pubblicato: giovedì, 8 marzo, 2018

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Flat Tax nel 2019, Lega ‘aumento di 300 euro in busta paga’

Flat tax nel 2019 e aumento 300 euro in busta paga

Flat Tax nel 2019, Lega ‘aumento di 300 euro in busta paga’.

Primo partito di centrodestra, la Lega pensa già al futuro. E al rilancio economico del Paese. Come? Attraverso l’introduzione della flat tax, ovviamente. E anche tramite un aumento in busta paga di 300-320 euro. Praticamente il quadruplo degli 80 euro previsti da Matteo Renzi. Così almeno ha proferito l’ideologo economico della Lega Armando Siri a Business Insider Italia. Lanciando e rilanciando proposte che faranno crescere la nostra economia. E che il Partito Democratico ha osteggiato, a suo avviso, solo perché ha capito che si trattava di idee giuste. E che non ha cavalcato per primo.

Flat tax: quali coperture economiche?

La flat tax non è certo una novità per la Lega. Già il 15 giugno 2015, il partito presentò la proposta di legge n. 3170 in cui si parlava proprio di un’aliquota fiscale unica al 15%. Nel testo si leggeva che la proposta, già attuata all’estero, “trova solide basi di applicabilità anche in Italia; sia perché le ricadute sulla finanza pubblica possono essere colmate da specifici interventi di compensazioni e, a regime, dall’emersione dell’economia sommersa; sia perché il sistema tributario proposto nel suo complesso rispetta il criterio di progressività sancito dalla Costituzione”.

Tuttavia, secondo Siri, bisognerà procedere per passi. Dopo l’avvio della nuova legislatura, “vareremo la pace fiscale con saldo e stralcio delle cartelle Equitalia”. Le stime di recupero ammontano a circa 35 miliardi di euro per il solo 2018. “Il decreto riguarderà tutti i morosi verso il Fisco per importi fino a 200 mila euro a cui verrà chiesto di pagare il 15% del dovuto per chiudere i contenziosi”. Il concetto espresso dal neo senatore leghista è semplicemente: “Meglio questo che niente”. Perché altrimenti, è convinto Siri, quei soldi non si vedrebbero mai. Il target è quello di quei cittadini che potrebbero pagare, “ma che magari hanno chiuso la propria attività”. Da qui le stime di recupero parlano di 600 miliardi di euro. Basterà valutare le loro condizioni economiche attuali. E poi proporre loro il pagamento di una percentuale sul dovuto, che andrà dal 6,10% al 25%.

Aumenti di 300-320 euro in busta paga: la proposta della Lega

Dalle entrate si ricaveranno così i soldi per la sterilizzazione definitiva dell’aumento Iva. E ovviamente il via libera alla Flat Tax, che però potrebbe entrare in vigore solo a partire dal 2019; visto che potrebbe venire discussa il prossimo autunno, nella nuova Legge di Bilancio. Una soluzione realizzabile con la cancellazione delle detrazioni e deduzioni; da qui potrebbe venire una parte importante delle garanzie. Inoltre, la progressività sarà mantenuta in base alla modulazione delle aliquote. “Al variare del reddito e dei componenti, varierà il carico fiscale”. Tutto questo in base a fasce reddituali ben definite.

Ovviamente, con tale agevolazione ci sarà anche tolleranza zero contro ogni tipo di evasione fiscale. Infine, Siri ribatte sulla proposta degli aumenti in busta paga, che a confronto gli 80 euro di Renzi sfigurerebbero. “Noi ne metteremo in media 300-320 euro al mese, che sulle buste paga più basse avranno un effetto enorme”. Per il consigliere economico della Lega, “la metà potrebbe andare in risparmio; ma la parte restate genererebbe maggiori spese sostenendo il Pil”.

Flat tax e reddito di cittadinanza: il commento di Mario Monti

Intervistato dalla Stampa, Mario Monti ha espresso la sua opinione sull’esito delle elezioni politiche 2018. E in particolare su flat tax e reddito di cittadinanza, le due proposte principali formulate da Lega e Movimento 5 Stelle, i veri vincitori di questa tornata elettorale. Per Mario Monti, l’introduzione contemporanea delle due misure porterebbe a “una strage degli innocenti. Gli italiani di domani farebbero meglio a non nascere, per non essere stroncati dal debito pubblico che scaricheremo su di loro”.

Ancora una volta, dunque, gli errori di oggi sarebbero pagati dalle generazioni future. Un concetto che anche Elsa Fornero ha ribadito più volte nel corso degli ultimi mesi.

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