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Rinnovo contratto statali e scuola: aumento sotto 85 euro, Anief protesta

Rinnovo contratto statali: sull'aumento di 85 euro l'Anief protesta

Rinnovo contratto statali e scuola: aumento sotto 85 euro, Anief protesta.

Il rinnovo contratto statali è ancora un tema caldissimo che fa infuriare le parti interessate di fronte alle cifre stanziate dalla nuova Manovra. Dopo un blocco contrattuale che non ha avuto eguali in Europa, gli aumenti stipendio rischiano di diventare poco dignitosi, sicuramente molto bassi rispetto a quanto ci si aspettava. E il giovane sindacato Anief non ci sta. Per voce del suo presidente Marcello Pacifico, anche segretario confederale Cisal, alla fine nelle tasche dei dipendenti ci andranno solo pochi spiccioli. Per il sindacalista è sufficiente fare un po’ di conti per avere chiaro il quadro della situazione.

Rinnovo contratto statali e scuola: Anief protesta sulle cifre

La nuova Legge di Stabilità non è stata per nulla rivoluzionaria. E non ha causato grandi dibattiti o approfondimenti di primo piano. Poche le risorse, poche le misure. Quest’ultime, comunque, a loro modo sempre importanti. Ma sul rinnovo contratto statali, comunque giudicato tema prioritario rispetto alla previdenza, continuano le polemiche. E Anief è sempre in prima linea nel tentativo di difendere i dipendenti che rappresenta.

“Stando alle cifre stanziate nella Legge di Stabilità, a ogni singolo dipendente andranno cifre bassissime”, commenta Pacifico. “Così basse che nessun rappresentante del Governo ha il coraggio di quantificarle. Anche perché fino a oggi si è sempre parlato soltanto di cifre complessive. Se andiamo a dividerle per i tre milioni di dipendenti fermi al contratto del 2009, scopriamo che stiamo parlando soltanto di pochi spiccioli”.

Rinnovo contratto statali: i conti (non) tornano?

Le cifre parlano chiaro. 1,6 miliardi di euro di stanziamento. E conti alla mano, per i dipendenti del pubblico impiego la divisione parla chiaro. Con incrementi di appena 40 euro lordi mensili. A cui si aggiungono le risorse delle precedenti manovre. Ma l’atteso aumento di 85 euro (giudicato comunque basso) sembra una destinazione difficile. Dopotutto, qualche giorno fa, il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli ha confermato che gli aumenti non sarebbero stati a pioggia. Ma che si sarebbe dovuto trovare il modo di distribuirli. Tra bonus produttività e meritocrazia.

Sotto questo aspetto Pacifico è lapalissiano. “I dipendenti pubblici scopriranno a breve che l’aumento loro conferito non basterà a coprire il costo della vita. Che negli ultimi anni ha superato le loro buste paga di circa il 15%. E dunque, che anche stavolta le loro richieste non sono state esaudite”.

Rinnovo contratto statali: parla Madia

Il ministro Madia continua a rassicurare sul salvataggio del bonus Renzi di 80 euro. “L’aumento di 85 euro arriverà da risorse aggiuntive rispetto al bonus degli 80 euro”. In occasione del congresso della FP Cisl a Milano, la Madia ha confermato l’aumento degli 85 euro. Considerando quanto fatto “un impegno rispettato”. E adesso “è il momento di far partire le trattative e trovare le modalità per dare i contratti rinnovati a lavoratori e lavoratrici”.

Si attende ancora il via libera per il confronto tra sindacati e Aran sulla chiusura del rinnovo contrattuale. Nel frattempo, la segretaria generale Cgil Susanna Camusso spara a zero contro la manovra. “Non dà nessuna prospettiva di cambiamento. Si tratta soltanto di una sterilizzazione dell’aumento dell’Iva”, ha dichiarato ai microfoni di Rtl. E all’orizzonte si profila sempre di più uno sciopero generale.

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ultima modifica: mercoledì, 18 Ottobre 2017