pubblicato: giovedì, 26 ottobre, 2017

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Rinnovo contratto statali: parte l’aumento, Uil conferma

Rinnovo contratto statali: aumento, conferma Uil

Rinnovo contratto statali: parte l’aumento, Uil conferma.

I sindacati attendono ancora un confronto con l’Aran, dopo l’atto di indirizzo. Sul fronte rinnovo contratto statali, ogni giorno che passa è un giorno in meno verso gli aumenti stipendiali. Che non accontenteranno tutti, forse, ma che le sigle sindacali invocano sperando in tempistiche ristrette. La verità è che ci sono diverse questioni ancora da sistemare, alcuni cavilli che per i sindacati scuola non sono chiari. Nel frattempo, però, il segretario nazionale Uil Scuola Sergio Turi sembra avere le idee chiare, parlando di aumenti in un’intervista telefonica con Radio Cusano Campus.

Rinnovo contratto statali e scuola: parla Turi (Uil Scuola)

Per Sergio Turi l’atto di indirizzo presentato per la pubblica amministrazione del comparto scuola rappresenta una “buona base. Che può e deve condurre alla sottoscrizione di un contratto bloccato ormai dai troppo tempo”. Ovviamente non tutto può risultare positivo nell’atto, ma ci saranno alcuni aspetti che dovranno essere verificati e discussi attorno al tavolo delle trattative. Ciò su cui il sindacalista pone le luci dei riflettori è che “dovrà essere un contratto vero”. Ovvero, dovrà restituire dignità ai lavoratori e “ripristinare ruolo e funzione della contrattazione”, valorizzando inoltre le Rappresentanze Sindacali Unitarie.

Turi ha difeso anche le scuole statali parlando della possibilità di erogare fondi europei alle scuole paritarie. Per il sindacalista, le scuole paritarie svolgono un servizio pubblico ma perseguono finalità private, di carattere economico. Assegnare i fondi Pon alle scuole paritarie “significa sostenere scuole di tendenza, che non perseguono la realizzazione di un bene collettivo”. Da qui l’invito al governo di “pensare alle sue scuole e non a quelle degli altri. Ogni euro sottratto alle scuole statali è un modo per renderle più deboli. Auspichiamo che questa non sia una strategia che, per dare qualche sussidio, finisca per aprire la strada sciagurata alla privatizzazione e al mercato”.

Rinnovo contratto statali: la rabbia dei sindacati scuola

Ovviamente non tutti sono d’accordo con Sergio Turi. Ad esempio, non saranno della sua stessa opinione i membri del collettivo Professione Insegnante. Che hanno già diffuso un duro comunicato. Invitando i sindacati a non firmare nessun contratto, né a sedersi con il governo. Sul tavolo di discussione, anche l’impari trattamento con i dirigenti scolastici legato agli aumenti. “A loro 440 euro netti, a noi le briciole”; il senso del comunicato di Professione Insegnante.

Che ha lanciato peraltro alcune proposte, già promosse a suo tempo dall’Anief, per voce del suo presidente Marcello Pacifico. Il quale ha più volte ribadito come gli aumenti promessi dal governo siano poco dignitosi e come ci vorrebbero almeno 200 euro al mese per pareggiare lo squilibrio causato dall’aumento del costo della vita. “Per avere poche decine di euro di aumento si viene costretti a cedere sul piano dei diritti”, è il fondato timore del giovane sindacato.

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