pubblicato: sabato, 24 Mar, 2018

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Regionali Lazio: Nicola Zingaretti presenta la squadra

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Regionali Lazio: Nicola Zingaretti presenta la squadra

Regionali Lazio, a venti giorni dal voto c’è la giunta. Il riconfermato governatore Nicola Zingaretti ha presentato, ieri in serata, il suo secondo governo. Quattro donne e cinque uomini, più il presidente. “Una squadra giovane; l’età media degli assessori è di 46 anni” ha spiegato, “ma che può vantare esperienze consolidate” e “una rappresentanza dei territori”.

Regionali Lazio: tutti i nomi della Zingaretti-bis

Solo due le riconferme. Una è quella di Massimiliano Smeriglio, che anche in questa legislatura sarà vicepresidente. Al vicegovernatore uscente sono affidate anche le deleghe di Formazione, Università, Attuazione del programma, Coordinamento delle attività della Giunta sull’Area del Sisma e Protezione Civile. L’altra è quella di Alessandra Sartore, che continuerà ad occuparsi delle casse regionali.

Andiamo, quindi, a scoprire gli altri volti del nuovo esecutivo regionale. L’ex parlamentare gentiloniana Lorenza Bonaccorsi si occuperà di Turismo e Pari opportunità. Alla Sanità, dopo la fine del commissariamento, andrà invece Alessio D’Amato, che aveva già guidato la cabina di regia nella legislatura precedente. Quindi, entrano in squadra anche due consiglieri regionali; uno è l’ex capogruppo regionale del Pd, Massimiliano Valeriani, che andrà alle Politiche abitative, Urbanistica e Rifiuti. L’altro è Gianpaolo Manzella, che assumerà la delega a Sviluppo Economico, Commercio, Artigianato e Start up.

Tre, infine, sono gli assessori che vengono dalle realtà locali. L’attuale sindaco di Monterotondo Mauro Alessandri sarà assessore alle Infrastrutture, Lavori pubblici e Tutela del territorio, Trasporti e piccoli comuni. L’assessore comunale di Viterbo Alessandra Troncarelli si occuperà delle Politiche sociali, Welfare ed Enti locali, mentre la sua omologa a Priverno (Latina) Enrica Onorati assumerà le deleghe di Agricoltura, Ambiente e Politiche della Valorizzazione della Natura.

A breve, anche Liberi e Uguali esprimerà il nome del loro assessore in pectore. Risolto il nodo giunta, che si riunirà per la prima volta martedì, resta quello della maggioranza in Consiglio. Che tiene sulla graticola non solo il governatore, ma anche il Partito Democratico.

Regionali Lazio, il ricorso di Rocco Berardo (+Europa): “Al Pd dovrebbero essere tolti 3 seggi”

I democratici, infatti, potrebbero trovarsi con tre seggi in meno. Che andrebbero agli alleati di centro-sinistra. A sollevare il caso è stato il primo dei non eletti di Più Europa, l’ex consigliere regionale Rocco Berardo. Quest’ultimo si è scagliato contro il principio di rappresentanza territoriale, applicato al premio di maggioranza di 10 seggi.

Secondo la legge elettorale regionale, infatti, anche in questo caso, si prevede che tutte le circoscrizioni abbiano un eletto. Ragion per cui, dove lo scranno non scatta “naturalmente”, viene attribuito d’ufficio alla lista più suffragata della coalizione in quella determinata circoscrizione.

Calcoli alla mano, Berardo ha spiegato al Foglio dove sta, a suo dire, l’effetto distorsivo della norma. “La percentuale ottenuta dal Pd non rappresenta il 90 per cento dei voti ottenuti dalla coalizione” ma “solo il 52,9 per cento dei consensi”.

“Mentre la prima distribuzione del premio in base alla legge assegna 6 seggi al Pd, 1 seggio alla Lista Civica Zingaretti, 1 seggio a Liberi e uguali, 1 seggio a +Europa e 1 seggio alla lista Centro Solidale”, continua Berardo “il secondo passaggio (che rimaneggia la prima attribuzione, in rispetto del principio di rappresentanza territoriale n.d.r) anche così come applicato e interpretato consente alla lista del Pd di avere assegnati 9 dei 10 seggi del premio”.

Così, secondo Berardo, “l’interpretazione diffusa della nuova legge elettorale regionale non è corretta”  perché “sarebbe la prima legge al mondo in cui prendendo più voti prendi meno seggi”.

Regionali Lazio: un laboratorio per una alleanza Pd-M5S?

Al di là del successo o meno del ricorso (che riguarderebbe la redistribuzione interna dei seggi al centrosinistra), Zingaretti, appoggiato da 24 consiglieri su 50, dovrà trattare con gli avversari volta per volta. Sergio Pirozzi, Fratelli d’Italia e Lega  minacciano le dimissioni per tornare al voto in due mesi.

Il Movimento 5 Stelle, invece, apre al governatore. “Siamo pronti siamo pronti a lavorare con Zingaretti su temi concreti: non ci interessano i nomi, le alleanze, le strategie da titolone dei giornali”, scrive Roberta Lombardi su Facebook. Per il Fatto Quotidiano, poi, la prova del disgelo tra Pd e M5s è stato il confronto Raggi-Zingaretti di questa settimana.

Il risultato elettorale regionale, comunque, ha lasciato i suoi effetti sul territorio. A Nettuno, comune costiero di 48mila abitanti,  gli assessori sono entrati in contrasto con il sindaco Angelo Casto e si sono dimessi. Il primo cittadino continuerà comunque ad avere la fiducia della sua maggioranza.

Si tratta della terza crisi politica in un mese che ha investito la Capitale e il suo hinterland. Lo scorso 21 febbraio, la presidente Municipio Roma III (Monte Sacro),Roberta Capoccioni, era stata sfiduciata e, in settimana, la “Stalingrado grillina” di Pomezia finisce commissariata, con il sindaco Fabio Fucci che correrà contro il movimento, alla testa di una lista civica.

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