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pubblicato: martedì, 23 gennaio, 2018

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Elezioni regionali Lazio 2018: candidati presidenti, chi sono e i programmi

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Elezioni regionali Lazio 2018: candidati presidenti, chi sono e i programmi

L’ufficialità sarà decretata dalla conclusione della raccolta firme da parte delle “nuove” forze politiche. Ma un elenco, anche se provvisorio, c’è. E, con questo, le dichiarazioni programmatiche dei candidati alla guida della regione Lazio.

Che il presidente uscente sia candidato non vi è alcun dubbio. Nicola Zingaretti, candidato del centrosinistra; alle elezioni regionali laziali sarà appoggiato dal Partito Democratico, Liberi e Uguali, +Europa e Lista civica Zingaretti Presidente.

Il programma di massima, o meglio, gli intenti programmatici e valoriali di Zingaretti per le elezioni regionali del Lazio coincidono con le parole d’ordine della sinistra: lavoro, beni comuni, partecipazione, riduzione della diseguaglianza, questione sociale, progresso.

Elezioni regionali 2018: candidati presidenti, chi sono e i programmi

“Per consolidare i risultati positivi raggiunti, aggredire i nodi ancora da sciogliere, tutelare ancora meglio i beni comuni, continuare ad allargare gli spazi di partecipazione, favorire la crescita economica e la nuova industria come abbiamo fatto in questi anni salvaguardando i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici e sostenendo chi non ce la fa a stare nella nuova competizione globale”. Scriveva così Nicola Zingaretti su un post di fine anno, auspicando all’unità del centrosinistra. “Un appello non formale – continuava il governatore – ma basato sulla mia ferrea convinzione che solo con una sinistra forte delle proprie idee e coesa nel proprio percorso sia possibile lavorare davvero per i cittadini del Lazio; continuare a contrastare le diseguaglianze, affrontare l’enorme questione sociale che abbiamo sotto i nostri occhi e che è ancora lontana dall’essere risolta”.

“Alle regionarie hanno partecipato 6511 persone. 954 voti per Valentina Corrado, 2601 per Davide Barillari e 2952 per Roberta Lombardi“, annunciava a ottobre Davide Casaleggio. Incoronava, così, la vincitrice della competizione online del M5S per la guida del Lazio. Deputata cinque stelle, Roberta Lombardi a Montecitorio si è occupata principalmente di lavoro, diritto alla casa e a Roma, la sua città. “Ci aspetta una battaglia importante, che è alla nostra portata, per riprenderci la nostra Regione” dichiara la Lombardi candidata. “Abbiamo una pesantissima eredità dei partiti, la pessima amministrazione di Zingaretti e il lascito disastroso del centrodestra di Polverini Storace“. Per quanto riguarda il programma, oltre ai temi, per così dire, mainstream (lavoro, sanità, rifiuti, salvaguardia del territorio): “con il Movimento 5 Stelle in Regione Lazio mafie e corruzione non avranno respiro, saremo il baluardo contro di loro”.

Elezioni regionali Lazio: Zingaretti, Lombardi, Pirozzi e …

Altro candidato certo, il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, in lizza con la sua lista civica Sergio Pirozzi Presidente. In corsa, con molta probabilità, in solitaria, visto che il centrodestra sta ancora temporeggiando sullo sciogliere la riserva sul proprio candidato presidente.

Comunque, notizia dell’ultima ora vorrebbe Stefano Parisi, ex candidato del centrodestra a sindaco del capoluogo lombardo; come scelta di Berlusconi, Meloni e Salvini alla guida del Lazio. Fatto sta che il centrodestra deve decidersi al più presto, visto che è in profondo ritardo sul binario della campagna elettorale.

Tra i possibili candidati al governo della Regione Lazio, la cui candidatura dipenderà dalla raccolta delle firme necessarie; Stefano Rosati del Fronte Sovranista Italiano e Mauro Antonini di Casapound.

Infine, le forze politiche dell’ultima ora. Beatrice Lorenzin ha dichiarato che la sua Lista Civica correrà da sola alle regionali del Lazio. “Presenteremo alla fine della settimana la nostra lista nella regione Lazio” dichiara ai microfoni di 6 a Radio1. “Il Presidente della Regione Zingaretti ha fatto una roboante dichiarazione dove diceva che la sua coalizione andava da Piero Grasso alla Lorenzin. Poi LeU ha detto di no perché vuole essere in discontinuità con il governo Gentiloni e con le azioni del governo. Quindi noi siamo rimasti fuori”. E conclude: “Questa è una questione che attiene tutta al Presidente della Regione Lazio Zingaretti che ha fatto una scelta ‘sinistra sinistra’. Tra l’altro sui temi della salute e questo sposta sicuramente a sinistra l’alleanza del Lazio e noi andremo da soli”.

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