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Dimissioni CEO Uber Travis Kalanick: ecco perché

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Dimissioni CEO Uber Travis Kalanick: ecco perché

Non c’è pace per Uber: il CEO dell’azienda Travis Kalanick si è dimesso, spinto dalle pressioni degli azionisti. La causa? Una evidente mancanza di leadership dell’ormai ex Chief Executive Officer dell’azienda, come ha riportato il New York Times. Kalanick stesso ha affermato di aver ceduto alle pressioni per mandare avanti la società. Nonostante le dimissioni da CEO, Kalanick resterà nel consiglio d’amministrazione dell’azienda. Ma cosa ha portato una delle aziende più chiacchierate di questi ultimi anni a questo punto critico?

Dimissioni CEO Uber: Il caso delle molestie sessuali

I problemi di Uber partono dalla continua lotta dei tassisti e delle regolamentazioni che si è trovata spesso a fronteggiare. Quindi le accuse di molestie sessuali che hanno portato al licenziamento di 20 dipendenti nel quartier generale di San Francisco. A questo si aggiungono tutte le altre denunce di matrice simile considerate però inattendibili.

Dimissioni CEO Uber: Waymo e Greyball

Sono poi seguite le accuse di furto di proprietà da parte di Waymo, una società specializzata nello sviluppo di tecnologie per l’auto a guida autonoma. L’accusa è quella di furto di tecnologia. Secondo le accuse, Uber avrebbe rubato documenti e tecnologie grazie all’aiuto di un ex dipendente Waymo, Anthony Levandowski. Questi, dopo aver lasciato la società, ne ha creata un’altra con gli stessi principi che è stata poi acquistata da Uber. Levandowski è stato accusato di aver rubato decine di migliaia di documenti riservati. Le accuse più gravi stanno nel possibile accordo preventivo citato da Waymo tra Levandowski e Uber, e del furto della tecnologia LiDAR di proprietà Waymo, finalizzata allo studio dell’ambiente circostante per ottimizzare la sicurezza dell’auto a guida autonoma.

Un altro contenzioso giudiziario che riguarda Uber si riferisce all’utilizzo illegale del software Greyball. Il tool era finalizzato a evitare i controlli di sicurezza in città in cui Uber non disponeva delle licenze necessarie.

I ripensamenti del CEO Uber Kalanick

Travis Kalanick aveva optato per il pugno duro, dando vita a una serie di riprogrammazioni aziendali. Dalla raccolta di mance tramite app per accontentare gli autisti scontenti e sul piede di guerra, al divieto di relazioni amorose tra dipendenti, fino ad alcuni mutamenti termino-ideologici. Tra questi la decisione di nominare la caffetteria “Oasi dell’Amore” e la trasformazione onomastica della War Room in Peace Room.

Kalanick aveva infine annunciato l’intenzione di volersi prendere un periodo di riposo. Dopo la recente morte della madre, Kalanick aveva deciso di prendersi un periodo di aspettativa per concentrarsi su sé stesso e ritornare poi a capo dell’azienda grazie a un “upgrade personale”. Le intenzioni di Kalanick non sono però piaciute agli azionisti che hanno fatto in modo di accompagnare Kalanick fuori dall’ufficio di CEO.

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ultima modifica: mercoledì, 21 Giugno 2017