Pubblicato il 06/07/2017

Geopolitica, mappe storiche: l’effetto domino in Europa durante la guerra fredda

autore: Alessandro Faggiano
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Geopolitica, mappe storiche: l’effetto domino in Europa durante la guerra fredda

Oggi vi proponiamo una mappa storica, pubblicata su un numero della celebre rivista LIFE nel 1947. Stiamo parlando degli albori della guerra fredda; della tensione tra i due blocchi, un ovest capitalista e un est comunista (oltre al terzo mondo dei Paesi non allineati). In questa mappa dall’alto valore storico, si evidenzia l’importanza geopolitica della Francia e dell’Italia attribuita dagli Stati Uniti. In particolare, la Francia – più vicina all’orbita sovietica – avrebbe potuto far “cadere” sia l’Italia che l’Austria. La logica geopolitica palesata in questa mappa ricalca la politica del containment, che prevedeva la contenzione continuata e perseverante dall’avanzata del comunismo sovietico.

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Geopolitica, mappe storiche: le metafore e la retorica

Lo scontro tra blocco capitalista e blocco comunista è stato, prima che militare, ideologico. La lotta per l’egemonia ha visto prevalere il blocco occidentale, il “primo mondo” (secondo la narrativa geopolitica prodotta dall’ovest). Nella sfida per costruire un nuovo sistema-mondo, prevalse il liberismo economico, fondato nell’ideologia liberale. Durante più di quattro decadi, gli Stati Uniti hanno dovuto ricorrere a una serie di metafore e a un discorso minaccioso, per limitare l’avanzata del comunismo. Come si può evincere dal commento alla mappa, già nel 1947 si applicava un discorso biologista (“Communist victory in France might prove to be contagious) per giustificare la necessità del containment. Un discorso che  si può riscontrare anche in altre mappe dell’epoca (come questa celebre della “cospirazione comunista”).

Geopolitica, mappe storiche: la concezione erronea del terzo mondo

Quando si parla di terzo mondo, in maniera colloquiale, ci si riferisce a Paesi scarsamente industrializzati, con uno sviluppo urbano e un indice di sviluppo umano inferiori alla media. In realtà, il terzo mondo nasce come chiusura del sistema totalizzante dell’era ideologica della geopolitica. La contrapposizione totalizzante tra un primo e un secondo mondo (con conseguente scontro identitario e discorsivo) era impossibile, in quanto molti Paesi rimanevano fuori dall’orbita dei due blocchi. In questa maniera, si chiude – sul piano ideale – la struttura geopolitica, comprensiva di tutto il globo. Il terzo mondo esiste solo in relazione alla non-chiusura di un sistema-mondo binario  – fondato sulla dicotomia capitalismo/comunismo -.

 

 

 

Autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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