta Referendum Costituzionale: come funziona

La legge di revisione costituzionale richiede un procedimento definito aggravato, in virtù della rigidità della nostra Costituzione. Secondo quanto previsto dall’art. 138 della Carta, tale legge richiede una doppia approvazione da parte di entrambi i rami del Parlamento. Inoltre, in seconda lettura è richiesta la maggioranza assoluta, cioè il 50%+1 degli aventi diritto.

Ma non solo. Se la legge non risulta approvata a maggioranza qualificata – cioè i 2/3 degli aventi diritto – c’è la possibilità di sottoporla entro 3 mesi dal voto della pubblicazione (come avvenuto in questo caso) a referendum. A richiederlo deve essere almeno 1/5 dei componenti di una Camera, 5 Consigli Regionali oppure 500 mila elettori. Scaduti i 3 mesi, la legge entra ufficialmente in vigore.

Il referendum del 4 dicembre si sarebbe tenuto lo stesso su richiesta di deputati e senatori. I due Comitati del “Sì” e del “No” hanno comunque preferito raccogliere le 500mila firme necessarie così da incassare 500mila euro (uno per ogni firma) per finanziare la campagna referendaria. Il fronte del “Sì” ha presentato alla Cassazione tra le 560 e le 580 mila firme, mentre il “No” non è riuscito a raggiungere la soglia necessaria raccogliendone circa 300mila.

A differenza di un referendum abrogativo – che, come dice la parola stessa, è teso ad abrogare (cioè annullare una legge) – quello costituzionale è detto anche confermativo. In sostanza, chi vuole annullare una legge (già in vigore nel caso di referendum abrogativo, pronta a diventare tale invece in quello confermativo) deve votare “sì” al referendum abrogativo e “no” al referendum confermativo e viceversa. Ma c’è un ulteriore grande differenza. A differenza del referendum abrogativo, quello confermativo non richiede alcun quorum: per avallare – o viceversa stoppare – l’entrata in vigore della riforma basterà quindi la maggioranza relativa, ovvero il 50%+1 dei votanti, indipendentemente da quanti essi siano.

Diretta Referendum Costituzionale: la riforma

La Riforma Renzi-Boschi si prefigge, tra le altre cose, l’obiettivo di superare il bicameralismo paritario e perfetto – diversificando compiti, funzioni e modalità di elezione di Camera e Senato – ridurre il numero dei parlamentari e i costi delle istituzioni, abolire il CNEL e modificare il Titolo V della Parte II della Costituzione. Per ulteriori dettagli, consulta il testo completo della riforma e le slides di sintesi pubblicate dal governo.

Diretta Referendum Costituzionale: il quesito

La Corte di Cassazione, nell’ammettere le 4 richieste di referendum costituzionale presentate, ha dichiarato legittimo il seguente quesito:

Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione’, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n.88 del 15 aprile 2016?

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Diretta Referendum Costituzionale: i sondaggi

Tutti (o quasi) i principali istituti demoscopici stanno monitorando la situazione mediante sondaggi elettorali sulle intenzioni di voto degli italiani. Ecco quale è la situazione attuale, che tiene conto solamente dell’ultimo sondaggio pubblicato da ogni singolo istituto demoscopico. I dati degli istituti con indicati con un (*) sono stati ripercentualizzati, escludendo gli indecisi.

Inoltre, ogni istituto ha utilizzato un campione diverso. Ad esempio:

– Ipsos ed Euromedia comprendono solo coloro che andranno alle urne e sanno già cosa votare

– Demopolis comprende solo gli elettori “propensi a recarsi alle urne” ma i risultati sono ripercentualizzati escludendo chi “andrebbe a votare ma non sa ancora cosa”

– Ixè comprende solo chi “intende andare a votare”

– Demos comprende solo chi “sicuramente andrà a votare”

– Emg esclude solo chi non andrà sicuramente alle urne

– Winpoll esclude chi non andrà a votare ma comprende i “non so se andrò”

– Piepoli esclude chi “non sa cosa votare”

– Index esclude indecisi e chi non andrà a votare

– Eumetra esclude indecisi ed astenuti

Specificato ciò, possiamo notare come al momento tutti gli istituti diano in vantaggio il fronte del “no”.

Diretta Referendum Costituzionale: se vince il Sì

Con la vittoria del sì, l’impianto della riforma verrebbe confermato ed entrerebbe in vigore nella sua interezza. Tra le altre cose, il Senato diventerebbe sede di rappresentanza delle istituzioni regionali e vedrebbe il numero dei suoi membri (che non saranno più eletti direttamente dai cittadini) scendere da 315 a 100.

La Camera dei Deputati rimarrebbe quindi l’unico organo di controllo ed indirizzo politico del governo nonché insignito del potere di concedere o meno la fiducia all’esecutivo.

Inoltre, verrebbero redistribuiti i poteri legislativi tra Stato e Regioni a favore del primo. Per questo, vengono completamente abolite le materie concorrenti e lo Stato riacquista la potestà legislativa su molti temi come la sicurezza sul lavoro o la tutela dei beni culturali. Inoltre viene introdotta la cosiddetta “clausola di supremazia” à la tedesca per cui lo Stato centrale potrà intervenire anche sulle materie esclusive delle Regioni se lo richiede “la tutela dell’interesse nazionale”.

Cambierebbero inoltre i quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica – 2/3 dei componenti nei primi 3 scrutini, 3/5 dal quarto al sesto, 3/5 dei votanti dal settimo – e le modalità di nomina dei giudici della Consulta di pertinenza del Parlamento (che non avverrà più in seduta comune, ma con 2 per il Senato e 3 per la Camera).

Oltre alla soppressione del CNEL e all’eliminazione definitiva dalla Carta dell’istituto delle Province, subentrerebbero variazioni anche per i referendum, con la modifica del meccanismo quorum/firme per quello abrogativo – per le consultazioni indette con la raccolta di almeno 800 mila firme basterà un quorum pari alla metà dell’affluenza alle precedenti elezioni politiche – e l’introduzione del referendum propositivo e di indirizzo.

Dal punto di vista politico, invece, Renzi avrebbe la possibilità di sfruttare la vittoria rassegnando le dimissioni al Capo dello Stato chiedendogli di sciogliere le Camere.

Diretta Referendum Costituzionale: se vince il No

Al di là delle possibili conseguenze sul piano squisitamente politico legate alla tenuta del governo Renzi, la vittoria del “no” “stopperebbe” definitivamente l’entrata in vigore della legge. L’impianto costituzionale resterebbe invariato, e con esso quindi – tra le altre cose – la struttura del Senato, del CNEL e le modalità di elezione del Presidente della Repubblica e dei giudici della Consulta, oltre che il complesso del meccanismo referendario.

Quali invece gli effetti sulla legge elettorale? In caso di vittoria del “no”, il Senato resterebbe elettivo ma senza Italicum, la legge elettorale voluta dal governo Renzi che si applica alla sola Camera dei Deputati.

Dal punto di vista politico, il Presidente del Consiglio quasi certamente si dimetterà e Mattarella potrebbe incaricare un esecutivo tecnico guidato da Pier Carlo Padoan o Piero Grasso per approvare rapidamente una nuova legge elettorale e andare al voto in primavera.

Diretta Referendum Costituzionale: comitati e schieramenti

L’Agcom ha pubblicato un documento in cui vengono elencati tutti i “soggetti politici” e i Comitati di entrambi i fronti. Sono in tutto 9 per il “Sì” e ben 22 per il “No”, a dimostrazione di una maggior frammentazione e composizione eterogenea dei contrari alla riforma costituzionale.

Si chiama Basta un sì il comitato ufficiale a sostegno della riforma, corredato da un manifesto sottoscritto da oltre 200 docenti universitari. Dal punto di vista parlamentare, entrambi i fronti sono piuttosto variegati: per il “Sì” sono il PD, ALA, UDC, NCD e IDV. A favore di un “pacato sì” è anche l’appello firmato da più di 300 tra studiosi, docenti, scrittori e registi.

Diversi anche i gruppi contrari alla riforma. Oltre al Comitato per il no – presieduto dai costituzionalisti Alessandro Pace e Gustavo Zagrebelsky – tra i principali vi è anche il Comitato promosso dai principali partiti di centrodestra (Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia) schierati in Parlamento all’opposizione del governo Renzi. I gruppi parlamentari che si oppongono alla riforma sono M5S, Lega, FI, SI e la minoranza dem.

Ad essi si aggiunge Io voto NO, la posizione ufficiale di Possibile – la nuova formazione dell’ex PD Pippo Civati – con tanto di proposte alternative su riforma del Senato e legge elettorale.

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Autore: Redazione

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