pubblicato: venerdì, 9 marzo, 2018

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Elezioni 2018: Governo M5S, Bisignani ‘avranno l’incarico’

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Elezioni 2018: Governo M5S, Bisignani ‘avranno l’incarico’

È stato definito “manager del potere nascosto”; Luigi Bisignani più spesso viene presentato – a ragione – come un personaggio a suo agio in tutti gli ambienti che contano. Per questo motivo gli è stato chiesto un parere sulle prospettive di governo del Movimento 5 Stelle nel corso della puntata di Matrix del 7 marzo.

Innanzitutto, i 5 stelle “sono in grado di gestire il palazzo romano”; tra l’altro, “non fanno neanche più paura perché sono anni che si stanno preparando con uomini ben messi nei posti giusti”. Quindi, il governo “non potranno non farglielo fare” assicura sempre Bisignani; considerando anche che si parla sempre di poteri forti contro i 5 stelle ma “se i poteri forti fossero stati contro i 5 stelle, al Sud non ci sarebbe stata questa grandissima ondata”. Poi Di Maio viene guardato con attenzione “dal mondo di Mediobanca e da quello della difesa e degli armamenti”; ancor di più lo segue da vicino “un personaggio importantissimo: Ugo Zampetti, il segretario generale alla Presidenza della Repubblica”.

Elezioni 2018: Governo M5S, Bisignani ‘avranno l’incarico’

In effetti, nei Consigli d’Amministrazione delle partecipate dello Stato da tempo si temono “terremoti” dovuti alla presa di Palazzo Chigi da parte dei pentastellati. “Tutto quello che porteremo avanti nei prossimi anni con le partecipate di Stato non sarà un repulisti solo perché c’eri prima”; una chiara rassicurazione pronunciata proprio da Di Maio – durante un intervista a Rtl 102.5 – in netto contrasto con le posizioni del passato.

Inoltre, nonostante i dubbi espressi più volte sull’entità delle spese militari, il candidato premier non ha mai perso occasione per ribadire l’europeismo e l’atlantismo del “nuovo” corso. Insomma, piccole aperture – talvolta intangibili – che sono bastate, però, a tranquillizzare chi aveva paura di “ribaltoni”.

Il tocco finale della strategia con cui il Movimento si è accreditato per entrare nella stanza dei bottoni è stato l’incontro al Quirinale, appunto, con Zampetti. In quel caso Di Maio portò con sé la lista dei ministri per consegnarla a Mattarella che non si fece vedere, è chiaro, per evitare polemiche. Un passaggio non dovuto e del tutto informale. D’altra parte, il messaggio è stato recepito al Colle; insomma, si può dare un’occasione ai 5 stelle.

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