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pubblicato: giovedì, 25 gennaio, 2018

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Rinnovo contratto statali: mancano 9 mila euro ai dipendenti

Rinnovo contratto statali: 9 mila euro di arretrati ai dipendenti del Comune di Milano

Rinnovo contratto statali: mancano 9 mila euro ai dipendenti.

Mentre la trattativa sul rinnovo contratto statali continua per il comparto scuola tra non poche difficoltà, scoppia una grana a Palazzo Marino. I dipendenti del Comune di Milano, infatti, hanno fatto causa all’ente per una cifra intorno ai 130 milioni di euro. La causa si riscontra nella violazione delle norme sul pubblico impiego, come ha riportato il Giornale.

I sindacati hanno fatto riferimento al rinnovo contratto statali e agli arretrati che arriveranno a breve, e al contempo hanno denunciato le inadempienze del Comune di Milano nei confronti dei suoi dipendenti.

Rinnovo contratto statali: il comunicato dei sindacati su Palazzo Marino

Al centro della discussione la violazione di alcune norme di legge da parte del Comune di Milano. Più nello specifico si parla della mancata copertura economica conseguente la scadenza dei contratti collettivi nazionali e antecedente i nuovi contratti. Sostanzialmente si tratterebbe di una sorta di anticipo prima del nuovo contratto. Un obbligo che però è stato disatteso per 7 anni, ovvero dal 2010 al 2017 compreso.

I sindacati hanno così diffuso un comunicato che denuncia la situazione. “In questi giorni, mentre il ministro Madia sta promettendo, in conseguenza al rinnovo del contratto degli Statali, il prossimo arrivo degli arretrati tra 370 e 712 euro, il Comune di Milano è stato messo in mora perché inadempiente verso i suoi dipendenti”. Inoltre, “l’ente non ha onorato una norma di legge, addirittura la vituperata legge Brunetta”.

Parlando strettamente di cifre, a ogni dipendente del Comune di Milano spetterebbero circa 9 mila euro di arretrati.

Rinnovo contratto statali: le ultimissime notizie

Sulla ultimazione definitiva del rinnovo contratto statali si attende solo l’ok da parte della Corte dei Conti, che dovrebbe arrivare entro la prima decade di febbraio. Sarà uno step decisivo che di fatto anticiperà la firma definitiva sul nuovo contratto nell’ultimo incontro tra Aran e sindacati.

Per quanto riguarda l’erogazione dei primi aumenti stipendiali si parla ancora di inizio marzo. Come recentemente riportato dal Sole 24 Ore, gli arretrati potrebbero arrivare invece a fine febbraio. Ovvero poco prima l’election day del 4 marzo. Il condizionale è d’obbligo, in questi casi. Va tuttavia ricordato che il pagamento riguarderà solo i circa 270 mila dipendenti statali delle Funzioni Centrali. Per gli altri comparti (sicurezza, scuola e sanità) la trattativa resta ancora aperta. Anche se il ministro Madia ha recentemente ribadito l’auspicio di chiudere presto per far partire gli aumenti previsti il prima possibile.

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