pubblicato: giovedì, 25 Mag, 2017

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Il ritorno dell’inflazione, +2% in Italia, e altrove? – Infografiche

INFLAZIONE, mappa d'Europa

Il ritorno dell’inflazione, +2% in Italia, e altrove? – Infografiche

La deflazione era il cruccio di molti. Sintomo e allo stesso tempo causa di una economia che non cresceva, come mai si era verificato in Europa. Complice il calo del prezzo dell’energia più volte abbiamo trovato variazioni negative dei prezzi.

Ora da qualche mese pare tutto cambiato. Il prezzo del petrolio in aumento è stato l’innesco principale, ma in generale tutti i prezzi hanno ripreso a salire. Come del resto si aspettavano Draghi e la BCE. E molti speravano. Non alcune associazioni di consumatori che hanno prontamente lanciato l’allarme sul potere d’acquisto; e sul fatto che non si tratta di una inflazione sintomo di ripresa della domanda, ma dipende da fattori esterni.

L’Italia, che era stata tra i Paesi più colpiti dalla deflazione, è invece in prima linea in questa nuova fiammata di inflazione.

Anche se come vediamo nell’infografica l’oscar appartiene ai Paesi Baltici, dove si va dal 3,3% al 3,6%. Seguono poi Belgio e Regno Unito con un +2,7%, la Spagna con +2,6%. L’Italia ha la stessa inflazione della Germania. Per decenni era stata tradizionalmente superiore. E’ invece più bassa in Francia, +1,4% e nell’Est Europa.

Ma questi sono i dati di aprile, è possibile fare scorrere il tempo nella nostra infografica; e così vedere cosa è cambiato da inizio 2015, il lungo periodo in cui noi e altri Paesi abbiamo oscillato intorno allo zero. Almeno fino a dicembre 2016.

Inflazione, per quali beni è più alta e per quali meno – infografiche

L’altra nostra infografica permette di osservare per quali beni ad aprile l’inflazione è stata più alta in Europa

Sono i prezzi del cibo, delle spese per la casa, dei trasporti quelli che stanno crescendo di più. In Italia ma non solo.

+5,6% i trasporti, trascinati dal petrolio. +3% affitti, acqua ed elettricità, +2,1% il cibo. Invece vige ancora una stagnazione dei prezzi nella sanità e nelle comunicazione, con aumenti inferiori all’1%.

Calano del 1,6% invece i prezzi nelle comunicazioni.

Sono tutti beni, questi, che dipendono certamente meno degli altri dai prezzi dell’energia.

Ancora una volta, come da 50 anni a questa parte, è il prezzo del petrolio che regola le nostre vite.

 

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