Pubblicato il 09/06/2017

Legge elettorale 2017: voto nuova e gaffe tabellone, dietro le quinte

autore: Ilario Panico
legge elettorale 2017, camera

Legge elettorale 2017: voto nuova e gaffe tabellone, dietro le quinte

Questione calda la legge elettorale 2017, il voto della nuova in parlamento non si è fatto mancare niente. Nel corso di una sessione a scrutinio segreto a Montecitorio è andato in scena un disguido che potrebbe risultare determinante. Il tabellone invece di restare spento ha mostrato le preferenze dei deputati. Scontro tra Pd e Movimento 5 stelle che si accusano nuovamente a vicenda dopo un periodo di calma apparente. L’unico dato certo è che la maggioranza favorevole all’approvazione ha saltato il voto e ora l’accordo non è più certo.

Legge elettorale 2017, volto di Renzi e Grillo

Legge elettorale 2017: voto e gaffe tabellone

L’emendamento al voto era secondario, infatti interessava il Trentino Alto Adige che essendo una regione a statuto speciale gode di regole differenti. Calcolando le preferenze si evince che comunque non sarebbe passato con i numeri ufficiali delle prime quattro forze politiche. Il capogruppo grillino Riccardo Fraccaro aveva confermato il parere positivo dei suoi deputati rispetto all’emendamento. Nei fatti si è visto che poi i grillini hanno votato per bloccarlo. Il tabellone che ha mostrato la votazione palese ha fatto il resto. In queste ore si sta consumando un nuovo strappo tra Pd e M5S .

Legge elettorale 2017: sulla nuova è lotta nel M5S

Le correnti interne al Movimento 5 Stelle non sono favorevoli all’accordo col Pd. Inoltre avevano comunicato che nel corso delle votazioni in aula avrebbero agito per oltrepassare la segretezza. Scopo principale costringere i propri parlamentari a bloccare l’emendamento attraverso il voto palese. Resta da dire che comunque la votazione non sarebbe passata, troppo pochi i numeri dei pentastellati.

legge elettorale 2017, rosatellum

Legge elettorale 2017: cambio preferenze, dietro le quinte

Emerge un dietro le quinte molto particolare. Infatti i parlamentari con questo sistema elettronico dei badge possono cambiare preferenza fino al termine della votazione. Rendendo pubblici i voti di tutta l’aula, quindi è presumibile che gli interessati abbiano modificato prima della chiusura. Alla fine dopo l’oscuramento dei bollini verdi o rossi l’emendamento è passato, ma solo grazie al supporto dei franchi tiratori di Pd, Forza Italia e Lega Nord.

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Autore: Ilario Panico

Giornalista pubblicista classe 1993, iscritto all'albo regionale della Campania dal 2017. Responsabile SEO e coordinatore generale redazioni Termometro Politico, Quotidiano e Sportivo dal 2017. Mail [email protected]
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